Cucinelli, 4 positivi Covid asintomatici tra i 1.200 dipendenti

Cucinelli, 4 positivi Covid asintomatici tra i 1.200 dipendenti: screening completato

Redazione

Cucinelli, 4 positivi Covid asintomatici tra i 1.200 dipendenti: screening completato

Si tratta di giovani under 35, ora negativi: l'isolamento ha evitato il diffondersi del contagio | Cucinelli: "Lo studio un servizio per l'unamità"
Lun, 01/06/2020 - 18:22

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Cucinelli, 4 positivi Covid asintomatici tra i 1.200 dipendenti: screening completato

Sono risultati 4 gli asintomatici positivi al Coronavirus al termine dei tamponi effettuati sugli oltre 1.200 dipendenti e collaboratori dell’azienda Brunello Cucinelli spa. Uno screening che l’azienda di Solomeo ha voluto effettuare come ulteriore misura di sicurezza, attraverso un progetto di ricerca che ha coinvolto l’Università degli studi di Perugia e la Usl 1.

I primi 3 casi positivi erano emersi sin dai primi giorni (Tuttoggi.info aveva dato la notizia scegliendo di non indicare il nome dell’azienda). A questi se ne è aggiunto un quarto nel corso dell’attività di screening. Tutte persone asintomatiche e tutte giovani, al di sotto dei 35 anni. L’isolamento (fino all’esito negativo dei tamponi) ha evitato contagi nell’azienda Brunello Cucinelli ed anche nelle rispettive comunità.

Lo studio nell’azienda Cucinelli

Lo studio guidato dalla professoressa Antonella Mencacci, e che vede coinvolti anche ricercatori di fama internazionale, prevedeva due fasi. All’inizio, l’esecuzione di tampone e test sierologico per tutti i dipendenti dell’azienda Brunello Cucinelli, per individuare eventuali portatori asintomatici o pregresse esposizioni al virus. Successivamente, il loro monitoraggio periodico, sino al termine della pandemia.

Mencacci: “I 4 positivi asintomatici sotto i 35 anni di età”

Questo il commento della professoressa Mencacci: «I prelievi vengono fatti in azienda dai medici competenti e le analisi nel laboratorio di microbiologia dell’Università. I risultati della prima fase hanno evidenziato che, tra gli oltre 1.200 dipendenti studiati, solo 4 sono risultati positivi al virus, tutti asintomatici e tutti sotto i 35 anni di età. Il loro pronto isolamento ha evitato la trasmissione del virus non solo nell’ambiente di lavoro, ma anche in ambito familiare e nella comunità, in quanto tali soggetti sono rimasti sempre asintomatici, fino alla negativizzazione del tampone. Non si è verificato nessun contagio in ambito lavorativo, verosimilmente grazie al rispetto delle misure di contenimento adottate. Abbiamo anche individuato alcune persone negative al tampone ma positive al test sierologico, indice di un pregresso contatto con il virus”.

Seconda fase: il monitoraggio

Ora – continua la Mencaccinella seconda fase dello studio, che durerà per tutta l’emergenza, verrà regolarmente monitorato il titolo anticorpale, al fine di identificare eventuali sieroconversioni e tenere sotto controllo l’efficacia delle misure aziendali di sicurezza. Nel complesso – conclude – i risultati finora ottenuti confermano l’importanza di cercare i portatori asintomatici in questa fase dell’epidemia, propongono un modello operativo applicabile in contesti analoghi e sottolineano come la sorveglianza in ambito lavorativo sia utile anche per la comunità”.

La ricerca di asintomatici in Umbria

Il progetto di ricerca dell’Università degli Studi di Perugia “Valenza delle diverse strategie diagnostiche per il controllo del rischio di infezione dei lavoratori nella fase 2 dell’epidemia da Covid-19” oltre agli obiettivi specifici di controllo per i lavoratori, sta contribuendo anche alla ricerca attiva di casi asintomatici in Umbria.

Non appena viene riscontrato un esito positivo in un lavoratore sottoposto a tampone, lo stesso viene immediatamente comunicato al Dipartimento di Prevenzione della Usl di Perugia, e attraverso il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, si procede al contact tracing, all’isolamento dei contatti stretti, sia familiari che lavorativi, e alle procedure diagnostiche successive. Come appunto è stato fatto per i 4 positivi asintomatici trovati tra i dipendenti Cucinelli.

Tale progetto, inserito nell’attività regionale di contenimento dell’epidemia da SARS-CoV-2, ha già permesso di identificare alcuni casi positivi asintomatici e i relativi contatti che, altrimenti, proprio perché privi di sintomi, non sarebbero stati intercettati.

Il rettore Oliviero: “Un esempio virtuoso”

Quello effettuato nell’azienda Cucinelli è dunque un risultato significativo, come ha sottolineato il professor Maurizio Oliviero rettore dell’Università degli Studi di Perugia: “Un esempio virtuoso e un contributo fondamentale per sostenere la cultura della collaborazione tra Università pubblica e privato e che, come dimostrano i primi risultati, produce benefici sull’intera collettività nell’ottica dei processi di modernizzazione della ricerca intesa come bene comune“.

Cucinelli: lo studio un servizio per l’umanità

Questo il commento dell’imprenditore Brunello Cucinelli: “Quella cui abbiamo deciso di partecipare assieme alla nostra Università e alla USL di Perugia, è qualcosa che prima di tutto ci ha permesso di ritornare al lavoro con meno apprensione, dopo un lungo tempo caratterizzato da angoscia, paura e speranza. Vorremmo considerare tutto questo una sorta di nobile missione per la cura del corpo, ma senza dubbio anche una missione per la cura dell’anima. Nell’VIII Lettera a Lucilio il mio amato Seneca confessa che per lui le “oneste consolazioni dello spirito ebbero anco forza di medicina” e così vogliamo immaginare la seconda fase dello studio, come il completamento di un servizio per il bene della nostra umanità tutta“.

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