Detenuti diventano educatori cinofili e sistemano il canile comunale - Tuttoggi

Detenuti diventano educatori cinofili e sistemano il canile comunale

Sara Fratepietro

Detenuti diventano educatori cinofili e sistemano il canile comunale

In carcere saranno ospitati i cani più problematici, 80 detenuti coinvolti nel progetto "Fuori dalle gabbie"
martedì, 19/11/2019 - 22:11

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Da una parte c’è l’obiettivo di favorire il reinserimento dei detenuti, dall’altra quella di favorire le adozioni dei cani ospitati nel canile comunale di Spoleto. Nasce per questo il progetto “Fuori dalle gabbie”, promosso dalla Fondazione Cavecanem con la collaborazione del Comune di Spoleto e della Casa di reclusione di Maiano.

La prima fase si è appena conclusa ed i risultati sono stati illustrati martedì mattina all’interno del penitenziario alla presenza di alcuni dei reclusi coinvolti oltre che dei promotori. A raccontare questa bella esperienza è anche un primo video, a cui ne farà seguito un altro al termine di tutto il progetto.

“La fondazione CaveCanem – ha spiegato la vicepresidente Federica Faiella – nasce per finanziare progetti che possono diventare dei modelli, aiutando cani e gatti randagi. In questo caso la collaborazione con il Comune e la casa di reclusione è iniziata a luglio e tanti detenuti hanno presentato domanda”. Circa 80 (tutti ospitati nel regime di media sicurezza) quelli coinvolti, che stanno partecipando ad un percorso formativo che li porterà al termine ad assumere la qualifica di educatore cinofilo.

Il progetto, però, è molto più ampio. Un bel gruppo di detenuti – quelli autorizzati a partecipare ad attività esterne – da mesi stanno sistemando il canile comunale di Colle Marrozzo, sistemando sia gli spazi verdi che i box degli animali. In questi giorni, poi, sono iniziati anche i lavori di allestimento negli spazi aperti all’interno del carcere di alcuni box che ospiteranno a partire dalle prossime settimane una sorta di sede distaccata del canile. A Maiano, infatti, saranno portati i cani che hanno bisogno di attenzioni costanti: mamme con cuccioli,  quelli più anziani, alcuni con problemi comportamentali. Ad occuparsi di loro saranno gli stessi detenuti appositamente formati, con il delicato compito di prepararli in modo migliore ad una futura vita in una famiglia. L’obiettivo finale è infatti ovviamente quello di favorire maggiormente le adozioni dei cani (attualmente 120 nel canile comunale).

Presente a Spoleto per l’occasione la presidente della fondazione CaveCanem, Adriana Possenti, che ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale e quella penitenziaria, oltre agli agenti ed ai detenuti.

Presenti all’incontro anche il direttore del carcere Giuseppe Mazzini, l’assessore all’ambiente Maria Rita Zengoni, il comandante della polizia penitenziaria Marco Piersigilli, il responsabile dell’area trattamentale Pietro Carraresi

I lavori al canile comunale termineranno al massimo entro il mese di febbraio 2020, mentre già prima di Natale i cani bisognosi verranno accolti nel carcere per iniziare il percorso di rieducazione e recupero seguiti dai detenuti formati.

“E’ la prima volta, da quindici anni a questa parte, che riusciamo a far uscire i cani dal canile – ha spiegato la responsabile dell’ufficio ambiente del Comune di Spoleto Federica Andreini – si tratta di un percorso particolarmente importante, perché permetterà ai cani coinvolti di vivere a diretto contatto con nuove persone, avvicinandoli gradualmente ad una condizione similare a quella della vita in famiglia”.

“In questi anni  – evidenzia Piersigilli – abbiamo visto che i detenuti impegnati il più possibile in attività varie hanno una vita più normale e presentano meno criticità all’interno del penitenziario. Erano anni che non entravano cani all’interno del carcere”.


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