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Crollo S. Giacomo, Curia chiese risarcimento a ditta dopo perizia – “Responsabili del disastro”

Redazione

Crollo S. Giacomo, Curia chiese risarcimento a ditta dopo perizia – “Responsabili del disastro”

Ven, 11/01/2013 - 23:24

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Jacopo Brugalossi

Un’informazione periodica sul percorso di recupero della chiesa di San Giacomo, dal terribile crollo del 23 novembre 2010 al giorno d’oggi, “al fine di informare l’opinione pubblica e per evitare il diffondersi di opinioni erronee e poco fondate”. Così la Curia Arcivescovile di Spoleto risponde alle recenti polemiche epistolari avanzate dalla ditta CESA di Città di Castello – incaricata dei lavori di recupero prima dell’incidente – che dopo il dissequestro dell’immobile si era detta pronta a riprendere i lavori, diffidando peraltro il personale non autorizzato a compiere sopralluoghi all’interno.

Richiesta di risarcimento – Una “proposta” che la Curia rispedisce seccamente al mittente, facendo sapere attraverso un documento pubblicato nel sito internet diocesano che già il 22 novembre 2011 – quando il professionista incaricato dalla Procura completò la sua perizia sostenendo che il disastro non poteva considerarsi casuale – contestò formalmente alla CESA la responsabilità del crollo, invitandola a farsi carico del relativo risarcimento. Pertanto, il 6 dicembre 2012 – 10 giorni dopo che il bene era stato dissequestrato e tornato in possesso della Curia – l’impresa si è dichiarata pronta a riprendere i lavori “nell’erroneo presupposto della possibilità tecnica e giuridica di proseguire nell’originario rapporto d’appalto”.

Risoluzione dell'appalto – Stando alle parole della Diocesi, infatti, era già stato formalizzato all’impresa l’avvio del procedimento per la risoluzione in danno del contratto di appalto, e risolti i rapporti con i direttori dei lavori, tenuto conto anche dei procedimenti penali che li riguardano (dovranno comparire il 12 marzo davanti al GUP insieme ai progettisti, al coordinatore per la sicurezza, al collaudatore generale e al legale rappresentante).

Nuovo team – Dalla lettura del documento si evince che fu lo stesso consulente della Procura, all’indomani della prima istanza di dissequestro avanzata dalla Curia e respinta dalla Procura (12 dicembre 2011) a prescrivere che “non solo le opere non possano riprendere con la stesse modalità (e forse con la stessa impresa) ma che l’inizio dei lavori sia preceduto dalla redazione di un nuovo progetto esecutivo di consolidamento e ricostruzione”. Ecco perché la Curia si attivò immediatamente per reperire un nuovo team di soggetti idonei a redigerlo, individuato il quale presentò alla procura, nell’agosto 2012, una nuova istanza finalizzata a consentire le necessarie attività preliminari.

Messa nel salone – Difficile dire se l’intervento ufficiale della Diocesi metterà la parola fine alla diatriba. Certo è che non basteranno da sole le prese di posizione a restituire alla comunità di San Giacomo la propria chiesa. Proprio in questi giorni è in atto la visita pastorale dell’Arcivescovo Boccardo, a cui diversi residenti chiedono di poter tornare il prima possibile a fare un’autentica vita parrocchiale. La messa di chiusura della visita si terrà domenica alle 11.30 nel “salone adibito a chiesa”.

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