Consiglio rinviato, esposto delle opposizioni al prefetto, Locchi chiede dimissioni di 4 "assenti" - Tuttoggi

Consiglio rinviato, esposto delle opposizioni al prefetto, Locchi chiede dimissioni di 4 “assenti”

Davide Baccarini

Consiglio rinviato, esposto delle opposizioni al prefetto, Locchi chiede dimissioni di 4 “assenti”

Lun, 16/11/2020 - 14:36

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Non si placa la scia polemica lasciata dall’ultimo Consiglio comunale di Umbertide, sospeso e rinviato a causa dell’assenza in blocco di giunta e maggioranza.

Esposto opposizioni al Prefetto

Proprio stamattina (lunedì 16 novembre), infatti, i consiglieri di opposizione Giovanni Codovini (Umbertide Cambia), Giampaolo Conti (M5S), Filippo Corbucci e Matteo Ventanni (Pd) hanno depositato un esposto al prefetto di Perugia Armando Gradone, perché valuti il comportamento di sindaco e consiglieri “circa il gravissimo atto di boicottaggio del Consiglio comunale”.

Lo abbiamo fatto perché prima di tutto, e sopra ogni differenza politica-amministrativa, ci stanno la salvaguardia dell’unità delle istituzioni, i valori comuni democratici e i diritti dei cittadini

Codovini, Conti, Corbucci e Ventanni

La lettera di Locchi

Questa mattina, inoltre, Marco Locchi, in qualità di segretario di ‘Umbertide Partecipa’, ha scritto una lettera aperta rivolta agli assessori Pier Giacomo Tosti e Sara Pierucci e ai consiglieri di ‘Libera il Futuro’ Ivano Pino e Francesco Caracchini, tutti ex esponenti dell’associazione fondata dall’ex sindaco durante la campagna elettorale “poi approdati – come dice quest’ultimo – sulle sponde più ‘attraenti’ della Lega”.

Dopo questo “errore di valutazione”, per il quale Umbertide Partecipa chiese ai 4 le dimissioni, oggi Locchi rinnova loro la richiesta di “fare un passo indietro dagli incarichi che ricoprite, a seguito di quanto si è verificato nell’ultimo Consiglio, dove si sarebbero dovuti discutere temi di primaria importanza per la comunità quali l’Ospedale e Prosperius“.

La vostra assenza – continua la missiva – è stata di una gravità assoluta e rappresenta la negazione di quel principio fondatore di ‘Umbertide Partecipa’, che anche voi allora avete accettato ma oggi avete rinnegato. Il gesto non è una semplice negligenza ma rappresenta il rifiuto a compiere la missione per cui siete stati eletti”.

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