Con le eco-vaschette niente più sprechi al ristorante / Chi aderisce a Perugia - Tuttoggi

Con le eco-vaschette niente più sprechi al ristorante / Chi aderisce a Perugia

Redazione

Con le eco-vaschette niente più sprechi al ristorante / Chi aderisce a Perugia

Mar, 28/01/2014 - 14:45

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E’ il simbolo del cambiamento delle abitudini quotidiane, il recipiente appositamente creato per conservare e riportare a casa il cibo non consumato al ristorante: è “repeat box”, la vaschetta naturale realizzata con gli scarti della canna da zucchero che sarà disponibile nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa.

Chi ha aderito. Al momento i ristoranti di Perugia che hanno aderito all'iniziativa sono “Pachamama”, “Al mangiar Bene” e “Osteria Priori”, ma la lista potrebbe presto allungarsi.

Il progetto “Repeat box”, che mira a ridurre gli sprechi in campo alimentare e a tutelare l’ambiente, è stato illustrato questa mattina, in una conferenza stampa a Palazzo dei Priori, dal vicesindaco Nilo Arcudi e dall’assessore alle Politiche Energetiche e Ambientali Lorena Pesaresi. Erano presenti anche la dirigente del Centro storico, Carmen Leombruni, Umbra Institute con i suoi studenti e la titolare del ristorante Pachamama.

L’iniziativa fa parte del Piano di Marketing Urbano previsto dal Programma Urbano Complesso (Puc2) volto alla rigenerazione urbana del centro storico ed è promosso dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con Umbra Institute (l’Istituto ospita, ogni semestre, circa cento studenti americani che scelgono di trascorrere un periodo di studio a Perugia). “Con Umbra Institute stiamo realizzando piccoli, ma significativi interventi di miglioramento del centro storico. Penso alla ripulitura delle targhe storiche nell’acropoli, al progetto “Caro Vicolo” che ha visto collaborare Umbra Institute e l’associazione Borgo Bello – ha spiegato Nilo Arcudi – Più in generale, in questi anni, abbiamo costruito una fitta rete di relazioni con le associazioni che partecipano, in modo dinamico e costruttivo, alla vita della città”. Per il vicesindaco Arcudi l’integrazione degli studenti stranieri a Perugia si attua anche attraverso queste progettualità: “è un modo per renderli parte attiva della vita politica e culturale della città. A Perugia si parlano più di 100 lingue straniere ed è il segno della sua identità internazionale e della sua vocazione all’accoglienza”. Arcudi coinvolgerà anche la Consulta del centro storico per ampliare il panorama dei ristoranti coinvolti dal progetto. Gli studenti. Hanno ringraziato per l’accoglienza ricevuta e definito Perugia “una città aperta”.

Il progetto intende contribuire all’obiettivo europeo di ridurre per il 2025 lo spreco alimentare del 50% attraverso il disegno e l’implementazione di un programma che promuova l’uso di scatoline “take away” che permettano di portare a casa il proprio pasto avanzato dal ristorante. Il progetto, disegnato e implementato dagli studenti del Food Studies Program di Umbra Institute assieme a dei partner locali che in via sperimentale sono stati coinvolti dalla scuola americana (Gesenu, ristoranti Pachamama, Al mangiar Bene, Osteria Priori ) ha previsto diversi step.

L'idea piace ai consumatori. Si è partiti con una indagine iniziale attraverso questionari e interviste semi-strutturate che ha dimostrato che oltre il 70% degli intervistati sono favorevoli alla riduzione degli sprechi alimentari e sarebbero disposti a portare a casa il pasto avanzato riutilizzandolo in ambiente domestico, se ne avessero la possibilità attraverso un servizio offerto dal ristoratore; è seguita la fase di sensibilizzazione dei ristoratori e dei loro clienti sul problema dello spreco; è stato prodotto materiale illustrativo sul progetto e sulle modalità di trasporto e riutilizzo in ambito domestico degli alimenti non consumati nel ristorante; creato un logo riconoscibile che possa essere applicato sulle vetrofanie e sui menù dei ristoranti aderenti al progetto che li identifichi come locali “amici della scatolina antispreco”; individuato e ordina il materiale adatto per il trasporto del cibo: sono state scelte delle scatoline di polpa di cellulosa realizzate dalla lavorazione degli scarti della canna da zucchero, interamente biodegradabili e compostabili nella sezione organica dei rifiuti. Gli studenti del nuovo corso semestrale provvederanno alla creazione di un apposito sito web e alla comunicazione dello stesso. Verrà effettuato un monitoraggio dell’impatto dell’iniziativa e dei cambiamenti innescati, e saranno resi pubblici i risultati conseguiti.

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