Diocesi di Assisi e Foligno, un sito cattolico 'spoilera' il successore di Sorrentino: sarebbe monsignor Accrocca - Tuttoggi.info

Diocesi di Assisi e Foligno, un sito cattolico ‘spoilera’ il successore di Sorrentino: sarebbe monsignor Accrocca

Flavia Pagliochini

Diocesi di Assisi e Foligno, un sito cattolico ‘spoilera’ il successore di Sorrentino: sarebbe monsignor Accrocca

Ven, 09/01/2026 - 14:17

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Sarebbe monsignor Felice Accrocca il nuovo vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, confermando quindi l’unione delle due diocesi in persona episcopi come già voluto da Papa Francesco. Secondo ‘voci di corridoio’ l’ufficializzazione di Accrocca, anticipata dal sito cattolico Silere non possum solitamente sempre bene informato sulle questioni di Oltretevere, dovrebbe arrivare domani, nel pieno dell’apertura delle celebrazioni per l’apertura dell’ottocentenario francescano che vedranno tra i protagonisti anche monsignor Domenico Sorrentino.

Chi è monsignor Accrocca?

Nato a Cori (LT), diocesi di Latina – Terracina – Sezze – Priverno, il 2 dicembre 1959, monsignor Felice Accrocca è stato ordinato presbitero il 12 luglio 1986; eletto alla sede arcivescovile di Benevento il 18 febbraio 2016, è stato ordinato vescovo il 15 maggio 2016. Attualmente è membro della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese e del Dicastero delle Cause dei Santi. Non si tratta di un volto sconosciuto per Assisi, visto che – da storico del francescanesimo – è stato più volte firma di articoli per la rivista San Francesco patrono d’Italia. (Continua dopo la foto)

I ‘precedenti’: dal Nunc pro tunc del 2023 all’assemblea della Cei

Un cambio nelle due diocesi era atteso, considerato che monsignor Sorrentino era stato “prorogato” da Papa Francesco che alle dimissioni aveva risposto con la formula Nunc pro tunc, ossia le dimissioni vengono accettate ma anche congelate fino a quando non si troverà un successore ed era da tempo oltre i canonici limiti di età.

Ma colpiscono le tempistiche celeri – e anche la scelta dei tempi: domani si apre l’ottocentenario francescano – della vicenda. Dopo aver ricevuto l’incarico di guidare anche Foligno, anno domini 2021, nel 2023, compiuti i 75 anni, in conformità a quanto dispone il codice di diritto canonico Sorrentino aveva rassegnato le dimissioni a Papa Francesco che le aveva accettate Nunc Pro Tunc, ossia con effetto solo dalla data di pubblicazione della nomina di un successore. “L’ho fatto con la pace nel cuore e pronto a ogni decisione del Santo Padre”, aveva spiegato all’epoca, per poi aggiungere che qualche settimana dopo, con una lettera a firma del nunzio apostolico in Italia, Emil Paul Tscherrig, il Santo Padre ha comunicato a Sorrentino che il suo mandato è prorogato per i prossimi anni. Nella lettera rivolta a mons. Sorrentino, il Nunzio precisa che si “proroga il suo governo di due anni, alla fine dei quali si valuterà l’opportunità di un coadiutore”.

A settembre 2025, durante la messa celebrata al Santuario della Spogliazione per ringraziare della canonizazzione, era stato sempre lo stesso monsignor Sorrentino a rivelare di aver incontrato il Papa dopo la canonizzazione ottenendo una sorta di “proroga” ulteriore. “Ho detto a Leone ‘Santo Padre mi sento un po’ come il vecchio Simeone quando si vide Gesù tra le braccia’ e dire ‘Nunc dimittis’. Ma il pontefice avrebbe risposto “Continua ad andare avanti, vedremo l’anno venturo”, richiesta che monsignor Sorrentino aveva accettato: “Va bene – aveva detto – con la forza di Dio e anche adesso con la forza di questo ragazzino vivace (Carlo Acutis, ndr) cercherò ancora di fare quello che posso”.

Poche settimane dopo il pontefice era arrivato ad Assisi per chiudere i lavori dell’assemblea della Cei, con un discorso nel quale aveva ribadito la necessità di “non tornare indietro sul tema degli accorpamenti delle diocesi”, invitando le berrette color porpora a “coltivare l’atteggiamento interiore che Papa Francesco ha definito «imparare a congedarsi. Bisogna evitare che, pur con buone intenzioni, l’inerzia rallenti i necessari cambiamenti. È bene che si rispetti la norma dei 75 anni per la conclusione del servizio degli ordinari nelle diocesi e, solo nel caso dei cardinali, si potrà valutare una continuazione del ministero, eventualmente per altri due anni”..

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