Coronavirus, gli operatori della sanità proclamano lo stato di agitazione

Coronavirus, gli operatori della sanità proclamano lo stato di agitazione

Redazione

Coronavirus, gli operatori della sanità proclamano lo stato di agitazione

Ven, 16/10/2020 - 18:13

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Coronavirus, gli operatori della sanità proclamano lo stato di agitazione

Sindacati sul piede di guerra. I segretari regionali di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl Tatiana Cazzaniga, Luca Talevi e Marco Cotone, proclamano lo stato di agitazione degli operatori della sanità, in seguito all’incontro di stamattina con il commissario regionale per l’emergenza coronavirus, Antonio Onnnis.

Coronavirus, Coletto assente all’incontro

Un incontro al quale era assente l’assessore alla Sanità, Luca Coletto. “Stante l’assenza dell’Assessore alla sanità Luca Coletto – dicono – la Regione non ha fornito risposte alle richieste avanzate dal sindacato, in particolare per quanto riguarda la necessità di un immediato incremento degli organici tramite assunzioni in grado di rafforzare il sistema sanitario regionale pubblico, soprattutto in questa difficile fase nella quale vanno potenziati i servizi per l’emergenza e si potrebbe dover sopperire alle assenze di personale positivo sintomatico“.

Coronavirus, il contagio ha sorpreso la Regione

Durante l’incontro, raccontano i sindacati, “è emerso che l’entità di contagi ha sorpreso la stessa Regione, con difficoltà nel tracciamento dei positivi e con un innalzamento del numero di ricoveri di fatto non previsto nei piani regionali iniziali. Onnis, pur sottolineando che non c’è alcuna volontà di sospendere le attività ordinarie, ha subito dopo comunicato che le carenze di personale hanno già spinto la Regione a chiedere alle aziende di organizzare la sospensione di alcune attività non urgenti. Non può essere questa la strada giusta: ciò che oggi non è urgente potrebbe diventarlo a breve, visto che non siamo neppure all’inizio della stagione delle influenze e potremmo non uscire da questa situazione in tempi rapidi“.

Coronavirus: “Dovevamo prepararci in estate”

Onnis si sarebbe difeso dicendo che “siamo “in tempo di guerra”: avremmo preferito – dicono i sindacati – che la Regione avesse ascoltato il sindacato quando chiedeva di confrontarsi “in tempo di pace” quest’estate per prepararsi con la giusta tempistica alla nuova prevedibile fase. Ma guardiamo avanti, confidando che la politica impari dai propri errori.

“Servono tavoli permanenti”

La richiesta è quella di “convocare tavoli permanenti di confronto sindacale sulla gestione dell’emergenza e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a livello regionale ed aziendale, ritenendo che la sola informazione successiva rispetto a scelte già adottate non sia sufficiente. Per garantire che la sanità non vada in crisi, serve individuare senza ulteriore ritardo percorsi che consentano d’investire subito in assunzioni, strumentazioni e spazi, anche utilizzando procedure eccezionali: l’unico concorso avviato a livello regionale per assumere infermieri ha visto compiere errori che potrebbero generare ricorsi ed ulteriori rallentamenti. Visto che i tempi stringono e la Regione non fornisce risposte, a FPCGIL, FPCISL e UILFPL non resta purtroppo che proclamare lo stato d’agitazione degli operatori della sanità“.

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