di Carlo Ceraso
C’è un risvolto clamoroso nella causa pendente davanti al Tribunale di Spoleto fra l’Etheria Consulting di Raffaella Gabetta e la Fondazione Festival dei 2 Mondi Onlus di Giorgio Ferrara. Come si ricorderà, la prima era ricorsa in giudizio per aver lavorato per il Festival, salvo esser poi estromessa in favore di un’altra azienda (la Mediavip di Michele Costantino) senza ricevere alcun compenso. Una vicenda che finì su tutte le pagine dei giornali locali e che creò non poco imbarazzo all’intero Comitato di Gestione. Ebbene, a guardare le carte, pare di capire che Ferrara non solo non sapeva nulla del coinvolgimento della Gabetta. E se qualche rapporto professionale c'è stato, la responsabilità può essere addebitata solo ed unicamente sui suoi tre direttori: Nora Guazzotti e Paola Macchi (direttori organizzativi) e Marco Aldo Amoruso (direttore amministrativo). Ma andiamo con calma.
La posizione di Etheria… – difesa dagli avvocati Anna Rosa Sindico e Ulisse Bardani del foro di Perugia, l’imprenditrice ha ricostruito la sua versione dei fatti. Dai primi colloqui con il vice presidente Stella, che richiese un preventivo alla Etheria per svolgere l’attività di marketing, all’incontro dei primi di gennaio, presso lo studio milanese della Guazzotti. Durante il quale la Gabetta fu invitata a modificare la propria offerta in quanto al Festival non interessava l’apertura di un “ufficio sponsor” a Spoleto. L’offerta sarebbe stata così accettata alla presenza dei tre direttori Macchi, Guazzotti e Amoruso. La Gabetta si mette così al lavoro e comincia a contattare numerose aziende (una cinquantina) per convincerle a sostenere il Festival. Alcune di queste accettano di sponsorizzare il festival. Gli incontri si susseguono con un po’ tutto lo staff di Ferrara: da Marco Guerini a Alessia Angelillo, Teresa Pizzetti, Sabina Leoni, Nicoletta Ercole,alla stessa Paola Caprelli, segretaria di Ferrara. C’è anche una riunione in Confcommercio, dove la Gabetta viene presentata ai vertici delle associazioni di categoria (Spitella, Carlini e Tomassoni) quale responsabile marketing e sponsor. La stampa in quelle settimane si interessa molto al nuovo percorso tracciato da Ferrara, specie nei suoi rapporti con la città (clicca qui e qui), e alcuni articoli, che citano la Gabetta, finiscono nel sito web dello stesso Festival. La Fondazione, dunque, secondo gli avvocati Sindico e Bardani, non poteva non sapere. E si arriva così al 28 febbraio quando la Gabetta riceve la brutta notizia: la sua società è fuori, l’incarico è stato conferito alla Mediavip.
…e quella di Ferrara – su ben altri argomenti si basa la difesa di Ferrara, rappresentato dagli avvocati Antonino Montelione e Massimo Marcucci, che ha respinge le accuse sostenendo che l’offerta pervenuta era stata inviata spontaneamente dalla Gabetta. Di più. Il suo staff mai lo avrebbe informato degli incontri con la Etheria, incontri che comunque non erano mai stati richiesti o autorizzati dal presidente, così come dal Comitato. Molti dei componenti dello staff hanno per di più ricevuto l'incarico solo dopo febbraio 2008. Un esempio per tutti: la stessa Macchi avrebbe firmato il contratto di consulenza solo a metà aprile. Nessuno dunque avrebbe potuto impegnare la Fondazione se non lo stesso Ferrara. Come a dire che chi ha agito con la Etheria, se ha agito, lo ha fatto a titolo personale. Certo è surreale che l’intera direzione trattasse con la socetà di Todi, mentre Ferrara concludeva l’accordo con la Mediavip. Ma questo è quanto pare di capire dalle carte al vaglio del magistrato.
Le ripercussioni – Sindico e Bardani non ci hanno così pensato due volte e, alla luce della posizione della Fondazione, hanno chiesto al giudice di citare in giudizio (e in subordine) i tre direttori del Festival. L’udienza quindi è stata aggiornata al giugno 2009. Nessun commento da parte dell'avvocato Sindico, nè della dottoressa Gabetta impegnata all'estero. La questione comunque sembra aver creato più di qualche malumore all’interno dello staff festivaliero (pressochè immutato nel suo assetto di vertice – ad eccezone di Amoruso, leggi articolo a fianco – ha ripreso a lavorare già da qualche settimana. E non potrebbe esser diversamente). C’è chi giura che i tre non avrebbero ben digerito la difesa proposta dal presidente del Festival. Il rischio, infatti, se il tribunale dovesse dar ragione alla Gabetta, è che quei soldi potrebbero addirittura pagarli in solido i tre direttori (la richiesta di risarcimento ammonta, spicciolo più, spicciolo meno, a 550 mila euro). Il problema però è un altro, ammesso che l’Etheria riesca a dimostrare le proprie ragioni: se davvero, come sostiene Ferrara, i tre hanno agito in quel modo, ovvero contrariamente alle sue disposizioni, riusciranno a lavorare serenamente alla prossima edizione 2009?
Ovviamente non è in discussione la professionalità dei singoli protagonisti di questa vicenda. Ma è fin troppo evidente che il rapporto fiduciario che li legava fino a qualche mese fa è destinato a vacillare.
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Ci scusiamo con i lettori per aver rinviato la pubblicazione del presente articolo, annunciato per le ore 22, ma la redazione è stata impegnata a seguire la notizia relativa alla voragine apertasi in Via Saffi.