DEBUTTA A SPOLETO "TRILOGIA HOROVITZ" DEDICATA AL GRANDE AUTORE TEATRALE AMERICANO ISRAEL HOROVITZ - Tuttoggi.info

DEBUTTA A SPOLETO “TRILOGIA HOROVITZ” DEDICATA AL GRANDE AUTORE TEATRALE AMERICANO ISRAEL HOROVITZ

Redazione

DEBUTTA A SPOLETO “TRILOGIA HOROVITZ” DEDICATA AL GRANDE AUTORE TEATRALE AMERICANO ISRAEL HOROVITZ

Mar, 18/08/2009 - 16:35

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A Spoleto, nella sede de La MaMa Umbria, sono in corso le prove per l'evento “Trilogia Horovitz” che consiste nella produzione e presentazione di tre atti unici dell'autore, tra cui uno di quelli presentati nel Festival dei Due Mondi del 1968 e due tra i più recenti, che insieme andranno a comporre una TRILOGIA (L'INDIANO VUOLE IL BRONX – 1968, BEIRUT ROCKS – 2006, EFFETTO MURO – 2009), inediti in Italia.

Torna così a Spoleto, dopo oltre 40 anni, Israel Horovitz, autore teatrale americano tra i più rappresentati al mondo. L'ultima volta nel 1968, lui era solo un giovane promettente drammaturgo, invitato a presentare tre nuovi testi nel programma del Festival dei Due Mondi di Spoleto, con un cast di attori che comprendeva, tra gli altri, i giovanissimi e ancora sconosciuti Al Pacino e John Cazale. L'occasione di questo ritorno è data appunto da un evento speciale organizzato, per celebrare il suo settantesimo compleanno, da La MaMa Umbria International e Offucina Eclectic Arts, con la collaborazione del Comune di Spoleto.

Si svolgerà inoltre una conferenza con la presenza dello stesso Israel Horovitz, moderata dal critico teatrale Gianfranco Capitta e con la partecipazione di vari ospiti, tra cui anche lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, nella veste di neoeletto Assessore alla Cultura del Comune di Spoleto.

L'evento viene realizzato attraverso una collaborazione internazionale che vede coinvolte, oltre al La MaMa Umbria International, sede italiana del mitico teatro newyorkese dove Horovitz ha esordito con il suo primo famoso testo “The Line”, Offucina Eclectic Arts una nuova realtà produttiva molto interessante, la compagnia newyorkese Monk Parrots (USA), la compagnia C-virus di Seoul (Corea) l'Università del Texas a Austin (USA) e l'Università Dankook a Seoul (Corea). Il progetto fa anche parte della rassegna internazionale 70/70 Horovitz Project, promosso dalla Barefoot Theatre Company di New York (Francisco Solorzano, Producing Artistic Director Victoria Malvagno, Managing Director www.barefoottheatrecompany.org), per celebrare i 70 anni del grande drammaturgo statunitense.

Altra particolarità di questo progetto è che a confrontarsi sui tre testi di Horovitz sono tre registi provenienti da tre paesi e culture diverse: Luke Leonard dagli Stati Uniti, Hyunjung Lee dalla Corea e l'italiano Andrea Paciotto, responsabile anche della traduzione in Italiano, insieme al noto drammaturgo Edoardo Erba. Il cast degli attori coinvolto nella trilogia è invece tutto italiano. Attori giovani, ma di grande esperienza e talento, quali Francesco Bolo Rossini, Giorgio Marchesi, versatili protagonisti di tutti e tre i testi, insieme a Simonetta Solder, Enrico Salimbeni e Nicole Sartirani. Il design della scenografia è affidata all'artista Paolo Liberati, le musiceh originali sono di Rolando Macrini, mentre la produzione esecutiva è curata da Adriana Garbagnati.

Un progetto ambizioso ma di grande importanza, un evento unico in Italia per celebrare il settantesimo compleanno di uno dei più prolifici autori del teatro contemporaneo americano, con tre atti unici di straordinaria intensità, tradotti e messi in scena per la prima volta in Italia

Lo spettacolo debutterà a Spoleto per la Spoleto Estate il 6 settembre, per poi replicare nei giorni 12, 13, 19 e 20 settembre 2009 al Teatrino delle Sei.

L'AUTORE

ISRAEL HOROVITZ

Regista, attore, drammaturgo estremamente prolifico, Horovitz è presente sui palcoscenici di tutto il mondo fin dal suo esordio, avvenuto a New York nel 1968, dove nel giro di sei mesi hanno debuttato quattro sue opere. Tre di queste furono presentate lo stesso anno anche al Festival di Spoleto, con un cast di attori che comprendeva i giovanissimi Al Pacino e John Cazale. Nelle tre decadi successive, Horovitz ha sempre mantenuto la sua posizione di prima linea nella drammaturgia statunitense. Trilogia Horovitz presenta al pubblico italiano uno dei tra testi del 1968, The Indian wants the Bronx, mai tradotto e messo in scena in italiano, insieme a due testi che fanno parte della più recente produzione (Beirut Rocks, What Strong Fences Make).

LA TRILOGIA

L'Indiano vuole il Bronx

Gupta, l'indiano del titolo, è appena arrivato dal suo paese natale per visitare il figlio che vive a New York. Non parla altro che Hindi e solo alcune parole straniere. Mentre aspetta un autubus per il Bronx, si avvicinano due giovani, Joey e Murph, che cominciano a prenderlo in giro. Le provocazioni e gli insulti iniziali, gradualmente portano ad una escalation di rabbia e violenza.

Beirut Rocks

Si svolge interamente nella stanza di un Hotel a Beirut, durante la guerra tra Israele e gli Hezbollah del 2006. I personaggi sono quattro studenti di università americane, che si trovano in Libano per un periodo di vacanza-studio. Vista l'emergenza vengono radunati in questo luogo in attesa di essere evacuati. Tra loro scoppia un forte conflitto, che coinvolge in maniera particolare un ragazzo di origine ebraica ed una ragazza nata in Palestina.

Effetto Muro

Horovitz ha scritto questo testo nel 2009 come risposta ad un testo molto controverso della drammaturga inglese Caryl Churchill (Seven Jewish Children). Horovitz ha detto di Forti Recinzioni “è un testo semplice e chiaro che vuole presentare una situazione della vita reale che non è assolutamente semplice e chiara.” Un testo breve ma molto inteso. Due uomini, un soldato e un giovane professore universitario a cui è stata uccisa la famiglia durante l'attacco kamikaze su di un autobus, si incontrano all'alba di fronte ad un posto di controllo militare del confine di fronte a Ramallah.

I REGISTI

Andrea Paciotto (Regia e traduzione) è un regista che si occupa di progetti teatrali e culturali in ambito internazionale. Ha iniziato a studiare teatro come attore, presso la Scuola del Centro Universitario Teatrale di Perugia e presso la Fondazione Pontedera Teatro. Dopo aver lavorato come attore e performer sia in Italia che all'estero, con registi quali Ellen Sterwart, Andrei Seban, Jerzy Sthur, Luca Ronconi, Giorgio Pressburger ed altri, nel 1994 ha scelto di concentrarsi sulla regia. Ha continuato gli studi negli Stati Uniti, dove ha ricevuto una laurea in Teatro (B.A.) ed un Master in regia (M.F.A.) dal Brooklyn College-City University of New York. In seguito, è stato selezionato per un progetto biennale di ricerca presso il centro DasArts, Advance Reasearch Center in Theatre and Dance dell'Università di Amsterdam, sull'applicazione delle nuove tecnologie nel campo della performance dal vivo. La sua esperienza internazionale è iniziata grazie all'incontro con Ellen Stewart, fondatrice e direttrice artistica del teatro La MaMa di New York, con cui è nata una collaborazione che continua da ormai venti anni. In Europa Andrea ha collaborato con diversi teatri ed organizzazioni, producendo e presentando i suoi lavori in Italia, Olanda, Germania, Austria, Turchia, Serbia, Svizzera, Polonia, Bosnia Herzegovina e Macedonia. In Italia le sue regie sono state presentate, tra gli altri, al festival Internazionale di teatro de La Biennale di Venezia, al Mittelfest di Cividale del Friuli, all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Andrea ha anche vissuto e lavorato in Messico, collaborando con diverse Istituzioni Culturali e gruppi indipendenti, in progetti che spaziano da spettacoli teatrali, eventi multimediali di grandi dimensioni, opere e spettacoli con artisti delle comunità indigene locali. E' membro del Comitato per la formazione e l'educazione dell'Istituto Internazionale del Teatro (ITI-UNESCO). Come docente, ha tenuto corsi di vari livelli e specializzazione, su diversi aspetti dell'arte teatrale e multimediale sia in Italia che all'estero presso La MaMa di New York e Spoleto, il Centro Universitario Teatrale di Viterbo, il DasArts Center for Advance Research in Theatre and Dance di Amsterdam, l'Accademia di Arte Drammatica di Maastricht, la Escuela Nacional de Danza di Città del Messico, l'Università delle Arti di Belgrado e i Teatri Nazionali di Belgrado e Banja Luka. Dopo circa dieci anni di lavoro all'estero, dal 2004 Andrea è tornato a vivere in Italia ed ha fondato a Spoleto OFFUCINA ECLECTIC ARTS, una organizzazione che si dedica all'ideazione, produzione e presentazione di creazioni artistiche nel campo delle arti dello spettacolo, della produzione audiovisiva e del design di eventi multidisciplinare.

LUKE LEONARD (Regia) è un regista attualmente al terzo anno del Master di regia presso l'Università del Texas di Austin. Nato a Huston, ha iniziato gli studi di teatro in Texas, prima di trasferirsi a New York, dove ah ricevuto un laurea in Teatro come attore da Brooklyn College e ha vissuto per 12 anni lavorando per il teatro e per il cinema come attore, autore e regista. Il suo interesse per le arti visive, lo ha portato inoltre a lavorare per otto anni in una famosa galleria d'arte di New York. Parallelamente ha fondato una compagnia teatrale, aperto un teatro e prodotto diversi lavori originali. Ha studiato con il leggendario regista sperimentale Joseph Chaikin, con Anne Bogart e la sua SITI Company, e ha trovato inspirazione dall'incontro con artisti contemporanei quali GAle GAtes. Tra gli spettacoli di cui ha curato la regia sono: BAD PENNY di Mac Wellman (The Blanton Museum of Art), WHY KOREANS DON'T HUG di Soo-Jin Lee (The Lab Theatre), BEAT VOICES spettacolo parallelo con tre mostre di arti visive ON THE ROAD WITH THE BEATS (The Harry Ransom Center), OUR LADY OF 121ST STREET di Stephen Adly Guigis (The Lab Theatre). Da marzo ad aprile del 2009 ha lavorato per SONETTE di Robert Wilson, spettacolo basato sui sonetti di Shakespeare, che ha debuttato al Berliner Ensemble in Germania. Nel 2010 curerà la regia di una nuova opera di Mac Wellman e David Lang dal titolo, THE DIFFICULTY OF CROSSING A FIELD.

HYUNJUNG LEE (Regia) è una regista e professore nella Scuola di teatro e Cinema della Dankook University, in Corea del Sud. Parte dei suoi studi si sono svlti negli Satti Uniti, dove ha ricevuto un Master in Regia dalla Columbia University a New York. Ha curato la regia di numerosi spettacoli, sia a New York che in Corea. Tra quelli realizzati a New York, sono: Belated Flowers, Journeys among the Dead, Noises and Voices, Cowboy Mouth, The Mother, Midsummer Night's Dream, Piano Play, Blood on the Cat's Neck. In Corea invece ha diretto tra gli altri: Coming and Goings, Darling, Line, To Home. Prossimi progetti a Seouol includono Beauty Queen e Poisoning Beauty di Yoon Jungbin. Hyunjung ha già curato la regia di un testo di Israel Horovitz, Line, pertanto questa è la sua seconda esperienza con questo autore.

GLI ATTORI

GIORGIO MARCHESI

Avvicinatosi al teatro (tardivamente) con un corso annuale tenuto a Padova presso il Bel Teatro, debutta e collabora per tre anni con questa Compagnia, per poi tornare a Bergamo dove alterna alcuni spettacoli di propria produzione con le prime esperienze davanti alla macchina da presa.

Nel 2002 l'inevitabile trasferimento a Roma dove comincia subito a lavorare in televisione (Disney-Channel, Rai tre), cinema (Franchi, Hernandez, Abbrams, Vai, Stevanon), teatro(De Bei, Buontempo, Capolicchio, Giuffrè, Salines, Barbera, Bianco, Staach, Mescolini, Terrani, Innocente), radio(Radio 2) e fictionTv (Alleva, Sweets, Serafini, Martino, Norza, Aristarco) continuando costantemente nella propria ricerca e formazione.

SIMONETTA SOLDER

Nasce in Austria e cresce in Friuli Venezia Giulia. Dopo aver conseguito il diploma come interprete in tedesco, lavora per alcuni anni in svariate coproduzioni italo-tedesche in veste di dialogue coach. Si trasferisce poi a vivere negli Stati Uniti, a New York, dove resterà per sei anni. Studia come attrice al HB Studio con Salem Ludwig, Anne Jackson, Austin Pendleton e con Marcia Haufrecht al CBT Theatre e allo Steppenwolf Theatre di Chicago.

Tornata in Italia lavora in teatro (Pressburger, Salines, Palla),

FRANCESCO “BOLO” ROSSINI

Nato a Perugia. Lavora da più di un ventennio lavora nel campo teatrale, dove spazia dal classico all'avanguardia, dalla ricerca al cabaret d'autore. Formatosi presso la scuola del Teatro Stabile a Perugia, negli anni Ottanta fa le sue prime esperienze con la Compagnia Fontemaggiore diretta da Giampiero Frondini e ottiene i primi riconoscimenti (Premio ETI Scenario nel 1991) con il gruppo Area Piccola, da lui fondato nella città umbra. Negli anni successivi sono importanti le esperienze milanesi al Piccolo Teatro con Paolo Rossi e Giampiero Solari e col Teatro dell'Elfo diretto da Elio De Capitani e Ferdinando Bruni. Nella seconda metà degli anni Novanta incontra Luca Ronconi, con il quale lavora in diversi spettacoli, non ultime le produzioni per i XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006. Ha affrontato ruoli di rilievo come Amleto, Woizeck e altri problematici personaggi, ma è nei ruoli comici come Arlecchino o certi “fool” shakespeariani che trova il suo maggiore interesse. Nascono così le collaborazioni con artisti come David Riondino e Dario Vergassola o musicisti, classici e non, per una serie di esperienze di interplay che vanno dalla lettura all'improvvisazione. Lavora anche per il cinema, con registi come Liliana Cavani e Pupi Avati, e per la televisione, dove lo troviamo in diverse serie (Elisa di Rivombrosa, La Squadra, R.I.S., Terapia d'urgenza). Attualmente è impegnato nello Smemorato di Collegno per la regia di Maurizio Zaccaro ein Nebbie e delitti con Luca Barbareschi.

ENRICO “CHICCO” SALIMBENI

Attore, autore e regista, nasce a Castelnovo né Monti il 2 febbraio 1965. Dopo un'esperienza con il Centro Universitario Teatrale di Parma, esordisce nel serial televisivo “È proibito ballare” di Pupi Avati. Da allora ha recitato in numerosi film e cortometraggi: “Le voci della Luna” di Federico Fellini, “Ragazzi Nervosi” di Anselmo Sebastiani, “I divertimenti della vita privata” di Cristina Comencini, “Spareggio con l'assassino” di Gianni Lepre, “L'Amore di Rada” di Guido Tosi, “Abissinia” di Francesco Martinotti, “Distretto di Polizia”, “Il cielo è sempre più blu” e “Asini” di Antonello Grimaldi “Camerieri” di Leone Pompucci, “La figlia di Elisa: ritorno a Rivombrosa” di Stefano Alleva, “I liceali 2” di Lucio Pellegrini, “Vent'anni dopo” di Ivano de Matteo, “Ma quando arrivano le ragazze” di Pupi Avati, “Artemisia” di Agnèse Merlet, “Radiofreccia” e “Una vita da mediano” di Luciano Ligabue, “Baaria” di Giuseppe Tornatore. Alla professione di attore alterna anche quella di autore e regista di spot pubblicitari e cortometraggi, tra i quali “La travagliata storia di un uomo tranquillo come Palombo”, “Perquisizione” e “Dobra Sgnobra”, con cui vince il Festival Cortinametraggi e il Cortoimolafestival. In Teatro partecipa a “Il giallo è servito” di Gabriele Corsi e Pippo Chillico e “God save the Punk” di Carmen Giardina, Aldo Vinci, Marco Odino. Scrive inoltre diverse sceneggiature per cortometraggi, Format e Lungometraggi e dirige Spot Pubblicitari.

LO SCENOGRAFO

PAOLO LIBERATI

Nato a Terni il 1° Giugno 1957, vive e lavora a Terni e Roma.

Nel 1982 dopo aver ottenuto i diplomi all'Istituto d'Arte di Terni, Scuola di Design – Roma e all'Accademia di Belle Arti di Roma con Toti Scialoja e Alberto Boatto, aderisce alle teorie dello storico del Teatro d'Avanguardia Giuseppe Bartolucci per un teatro d'arte e di poesia. Realizzando 20 opere teatrali e numerose performance in importanti rassegne e festival nazionali ed internazionali. Parallelamente è all'opera come pittore dal 1973 di cui seguito elenchiamo le principali mostre.

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI

1984 Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma “Giran Giran”. Installazione e performance a cura di Ida Panicelli e Giuseppe Bartolucci per la rassegna “Attori, Drammaturgia, Tecnologia”.

1987 Galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna Roma “EXTRAMEDIA TEATRO D'ARTE” a cura di Lorenzo Mango e Francesco Moschin. Dèjeuner sur l'herbe “ARTE A TEATRO” Palazzo Federico Cesi, Acquasparta (Terni).

1989 Galleria Empiria Roma “ARTE TEATRO E RICERCA” a cura di Giuseppe Bartolucci e Cesare Milanese.

1991 Galleria Eralov, Roma “AFFILATI PEZZI DI RICAMBIO” a cura di Lorenzo Mango.

1997 Studio Watts San Gemini (Terni) “OPERE RECENTI a cura di Paola Watts

1998 Galleria d'Arte Contemporanea Ronchini “Pittura Croma”

1999 Bar del Fico, Roma “QUADRI DABAR”. (Febbraio – Giugno)

2001 Bibliomediateca Terni “CONCA D'ORO DI LUCE TATTILE”

Testo critico “Guardare al mondo, vedere la luce” a cura di Lorenzo Mango.

2002 Galleria Miralli, Palazzo Chigi Viterbo: VITERBO NUDA – DENTRO LA SUPERFICIE C'È CIÒ CHE NON È SPAZIO. Testo critico “Astrazione del paesaggio”a cura di Lorenzo Mango.

2007 Studio Watts San Gemini (Terni) LA LINCE RIVISITATA. Acquarelli

A cura di Franklin Watts. Testo critico di Bruno Toscano

2008 Museo Civico d'Arte Moderna di Spoleto Rassegna “FUCINA.OFF, simposio sulle arti emergenti” Presenta progetto ORO PURO, una sala con 23 opere scelte dal 1989 al 2008 e una sala con un video su una performance di Laila Santirosi “Pane e Rose”.

IL COMPOSITORE

ROLANDO MACRINI

Musicista, Direttore artistico, Regista

Nato a Giulianova (Teramo) il 21 giugno 1975, si laurea in conservazione dei Beni Culturali all'Università della Tuscia di Viterbo.

Rolando Macrini collabora da anni con il Centro Universitario Teatrale di Viterbo, conosciuto per le sue opere dal carattere sperimentale e per il suo Teatro Visuale, ha realizzato tantissimi spettacoli messi in scena a Viterbo, in Italia e all'estero, ricordiamo, tra gli altri, “Il Grande Inquisitore”, “Hamletmaschine”, “La Fattoria degli Animali” andato in scena a NY per tre settimane nel 2003, e “Galileo” spettacolo realizzato in collaborazione con il Dzinot Theatre della Macedonia, la Mama e.t.c. di NY city e l'U niversità di Viterbo con il quale il regista ha vinto il premio Giovani Artisti Italiani all'Estero del MIBAC nel 2005.

Quest'anno il regista Macrini, ha dedicato buona parte del suo lavoro a Bulgakov, mettendo in scena “Cuore di Cane” in Romania con gli attori rumeni dell'Ariel Theatre; “Le Uova Fatali” è un secondo tentativo di studio di un autore così grande e complesso come Bulgakov. Come compositore ha scritto diversi pezzi per opere teatrali e suona e collabora come musicista con diversi gruppi.


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