Dall’Umbria l’appello per gli “inglesi d’Italia”: “Prima della Brexit serve un provvedimento del governo o diventiamo clandestini”

Dall’Umbria l’appello per gli “inglesi d’Italia”: “Prima della Brexit serve un provvedimento del governo o diventiamo clandestini”

A mobilitarsi (tra gli altri) sono gli avvocati inglesi in Umbria Jeremy Morgan e Delia Dumaresq: sono tra i fondatori di British In Italy

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Quale sarà il futuro dei britannici residenti in Italia dopo la Brexit? A porsi la domanda – e a mobilitarsi – sono Jeremy Morgan e Delia Dumaresq, due avvocati inglesi che “hanno appeso la toga al chiodo” e che si sono ritirati da anni in Umbria per godere dell’Italia, paese che amano. Ma il loro sogno italiano rischia di trasformarsi – a causa della Brexit – in un incubo.

La storia dei due avvocati inglesi in Umbria è riportata in un articolo apparso mercoledì 13 novembre sul Corriere della Sera. Sono 26 mila i britannici residenti in Italia, anche se si stima che in realtà siano 65.000. Finora tutti hanno goduto dei diritti garantiti ai cittadini europei, ma con la Brexit gli inglesi diventeranno extra comunitari e perderanno l’accesso automatico alla sanità, al lavoro e a tutta una serie di benefici.

A meno 137 giorni dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea – Londra lascerà l’Ue sia che si raggiunta un accordo sul divorzio, sia in assenza di esso – in Italia, anche grazie agli ‘umbri’ Jeremy Morgan e Delia Dumaresq – è nato British In Italy, un gruppo di pressione (che oltre a Dumaresq e Morgan ha come membri del direttivo Patricia Clough, Charlotte Oliver e Gareth Horsfall; la loro foto è tratta da www.britishinitaly.net) che chiede al governo italiano di attivarsi, perché se Londra ha garantito ai residenti europei il mantenimento dello status attuale e sia Francia che Germania hanno approntato una legislazione per dare diritti e protezione ai britannici di casa loro, il governo italiano sembra al momeno avere altre priorità.

Se non ci sarà un accordo – spiega Delia al quotidiano di via Solferino – il prossimo 29 marzo diventeremo di colpo degli immigrati illegali senza nessuno status riconosciuto”. Al governo italiano, BritishInItaly chiede che in caso di mancato accordo tra Londra e Bruxelles, i loro diritti non vengano stralciati, ma garantiti con un provvedimento a sé stante, o quantomeno che si metta in pista una legislazione sulla falsariga di quella francese e tedesca.

A meno di un patatrac, comunque, Jeremy e Delia non lasceranno l’Umbria – e l’Italia: “Viviamo nel posto più bello che si possa immaginare, quando apriamo la finestra è come svegliarsi in un dipinto medievale. Certo, ci vuole un po’ ad abituarsi a come funzionano le cose in Italia – sostiene Delia – ma la gente ci ha sempre accolto a braccia aperte e anche ora non abbiamo mai avvertito la minima ostilità”.

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