Clandestino da 20 anni, malattia e matrimoni lo ‘salvano’ | Ma ora è stato espulso

Clandestino da 20 anni, malattia e matrimoni lo ‘salvano’ | Ma ora è stato espulso

Nonostante tutti gli escamotage nel corso degli anni per ottenere un permesso di soggiorno era rimasto sempre irregolare, ora la polizia di Terni lo ha rimpatriato in Albania

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Per 20 anni è riuscito a rimanere in Italia, nonostante non avesse mai ottenuto il permesso di soggiorno. Lo hanno ‘salvato’ prima la malattia, poi due matrimoni (che gli sono costati anche una denuncia per bigamia). Ora, però, dopo l’ennesima richiesta di permesso di soggiorno rifiutata, visto lo status di clandestino, è stato rimpatriato in Albania.

L’uomo è stato scortato a Roma Fiumicino ed imbarcato su un volo per Tirana dagli stessi agenti dell’Ufficio Immigrazione ai quali si era rivolto, ancora una volta, per ottenere il permesso di soggiorno.

L’albanese, 50 anni, era arrivato in Italia una ventina di anni fa, ma invece di regolarizzarsi, aveva preferito darsi al crimine, denunce e condanne per spaccio e sfruttamento della prostituzione fino ad arrivare alla conferma in appello della condanna a 6 anni di prigione. Poi l’insorgenza della malattia e della conseguente inespellibilità per motivi di salute, una situazione che lo aveva portato a richiedere, e ad ottenere, una pensione di invalidità dall’Inps.

Poi il matrimonio con una connazionale e una prima richiesta di permesso di soggiorno per famiglia, rifiutata per pericolosità sociale dal Giudice che aveva ritenuto l’uomo, visti i suoi precedenti, un esempio negativo per le figlie. Successivamente, un altro tentativo per ottenere il permesso che lo ha portato ad una denuncia per bigamia: aveva pensato infatti di sposare un’italiana per ottenere la cittadinanza, senza però separarsi prima dalla moglie.

Nel frattempo, fra un’istanza e un rifiuto, il primo lungo periodo di detenzione, e considerata la sua invalidità al 70%, gli anni sono passati, fin quando, ultimamente, ha provato di nuovo a richiedere il permesso di soggiorno, ancora per famiglia.

L’Ufficio Immigrazione ha esaminato attentamente il fascicolo ed ha decretato il rifiuto dell’istanza, il Giudice di Pace ha convalidato il provvedimento di accompagnamento in frontiera e l’espulsione dal Territorio Nazionale.

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