Diocesi Foligno, Sigismondi saluta: "Città che ho profondamente amato"

Diocesi Foligno, Sigismondi saluta Zuccarini: “Città che ho profondamente amato”

Redazione

Diocesi Foligno, Sigismondi saluta Zuccarini: “Città che ho profondamente amato”

Sigismondi ha invitato Zuccarini all'insediamento a Orvieto
Lun, 15/06/2020 - 19:35

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Diocesi Foligno, Sigismondi saluta Zuccarini: “Città che ho profondamente amato”

Saluto ufficiale del vescovo della diocesi di Foligno, Gualtiero Sigismondi, al sindaco Stefano Zuccarini. Il prossimo 28 giugno Sigismondi si insedierà a Orvieto ed oggi è arrivato il momento di saluto. “Un saluto ufficiale – ha detto Zuccarini – a nome mio, dell’amministrazione comunale e dell’intera Città di Foligno, e un ringraziamento per la vicinanza, l’attenzione e la cura dimostrata a tutto il territorio ed alla sua comunità in ogni momento del suo mandato episcopale”.

Diocesi Foligno: lavori di San Feliciano al via

Durante un cordiale e sincero colloquio, abbiamo parlato del futuro della nostra Diocesi, e dell’ormai imminente avvio dei lavori per il restauro della cattedrale di San Feliciano – ha sottolineato Zuccariniho accolto con estremo piacere l’invito ad essere presente in forma istituzionale alla cerimonia di ingresso nella nuova Diocesi di Orvieto – Todi, rinnovando l’invito a tornare a Foligno ogni qualvolta sarà suo desiderio“. Al termine dell’incontro riservato nell’ufficio del sindaco, si è svolta una cerimonia, in forma ristretta, nell’aula del Consiglio comunale, con la firma da parte di monsignor Gualtiero Sigismondi del libro d’onore della Città di Foligno. Zuccarini ha quindi donato al vescovo una riproduzione del Gonfalone della Città di Foligno, quale simbolo di massimo riconoscimento e gratitudine.

“Obbedire significa morire”

Un saluto emozionato da parte del vescovo Sigismondi, per 12 dodici anni pastore della città. “Obbedire significa partire e partire vuol dire un po’ morire, non per quello che l’obbedienza chiede ma per quanto la gratitudine esige. L’emergenza sanitaria mi ha permesso di distribuire, in un ampio arco di tempo, la sofferenza del distacco da questa città che ho profondamente amato, scoprendone sia la bellezza del territorio, sia la ricchezza del patrimonio culturale e del tessuto sociale. Benché io non sia Etrusco, ma Umbro, essendo nato alla sinistra del Tevere, a Bastia, tuttavia sono cresciuto a Perugia; Bastia, per il centro fieristico, e Perugia, per la sua egemonia di capoluogo di Regione, sono città a cui Foligno ricorda di essere “lu centru de lu munnu”. Il 5 ottobre del 2008 sono arrivato a Foligno con questo “bagaglio”; mi è servito poco tempo per inserire il Topino nel mio albero genealogico. Come vescovo ho sposato questa città e con sincerità di cuore mi sono impegnato a servire la Chiesa diocesana avendo come unico criterio quello indicato dal Signore: “fino alla fine”“.