"Così difendiamo i nostri dipendenti dal Coronavirus"

“Così difendiamo i nostri dipendenti dal Coronavirus”: azienda umbra anticipa il modello cinese

Redazione

“Così difendiamo i nostri dipendenti dal Coronavirus”: azienda umbra anticipa il modello cinese

Disinfettanti con fotocellula, termometri scanner e la task force col medico aziendale
Mar, 10/03/2020 - 17:58

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“Così difendiamo i nostri dipendenti dal Coronavirus”: azienda umbra anticipa il modello cinese

Un’azienda umbra, la DeWALT Industries Tools Spa con sede a Corciano, del gruppo StanleyBlack&Decker, diventa modello nella lotta al Coronavirus. L’azienda corcianese ha infatti saputo realizzare e anticipare eccezionali misure e modelli di prevenzione e di sostegno sanitario-piscologico nei confronti dei dipendenti.

Oggi le misure prese dalla DeWALT, che conta nello stabilimento umbro 220 dipendenti, rappresentano un modello per molte aziende della regione e per gli altri siti del gruppo ancora non massivamente toccati dal Covid-19.

Le misure

Task force interna, ampliamento del problem solving e una serie di contromisure tempestive: l’azienda umbra si è preparata così all’emergenza. “Quando abbiamo saputo dell’espansione così virulenta del virus in Cina, dove la nostra compagnia ha siti produttivi significativi – spiega Cesare Ceraso, managing director della DeWALT Industries Tools – abbiamo intuito che la domanda da farsi non era se, ma quando toccherà anche a noi. Abbiamo quindi deciso di prepararci secondo l’assioma che chi reagisce già parte secondo. Quindi, con la proattività che ci caratterizza e con un occhio alla teoria del Cigno Nero di Nassim Taleb, abbiamo iniziato a disegnare i vari scenari possibili cercando di prevedere soluzioni a problemi che ancora non conoscevamo”.

Task force già dall’allarme in Cina

Il primo passo, quando il virus dilagava ancora solo in Cina, è stata costituita una task force per rispondere all’impatto, sul business aziendale, della mancanza dei componenti necessari a realizzare i prodotti della DeWALT provenienti proprio dai fornitori cinesi. “Poi – prosegue Ceraso – abbiamo allargato il problem solving disegnando lo scenario peggiore, cioè l’arrivo del virus nel nostro Paese, con l’approccio “agile” e gli strumenti tipici della metodologia “lean” già impiegati nella gestione dei problemi aziendali”. 

L’azienda di Corciano ha quindi attivato alcune contromisure, a cominciare dalla installazione dei dispenser con fotocellula per consentire al personale di disinfettarsi sia all’entrata che all’uscita dal posto di lavoro.Già lunedì 24 febbraio – ricorda Ceraso – siamo riusciti a stampare e distribuire in tutta l’azienda un manuale con i consigli emanati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e le stesse informazioni venivano trasmesse h24 su tutti i nostri schermi. Più altre misure eccezionali che facessero sentire i nostri dipendenti e i visitatori “al sicuro” dentro i locali della DeWALT”.

Il contatto medico

È stato messo a disposizione dei dipendenti un numero di telefono diretto con il medico aziendale per rispondere, in determinate fasce orarie, alle richieste di informazione circa il Coronavirus, oltre ai comportamenti corretti da tenere durante l’attività lavorativa e non solo. Adottati anche altri provvedimenti: dall’azzeramento delle trasferte all’accesso allo stabilimento consentito al solo personale DeWALT.

Inoltre – continua Ceraso – ci siamo dotati dei termometri con termo scanner, istruendo anche il nostro servizio di vigilanza sul loro utilizzo. Abbiamo redatto un piano sui “critical roles” dove in caso di contagio di una risorsa apicale abbiamo subito previsto il suo backup, che ovviamente deve rispondere a determinati requisiti, come il fatto di non appartenere alla stessa zona di residenza. Abbiamo incentivato lo smart working per circa il 15% del personale, che a breve aumenterà al 30%, riducendo contestualmente i meeting fisici e adottando soluzioni tecnologiche per la videoconferenza. Abbiamo chiuso la sala mensa al personale esterno, organizzando i tavoli in modo da limitare i contatti fisici tra i dipendenti ed eliminando il self-service, evitando così che una persona potesse entrare in contatto con posate o cibi diversi da quelli scelti”.

I risultati

I risultati di queste misure sono soddisfacenti: “Grazie anche all’elevato senso di responsabilità di tutti i nostri dipendenti e al fatto che probabilmente all’interno dell’azienda si sentono protetti – osserva Ceraso – i numeri dell’assenteismo hanno registrato in questo periodo una percentuale minore rispetto a precedenti periodi dell’anno. Questo ci consente di mantenere un elevato livello di produttività e di soddisfare la richiesta del mercato, al momento, senza alcuna flessione. Apprezzamento sui nostri protocolli di sicurezza è arrivato anche dai nostri partner internazionali e dalle sigle sindacali, che hanno partecipato proattivamente alle riunioni di gestione dell’emergenza insieme alla nostra task force”.

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