Codep la sentenza, tre condanne per traffico illecito di rifiuti nel depuratore di Bettona - Tuttoggi

Codep la sentenza, tre condanne per traffico illecito di rifiuti nel depuratore di Bettona

Sara Minciaroni

Codep la sentenza, tre condanne per traffico illecito di rifiuti nel depuratore di Bettona

Quindici le assoluzioni. Risarcimenti per ministero dell'Ambiente e Comuni
Lun, 04/07/2016 - 21:05

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Codep la sentenza, tre condanne per traffico illecito di rifiuti nel depuratore di Bettona

Sette anni di processo, 11 misure cautelari, tre anni di indagini, 18 imputati nel processo, poco meno di 40 udienze e oggi 3 condanne. Sono i numeri dell’inchiesta “Codep” esplosa nel 2009 e arrivata oggi alla conclusione del primo grado di giudizio. La Corte d’assise di Perugia, presieduta da giudice Gaetano Mautone ha emesso 3 condanne (e 15 assoluzioni) per traffico illecito di rifiuti verso (il solo capo B delle contestazioni) l’ex presidente del Cda dell’azienda gestore dell’impianto di depurazione di Bettona, Graziano Siena (condannato a quattro anni), Gianni Berretta autotrasportatore (tre anni) e il consigliere Stefano Zanotti (due anni) tutti  con pena sospesa.

I tre sono stati condannati anche una provvisionale alle parti civili che sono il ministero dell’Ambiente (50 mila euro), Comune di Bettona (20 mila euro), Comuni di Bastia e Bevagna (10 mila euro), Comune di Cannara ( 5 mila euro), più il risarcimento del danno da liquidare in separata sede.

Sono dunque decaduti i reati più gravi tra quelli contestati dal pm Manuela Comodi, che aveva chiesto condanne per un totale di oltre 100 anni per i 18 finiti alla sbarra. Sono dunque venuti meno l’associazione a delinquere, il disastro ambientale e l’avvelenamento di acque. Gli imputati (26 all’inizio, poi 18 dopo le posizioni stralciate e il ricongiungimento di un altro procedimento) erano accusati di avere costituito un “sodalizio che operava mediante l’irregolare e non autorizzata gestione dell’impianto (di depurazione, ndr) al fine di consentire ai consociati di disfarsi agevolmente degli enormi quantitativi di rifiuti prodotti dalle proprie aziende zootecniche, lucrando sia sui notevoli risparmi derivanti dallo smaltimento illecito, anche attraverso conferimenti di terreni da parte di proprietari, …,  sia sui proventi e le utilità derivanti dalle illecite attività connesse all’esercizio dell’impianto in violazione di legge”.

Prosciolti i politici. Nell’inchiesta erano rientrati anche tutti gli esponenti dell’allora giunta comunale a cominciare dall’ex sindaco Lamberto Marcantonini e dal suo vice Valerio Bazzoffia e gli ex assessori  Andrea Castellini, Luca Costantini, Franco Massucci, Rosita Tomassetti e Rossella Lispi. L’accusa contestava loro di aver effettuato delibere di fatto a favore di allevatori e di Codep per il conferimento di reflui anche in violazione della norma o in assenza dei presupposti, in modo da garantire alla cooperativa un illecito profitto. Loro si erano sempre dichiarati innocenti. Il gup Luca Semeraro li aveva tutti prosciolti in sede di udienza preliminare. 

Gli assolti dalla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Gaetano Mautone (Noviello, a latere) i dipendenti dell’Arpa Susanna D’Amico, Antonio Bagnetti e Claudio Menganna, difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, Franco Libori e Maria Mezzasoma, i vicepresidenti Codep Giovanni Mattoni e Rinaldo Polidori, i consiglieri Sergio Longetti e Nicola Taglioni, Massimo Mencarelli, Nicoletta Giammarioli, Renato Mattoni, Giuseppe Mencarelli, Giuseppe Meschini, Giampaolo Proietti, Paolo Schippa e Renato Taglioni.

Ragionevole soddisfazione espressa dalle difese che annunciano comunque ricorso in appello.

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