Dalla "città" alla "non-città", nuove tendenze abitative nel report di Borsa Immobiliare Umbria - Tuttoggi

Dalla “città” alla “non-città”, nuove tendenze abitative nel report di Borsa Immobiliare Umbria

Redazione

Dalla “città” alla “non-città”, nuove tendenze abitative nel report di Borsa Immobiliare Umbria

Mer, 10/02/2021 - 08:45

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Dalla “città” alla “non-città”, nuove tendenze abitative nel report di Borsa Immobiliare Umbria

“L’Immobiliare si tinge di verde”, studio di Paola Berlenghini, Agente immobiliare membro del Comitato di Vigilanza della Borsa Immobiliare dell’Umbria”.

“Mentre nelle città si attendono nuovi piani regolatori, progetti di riconversione di spazi e architetture in forma sostenibile, a impatto zero, a misura d’uomo, green, tecnologici e inclusivi, con mobilità sostenibile, piste ciclabili e percorsi pedonali, il coronavirus ha nel frattempo colorato i nuovi bisogni.”

La Borsa Immobiliare della Camera di Commercio dell’Umbria ha da poco diffuso un report sul tema , “L’Immobiliare si tinge di verde”, realizzato da Paola Berlenghini, Agente immobiliare membro del Comitato di Vigilanza della Borsa Immobiliare dell’Umbria.

Dal grigio cemento si riscopre il verde, i piccoli centri in Umbria, la provincia, l’Italia minore, le aree rurali, dove è più facile e conveniente vivere”.

Una tendenza nazionale: il 60% dei lavoratori nel terziario ha pensato di trasferirsi (1 su 4 in campagna), dalla città alla non-città, di lavorare da remoto, in luoghi ricchi di storia, tradizioni e relazioni, scoprendo che la bellezza del luogo influenza positivamente la qualità della produttività e creatività. L’Umbria verde è una di queste mete.

LA CASA CHE RESPIRA

La nuova casa materializza il bisogno impellente di riconciliazione con l’ambiente: architettura minima, primitiva, nuda, senza eccessi, bioecologica passiva e attiva, integrata nell’ambiente per preservare la bellezza originaria del paesaggio.

Materiali che respirano, legno, sughero, paglia di riso, di per sé poveri, ma rinobilitati in quanto sostenibili, efficienti, duraturi; spazi dilatati pieni di luce naturale che si mimetizzano con la natura e tornano a riunire tre luoghi in uno, la casa, lo spazio lavorativo, lo spazio dedicato allo svago.

Dai 100 ai 200mq, 2-3 camere da letto con vista e rispettivi bagni, cucine ampie con camino come da tradizione, studi attrezzati per lavorare, grandi zone giorno luminose e serre/giardini d’inverno con pareti o soffitti di vetro, al fine di dialogare con il paesaggio esterno, liberi da muri che ne ostacolano la vista. Costi di costruzione a partire da 1700 euro/mq, oneri inclusi.

BORGHI e ECOVILLAGGI

Nell’era pre-Covid forestieri e stranieri acquistavano le seconde case al fine di trascorrervi le loro vacanze e di metterle a reddito sul mercato delle locazioni brevi.

Oggi la controtendenza è quella di comprare per ridare vita, ripopolare aree e borghi abbandonati, per viverci, per ricreare una collettività, una rete sociale stimolante, attività culturali e pedagogiche, un’economia artigianale, artistica, agricola sinergica e rigenerativa.

Considerando il numero importante di borghi e frazioni spopolati, se non abbandonati, questa è una vera occasione per scout immobiliari, studi di architettura e i Comuni minori. Costi di ristrutturazione a partire da 1300 euro/mq.

LE CASE SOSPESE e ATTIVITA’ ALL’ARIA APERTA

Gli sviluppi recenti della tecnologia, oltre a facilitare connessioni più veloci, soddisfano il bisogno crescente di tornare a vivere ab ovo, tornare alla terra, coltivare il nostro cibo, ritrovare il senso di comunità e condivisione.

Questi bisogni, che l’immobiliare e i regolamenti edilizi non possono ignorare, sono alla base della domanda di acquisto o locazione di molte seconde case in campagna: casali, cottage in bioedilizia, case-palafitte lungo corsi d’acqua, case sugli alberi, case di vetro e legno inglobanti alberi, prefabbricati montabili e smontabili velocemente.

Ambienti spartani che uniscono il design raffinato e accogliente al comfort di una casa eco-friendly. Tutto rimanda all’idea di tempo vissuto a contemplare il paesaggio, al tempo degli eremiti che sceglievano le alture come casa. Voglia di spirito e meno apparenze.

Il bisogno di tornare a respirare si è incarnato anche nel bisogno di comprare esperienze e quindi l’idea di acquistare o locare la seconda casa in Umbria è sempre più legata alla possibilità che la casa possa offrire occasioni di sperimentazioni di attività sensoriali, come ascoltare i suoni o odorare i profumi della natura passeggiando nel bosco, raccogliere funghi o bacche, leggere sul patio di una casa sospesa, praticare trekking, nordic walking, bird watching, mountain bike, coltivare un orto biologico o sinergico.

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