Cementificio Spoleto, presidio contro Colacem. Giovedì tavolo in Regione

Chiusura cementificio Spoleto, presidio contro Colacem. Giovedì tavolo in Regione

Sara Fratepietro

Chiusura cementificio Spoleto, presidio contro Colacem. Giovedì tavolo in Regione

Mar, 20/07/2021 - 08:40

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Sindacati chiederanno l’attivazione di un tavolo di crisi nazionale. In contemporanea al presidio, Colacem approva bilancio "oltre le aspettative"

Decine di lavoratori si sono ritrovati lunedì pomeriggio fuori dallo stabilimento “Spoleto Cementi”, il cementificio di Sant’Angelo in Mercole per il quale la Colacem ha annunciato nelle scorse settimane la chiusura. Un presidio a cui hanno preso parte i lavoratori diretti e quelli dell’indotto, mentre in contemporanea l’assemblea degli azionisti dell’impresa eugubina approvava un bilancio 2020 “oltre le aspettative, nonostante la pandemia”.

A promuovere il sit in di protesta sono stati Filca Cisl, Fillea Cgil e Fenel Uil Umbria ai quali di recente la Colacem ha annunciato la chiusura del sito di Spoleto, acquisito di recente e trasformato in solo centro di macinazione.

Ciò non può che destare una forte preoccupazione per i 25 lavoratori rimasti in forza e per gli altri 70/80 dell’indotto. Una notizia che non può che preoccuparci, che non valorizza le professionalità messe a disposizione negli anni e che potrebbe avere ricadute anche per lo stesso territorio” evidenziano Emanuele Petrini (Filca Cisl Umbria), Claudio Aureli (Fillea Cgil Umbria) e Nicola Brauzzi (Feneal Uil Umbria).

Cementificio, ipotesi riconversione

Appresa la notizia – hanno continuato –, abbiamo richiesto con urgenza un tavolo congiunto di crisi regionale che, nel primo incontro svolto alla presenza dei dirigenti e dell’assessore regionale Michele Fioroni, è stato finalizzato per ragionare su piani industriali alternativi alla chiusura. Come per esempio un’eventuale riconversione del sito: la nostra proposta affonda le radici nella consapevolezza della strategicità di questa realtà e tiene conto delle risorse per il rilancio del settore, a partire dalle infrastrutture (con risorse del PNRR). A questo si aggiunge il fatto che Spoleto fa parte dei comuni del cratere e quindi interessato dal processo di ricostruzione post sisma 2016”.  

Petrini, Aureli e Brauzzi hanno ribadito, nel corso del sit-in spoletino fuori dal cementificio: “Abbiamo il dovere di mettere in campo qualsiasi iniziativa o strategia, chiedendo uno sforzo a tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione diretta ed indiretta, ricordando che in questo territorio si sta subendo un continuo impoverimento in termini di industrializzazione che ha appesantito una crisi in essere. Un’ulteriore perdita di occupazione rappresenterebbe un problema aggiuntivo”.

Giovedì nuovo tavolo in Regione

Queste saranno le ragioni che i sindacati (Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil Umbria) porteranno all’attenzione della Regione nell’incontro dedicato al cementificio di Spoleto convocato per giovedì prossimo, 22 luglio 2021. “Incontro – concludono i sindacalisti – nel quale sarà richiesta l’attivazione di un tavolo di crisi nazionale dove coinvolgere tutti gli altri siti del gruppo, nei quali sarebbe possibile, come anticipato dall’azienda, collocare eventuali esuberi”.

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