Finalmente siederanno allo stesso tavolo. I due club più esclusivi della città, quello storico “Alè” del presidente Roberto Paciotto e quello dei “Piaceri” di Giampaolo Emili, che per tben 5 anni si son guardati in cagnesco, si ritroverano insieme nel corso di una serata che si terrà venerdì prossimo al ristorante San Lorenzo e che è stata già definita come la ‘cena del dialogo’. La notizia sarebbe dovuta rimaner coperta dal massimo riserbo. Ma a Spoleto, si sa, anche i muri parlano. Difficile dire se le due compagnie – legate dalla passione per il buon mangiare, la goliardia ed un pizzico di sociale – sotterreranno l’ascia di guerra. Ma un primo passo avanti è stato fatto. Anche se i più sospettano che non mancherà qualche tiro mancino dell’ultima ora. Galeotta è stata una cena all’Osteria di Marcello Mignatti, quando il direttivo del Club Alè ha deciso di render visita ai ‘cugini’ dei ‘Piaceri’ che si trovavano al San Lorenzo dei fratelli Tomassoni. “E’ venuto il momento di riconoscere ufficialmente il vostro club” avrebbe esordito Roberto Paciotto, tanto per non far pesare che la sua associazione di anni ne ha compiuti 15 (contro i 5 di quella di Emili).
Da qui l’idea della cena – il cui menù resterà blindato fino a venerdì – e relativo duello finale: canoro, ovviamente, e che TO® è in grado di anticipare. Paciotto, che si presenterà con indosso la Brillantata (la massima onorificienza del Club), punterà tutto sul ribelle brano dei Nomadi “Io vagabondo”, mentre Emili si esibirà nella difficile “Erba di casa mia” di Massimo Ranieri. Una sfida che nessun vuol perdere. Tanto meno l’a.d. del club Alè, Andrea Rotini. Che per l’occasione – tante volte dovesse steccare il presidente – ha messo in cantiere nientepopodimenoche “Donna amante mia”, il brano del 1974 di Umberto Tozzi. I ‘paciottini’ comunque si ritroveranno domani sera a casa del socio Scarabottini, per le prove generali.
Ma la serata si annuncia piena di sorprese, anche clamorose. Il timore è che si stia lavorando a qualche scherzo da fare agli avversari. A qualcosa avrebbero pensato gli ‘emilini’: l’ortodosso Paciotto, infatti, è stato categorico nel non voler ammettere alla cena alcuna presenza femminile (il club ‘Alè’ è noto per esser aperto esclusivamente al sesso forte). Una richiesta che non hanno digerito bene i soci dei ‘Piaceri’, di fede 'anglicana', che starebbero pensando di invitare – a quanto trapela, solo per il caffè – sia le proprie iscritte, sia le mogli e fidanzate degli avversari. Un vero e proprio colpo basso che potrebbe far saltare l’intera serata.
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