CURE PALLIATIVE, SIGLATO PROTOCOLLO TRA PROVINCIA. "AGLAIA" E ASSOCIAZIONE "CON NOI" - Tuttoggi.info

CURE PALLIATIVE, SIGLATO PROTOCOLLO TRA PROVINCIA. “AGLAIA” E ASSOCIAZIONE “CON NOI”

Redazione

CURE PALLIATIVE, SIGLATO PROTOCOLLO TRA PROVINCIA. “AGLAIA” E ASSOCIAZIONE “CON NOI”

Mar, 09/11/2010 - 17:34

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220 i malati terminali trattati negli hospice di Perugia e Spoleto, circa 500 quelli assistiti a domicilio per un totale di circa 10mila accessi tra personale medico, infermieristico, psichiatrico, operatori socio-sanitari e semplici volontari. Sono i numeri dell'assistenza palliativa domiciliare nel territorio della Provincia di Perugia nell'anno 2009 fornita da “AGLAIA” e “CON NOI”, Associazioni di volontariato che operano nell'ambito delle cure palliative dell'area dell'Asl 2 e 3 dell'Umbria, emersi in occasione della presentazione alla stampa dei protocolli d'intesa siglati questa mattina presso la Sala del Consiglio tra l'Ente e le stesse Associazioni. Erano presenti per la Provincia il Vice Presidente Aviano Rossi, il consigliere provinciale Laura Zampa, Enzo Cori presidente di “AGLAIA-Associazione per l'assistenza palliativa, Antonello Sterlini presidente di “CON NOI”- Associazione per le cure palliative e Paolo Pannacci medico psichiatra presso l'Hospice di Perugia. “Oggi siamo qui per bandire l'affermazione “Non c'è più niente da fare” anche perché quando non si hanno possibilità di guarigione clinica, di fronte ad una persona in vita c'è sempre qualcosa che possiamo fare – ha esordito il Vice Presidente – una sanità efficientista dove si privilegiano gli approcci terapeutici di utilità provata condizionano una programmazione sanitaria che rischia di essere disattenta rispetto alle situazioni dove l'efficacia è palese, ma difficilmente qualificabile da un punto di vista statistico”. Rossi ha inoltre sottolineato l'attenzione dimostrata dal servizio sanitario in Umbria che, grazie agli hospice di Perugia e Spoleto, e alla fitta rete di servizi domiciliari, riesce a fornire una risposta ai malati ed alle loro famiglie. Un ruolo fondamentale, se non indispensabile, è svolto però dalle Associazioni di volontariato che, in sinergia con il servizio sanitario, vanno a coprire quegli spazi che spesso il pubblico non riesce a colmare. “Grazie a questa iniziativa della Provincia per la prima volta c'è un riconoscimento istituzionale di un lavoro rivolto alla cura della persona che in silenzio e professionalità viene portato avanti da volontari – ha affermato Cori – e per i malati un sorriso di un amico è molto più importante di ogni medicina”. L'impegno della Provincia di Perugia a favore delle realtà che operano in ambito sanitario è stato sottolineato anche da Sterlini il quale ha affermato come “nei sedici anni di attività dell'Associazione è la prima volta che un'istituzione riconosce e si impegna a sostenere il nostro lavoro”. “Le cure palliative rientrano nell'ambito di una medicina assolutamente umanistica che si prefigge di curare il malato senza però poterlo guarire – ha precisato Pannacci – fondamentale è però la sinergia con il servizio pubblico affinché quest'ultimo prenda coscienza che ogni persona ha il diritto di essere curato”. E proprio l'aspetto umanistico delle cure palliative è stato sottolineato da Gianni di Meo che ha raccontato l'esperienza della mamma di 97 anni morta serenamente nell'Hospice di Perugia. Nel dettaglio i protocolli d'intesa, prevedono la realizzazione di forme di collaborazione per la progettazione e la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate a sostenere e promuovere l'attività svolta dalle Associazioni e la formazione dei volontari nel campo delle cure palliative, utilizzando anche la rete degli Sportelli del Cittadino e Servizi Decentrati attiva sul territorio provinciale. “Nel sostenere AGLAIA e CON NOI – ha concluso il Vice Presidente – non possiamo che rinnovare l'impegno a costituire un Tavolo delle Associazioni per condividere con le stesse una proposta di diversa programmazione dei servizi sanitari, da realizzare in occasione del prossimo Piano Sanitario, che liberi risorse dalla risposta per acuti nonché delle ridondanze organizzative e gestionali quale l'elevato numero di aziende e le duplicazioni di specialistiche”.


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