Crac Pop Bari, Fora incalza la Regione: vigilare sulla tutela degli investitori e delle imprese dell'Orvietano - Tuttoggi

Crac Pop Bari, Fora incalza la Regione: vigilare sulla tutela degli investitori e delle imprese dell’Orvietano

Redazione

Crac Pop Bari, Fora incalza la Regione: vigilare sulla tutela degli investitori e delle imprese dell’Orvietano

L'istituto che controlla Cr Orvieto interessato dal piano di ristrutturazione dopo il commissariamento
Sab, 11/01/2020 - 11:47

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Crac Pop Bari, Fora incalza la Regione: vigilare sulla tutela degli investitori e delle imprese dell’Orvietano

La politica umbra inizia a muoversi intorno al caso Banca Popolare di Bari – Cassa di Risparmio di Orvieto. La prima, controllante, è stata commissariata ed è sottoposta ad un piano di ristrutturazione che il Governo sta valutando in queste ore con la Banca d’Italia e con Bruxelles. Per la controllata Cr Orvieto si attende la vendita delle quote di maggioranza detenute da Pop Bari, come annunciato dai commissari dell’istituto barese.

Vendita di Cr Orvieto, nuovo braccio di ferro

Sulla trattativa con il fondo italo-francese pronto ad acquisire il controllo di Cr Orvieto ha messo in guardia il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, che teme possibili operazioni meramente speculative.

Sull’altro versante, quello della ristrutturazione della Popolare di Bari (che interessa anche diversi investitori umbri) interviene invece il consigliere regionale del Patto Civico per l’Umbria Andrea Fora, che invita la Regione a vigilare, in ragione delle possibili conseguenze per la Cr Orvieto.

Si è sempre detto, giustamente, – spiega Fora – che uno dei problemi
per lo sviluppo economico e per le imprese è l’accesso al credito.
Nell’ambito delle operazioni di ristrutturazione e rilancio della Banca
Popolare di Bari auspico che la Regione, con in testa la presidente Dontella
Tesei e di concerto con il Mef, vigili affinché siano tutelati gli interessi
dei correntisti, degli azionisti, delle imprese e delle famiglie che hanno
interessi in questo storico istituto di credito locale
”.

Se da un lato i correntisti sembrano non correre alcun pericolo
prosegue Fora – non lo stesso si può dire delle migliaia di piccoli
risparmiatori dell’orvietano che hanno investito in azioni su quella cassa
di risparmio. È evidente
– conclude – che tutte le autorità locali ed
istituzioni umbre, dalla Regione fino ai sindaci dell’area, debbono
concertare una azione specifica di vigilanza e di indirizzo per quanto oggi
consentito
”.


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