Arresti per i concorsi in ospedale, Duca intercettato “Domani porto le domande a Bocci” | Ex sottosegretario informò su intercettazioni

Arresti per i concorsi in ospedale, Duca intercettato “Domani porto le domande a Bocci” | Ex sottosegretario informò su intercettazioni

Bomba sul Pd umbro: indagine della Procura di Perugia, coinvolti anche sei dirigenti ospedalieri | La presidente: “Massima collaborazione, sono tranquilla”

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Aggiornamento alle ore 21,50 – C’è il pericolo di reiterazione dei reati alla base dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Perugia D’Andria che ha portato oggi agli arresti domiciliari dell’assessore regionale alla sanità Luca Barberini, del segretario regionale del Pd (partito ora commissariato) Gianpiero Bocci e dei direttori generale e amministrativo dell’azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca e Maurizio Valorosi. Dalle quasi 100 pagine di cui si compone l’ordinanza, emergono le numerose intercettazioni a cui sono stati sottoposti gli indagati (in tutto sarebbero 35), svelando un sistema basato su una “una prassi generalmente accettata e approfittando della disponibilità di ciascuno a commettere gli illeciti”.

Figure centrali nell’inchiesta sarebbero appunto Bocci e Barberini, che avrebbero indicato numerose persone da assumere tra medici e infermieri all’interno dell’azienda ospedaliera perugina e dell’Usl Umbria 1, ricevendo l’aiuto di Duca e Valorosi, sotto forma di anticipazione delle domande. Anche Bocci è a Roma, me lo ha detto lui, ora gli mando un messaggio e domani pomeriggio, quando tornava su, gli porto le domande dice il direttore generale dell’azienda ospedaliera in una delle tante intercettazioni.

Gli indagati, però, sarebbero stati ad un certo punto coscienti di essere al centro di un’inchiesta ed intercettati, avendo attivato varie fonti. Un ruolo importante da questo punto di vista lo avrebbe avuto proprio l’ex sottosegretario Bocci, che avrebbe informato Duca, attraverso Valorosi, dell’esistenza di attività di intercettazione all’interno dell’ospedale: le ‘cimici’ erano state posizionate – aveva svelato – in occasione di un intervento dei vigili del fuoco.


Aggiornamento delle 19,42 – Barberini autosospeso dal Pd, lascia la carica di assessoreL’assessore Luca Barberini, raggiunto dalla misura degli arresti domiciliari, è sereno e si dichiara assolutamente estraneo ai fatti contestati“. Così l’avvocato David Brunelli, che difende l’assessore Luca Barberini, agli arresti domiciliari sull’inchiesta sanità condotta dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Barberini – prosegue Brunelli – ha la massima fiducia nell’operato della magistratura, che saprà accertare la sua estraneità alla vicenda. Si è autosospeso dal partito democratico e si dimetterà dall’incarico di assessore regionale  proprio per permettere di fare la massima chiarezza e non intralciare in alcun modo l’attività di indagine. Un atto di responsabilità – conclude l’avvocato Brunelli – rispetto al suo mandato di amministratore pubblico che ha sempre svolto con onestà e rigore“.


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Aggiornamento delle 19.00 – Non c’è solo il concorso che ha portato, lo scorso anno, all’assunzione di quattro figure a tempo indeterminato all’Azienda ospedaliera di Perugia nel mirino della Procura della Repubblica del capoluogo umbro. Sotto la lente degli inquirenti ci sarebbero infatti una decina di concorsi per l’assunzione di personale, anche relativi all’Usl Umbria 1. Insomma, la Procura perugina e le Fiamme gialle che stanno eseguendo le ordinanze con le misure restrittive ipotizzano la presenza di un “sistema” per pilotare le assunzioni, gestito dai vertici del Pd. Il partito, proprio per questo, sta valutando l’opportunità di sospendere, in via cautelativa, le persone indagate.


Aggiornamento delle 17,45 – Sviluppi clamorosi nell’indagine della Procura della Repubblica per un presunto concorso truccato per l’assunzione di quattro figure all’Azienda ospedaliera di Perugia. Sono infatti agli arresti domiciliari l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, il segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca e il direttore amministrativo Maurizio Valorosi. A questi ultimi due, così come a tutti gli altri manager della sanità umbra, l’incarico era stato prorogato a fine marzo sino al 30 giugno 2019. Indagato, insieme alla governatrice Catiuscia Marini, anche il manager della sanità regionale Walter Orlandi.


Aggiornamento delle 17,25 – L’inchiesta condotta dalla Procura di Perugia riguarda un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di quattro figure all’interno dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Il concorso si è svolto lo scorso anno. Secondo le ipotesi di reato, tra i quattro vincitori c’è chi avrebbe ricevuto in anticipo le tracce d’esame, così da potersi preparare e superare gli altri candidati.


Ad un mese e mezzo dalle elezioni europee ed amministrative un’inchiesta della Procura di Perugia scuote la politica umbra. La guardia di finanza ha eseguito dei decreti di perquisizione nei confronti della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del segretario regionale del Pd ed ex sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci e dell’assessore alla Sanità della Regione Luca Barberini. Perquisizioni che si sono concentrate nella sede dell’Assessorato regionale alla Sanità, ma che hanno riguardato anche gli uffici e le abitazioni dei destinatari dei decreti.

L’inchiesta della Procura perugina, seguita direttamente dal procuratore Luigi De Ficchy, riguarda infatti un concorso nell’Azienda ospedaliera di Perugia. Coinvolti anche sei dirigenti dell’Azienda ospedaliera. I reati ipotizzati a vario titolo sarebbero abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso.

La presidente Catiuscia Marini, tramite l’Agenzia Umbria Notizie, ha confermato l’inchiesta e la perquisizione: “Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale – ha scritto la governatrice – all’attività dei rappresentanti dell’Autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della Magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

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