Depuratore, una storia lunga 15 anni | Ecco le immagini

Depuratore, una storia lunga 15 anni | Ecco le immagini

Proteste e politica non fermano i lavori, prosegue il cantiere nella zona di Cascianella di Todi

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Questo depuratore s’ha da fare. Non sono servite le proteste dei cittadini e gli interventi della politica: il cantiere a Cascianella va avanti.

Al centro di un incandescente scontro durante la campagna elettorale, il depuratore ha mosso i suoi primi passi all’indomani del ballottaggio dello scorso giugno. Pesante, quanto silenziosa, eredità lasciata dalla giunta Rossini all’entrante Ruggiano, l’impianto è stata una delle prime preoccupazioni della nuova amministrazione. Il 2 agosto 2017, dopo una circostanziata lettera inviata dal sindaco a Umbra Acque, i primi interventi vennero sospesi con l’impegno da parte dell’azienda a sottoporre i dettagli del progetto, con particolare riferimento ai rischi idrogeologici dell’area interessata dal cantiere, ad un “super esperto” che avrebbe dovuto fornire maggiori elementi di certezza e chiarezza.

La pausa agostana è stata poi seguita dalla convocazione di un consiglio grande che ribadì la contrarietà dell’attuale maggioranza alla scelta del sito individuato – appunto, Cascianella – ma anche la sostanziale impossibilità di fermare ruspe e betoniere. A meno che il Comune non si fosse fatto carico di pesanti penali che avrebbero rimesso in discussione una vicenda lunga anni.

Perché la storia del depuratore comincia il 30 ottobre del 2002 quando l’assemblea dei sindaci dell’ormai estinto Ati 2 approvò il piano d’ambito del servizio idrico integrato. “Tra gli obiettivi principali individuati dal programma degli interventi, per quanto riguarda gli indirizzi relativi alla ridefinizione del sistema depurativo della Media Valle del Tevere” dicono i documenti dell’epoca, veniva indicata “la necessità di procedere alla centralizzazione del servizio di depurazione mediante costruzione di un unico impianto di depurazione centralizzato da ubicarsi nel territorio comunale di Todi per una potenzialità complessiva pari a circa 80.000 abitanti equivalenti e dismissione di 20 impianti esistenti localizzati lungo l’asta del Tevere”.


>>> Guarda le foto dei lavori al depuratore


Il progetto iniziale è stato raffinato nel tempo, non senza controversie. Perché il sito inizialmente indicato come deputato ad ospitare il depuratore che avrebbe sostituito gli 8 impianti presenti a Todi, suscitò le ire dei residenti, “invitando, pertanto, gli organi preposti a valutare ipotesi alternative”. A Monte Molino si sostituì quindi l’area di Pian dei Mori. “Anche tale ipotesi progettuale – è scritto nella relazione dell’ex Ati 2 – era destinata a rimanere ineseguita, a causa, in particolare, delle rilevanti problematiche di ordine finanziario connesse al reperimento delle risorse, da conseguire mediante il ricorso al sistema tariffario, necessarie per la realizzazione e la gestione dell’opera”.

Soldi che però ad un certo punto spuntarono fuori: è la fine del 2010 quando si individua Porchiano. I sondaggi archeologici effettuati sull’area rivelarono però “la presenza di alcuni resti archeologici attribuiti ad un’antica villa rustica di epoca romana”. Umbra Acque propose di “traslare” l’opera su un’area limitrofa, ma nel frattempo la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria avviò “una procedura di tutela diretta sull’area interessata dai ritrovamenti” ed un “connesso procedimento di tutela indiretta sull’area circostante”.

Si ipotizzò allora l’area di Camagna, ma l’allora sindaco Rossini “rilasciava, in data 13.07.2012, un parere negativo, motivato dal fatto che si riteneva tale progetto non sostenibile da un punto di vista paesaggistico ed ambientale, data la sua vicinanza all’area SIC del torrente Naia e all’area di vincolo paesaggistico del Colle di Todi (…), invitando, nel contempo, le autorità preposte a valutare, quale ipotesi di localizzazione alternativa, la fattibilità tecnica della realizzazione del nuovo impianto nell’area dell’attuale depuratore denominato della Cascianella e nei terreni limitrofi”.

Si arriva così, tra polemiche e contestazioni di comitati e associazioni di cittadini, ai giorni nostri: il depuratore si fa a Cascianella: avrà una capacità di trattamento per circa 25.000 abitanti equivalenti ma anche un costo energetico “per il funzionamento delle stazioni di sollevamento dell’ordine dei 440 kw – spiega la relazione dell’ex Ati 2 – di circa un 16% superiore alle potenze previste dal progetto che aveva ipotizzato la localizzazione a Porchiano”.

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