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DA IERI SPOLETO FA PARTE DELLA COMUNITA' MONTANA DEL SUBASIO E MONTI MARTANI

Redazione

DA IERI SPOLETO FA PARTE DELLA COMUNITA' MONTANA DEL SUBASIO E MONTI MARTANI

Mar, 20/10/2009 - 19:30

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di Sergio Grifoni (*)

La “frittata” è fatta! Da ieri il Comune di Spoleto fa ufficialmente parte della nuova Comunità Montana del Subasio e M. Martani, avente sede in Valtopina. Con la scusa che ormai tutto era stato stabilito, la maggioranza che ci governa ha, a mio modesto avviso, dato un duro colpo all'autonomia di questo territorio.

Con la scusa “è meglio esserci che non esserci”, entriamo in una realtà istituzionale dalla porta di servizio, con il cappello in mano, auspicando che ci riconoscano qualcosa in termini di autorevolezza decisionale.

Ci spettano tre Consiglieri nell'ambito dell'Assemblea e, se va bene, un Assessore in Giunta.

Mi chiedo: quale peso potranno mai avere i nostri tre consiglieri su un totale di 45?

Quale incidenza può rappresentare un Assessore in una Giunta di cinque membri?

Certo, magari accontentiamo qualcuno che è rimasto fuori dalla scacchiera delle promesse, ma abbiamo perso la possibilità di poter gestire autonomamente il nostro territorio montano, magari attraverso una specifica convenzione con la stessa Comunità Montana e secondo una programmazione tecnica e finanziaria elaborata da noi stessi e non concessa da altri.

Così facendo, invece, i soldi spettanti alla nostra montagna, andranno nel calderone generale e, secondo progetti e priorità, verranno utilizzati laddove quella Giunta e quel Consiglio di 45 persone deciderà, da Assisi, Spello, Nocera in giù.

L'ex presidente della nostra vecchia Comunità Montana, Vincenza Campagnani, pur facendo parte della maggioranza, con coraggio ed onestà intellettuale, ha votato contro la delibera di adesione.

Mi chiedo ancora: se lo ha fatto lei che per anni ha vissuto le vicende della gestione montana, ci sarà una plausibile ragione?

Fra qualche anno poi, quasi sicuramente, supereremo i 40.000 abitanti, soglia minima per poter far parte di una Comunità Montana, fattore questo che ci costringerà ad uscirne.

Che fine faranno i beni immobili (sede di via Filosofi, castello di Poreta, terreni di Capezzano) che rientrano in percentuale nel nostro patrimonio comunale?

La vecchia Giunta (alla quale partecipavano anche l'attuale Sindaco Benedetti e gli Assessori Cristofori e Stella) aveva intentato in proposito una specifica diffida alla Regione dell'Umbria, proprio per riavere indietro quel patrimonio.

L'attuale adesione fa decadere il tutto!

Si erano sbagliati allora, o stanno sbagliando adesso?

Ma, ammesso e non concesso, che si doveva aderire per opportunità strategica (….non so quale!) ad una Comunità Montana, non era meglio farlo con quella della Valnerina, con la quale condividiamo territorio e storia?

Ci si risponde che esiste una legge regionale che già ci assegna al territorio del Subasio.

Certo, forse sarebbe stato meglio che la giunta Brunini avesse battuto di più i piedi allora, al momento cioè della costruzione della legge.

Ma siccome però quella legge è stata emendata già altre tre volte, non si poteva farlo adesso per una quarta volta e cambiare così tale assegnazione?

Nel corso del Consiglio Comunale ho chiesto di soprassedere momentaneamente all'adesione, proprio per poter attivare un tavolo di confronto fra tutti i soggetti interessati e, unendo tutte le forze politiche e sociali cittadine, fare pressione nei confronti della Regione per apportare la suddetta modifica.

Inascoltato! Bisognava deliberare in fretta e furia!

I vecchi consiglieri comunali hanno discusso per due anni su questa vicenda senza addivenire a nulla.

Perché allora non consentire ai nuovi di discuterne in maniera esaustiva ma chiudere la faccenda in una settimana appena?

Mi auguro sinceramente che le mie preoccupazioni sulla perdita dell'autonomia territoriale montana vengano smentite dai fatti e, per questo, agirò in futuro con fare partecipativo e costruttivo.

Se così non fosse, coloro della maggioranza che hanno votato favorevolmente l'adesione, o quelli della minoranza che si sono espressi con connivente astensione, devono assumersene fino in fondo le responsabilità, senza ma e senza se.

(*) Capogruppo, Prima Spoleto in Consiglio Comunale


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