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CASO RADIOLOGIA, SINDACO INCONTRA DG ASL E DR. ENRICO. PANETTO&PETRELLI: CONSIGLIO VUOLE IL PIANO INDUSTRIALE

Redazione

CASO RADIOLOGIA, SINDACO INCONTRA DG ASL E DR. ENRICO. PANETTO&PETRELLI: CONSIGLIO VUOLE IL PIANO INDUSTRIALE

Mar, 08/03/2011 - 01:39

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A parte lo show carnevalesco delle femministe (qui), la seduta odierna (ieri per chi legge, n.d.r.) del Consiglio comunale ha visto l’assemblea impegnata su due problemi alquanto importanti e che hanno conquistato l’attenzione dei media in questi ultimi giorni. Partiamo da quello più recente.

Il ‘caso’ radiologia – quasi tutti i consiglieri oggi hanno fatto sentire la propria voce al sindaco Daniele Benedetti circa il pensionamento ‘forzato’ del primario di radiologia di Spoleto, il dottor Pietro Enrico, che in una lettera aveva denunciato di aver ricevuto più di un “consiglio” da parte del d.g. Gigliola Rosignoli ad anticipare la quiescenza (clicca qui). E sbugiardato la Asl3 che aveva annunciato il suo pensionamento per i raggiunti limiti di età (40 anni di servizio) quando invece lo stimato medico ne ha compiuti neanche 33. Una lettera che ha suscitato un vespaio di polemiche (basta vedere i commenti dei tanti lettori di TO® che hanno voluto dimostrare la propria stima al radiologo) e che ha riacceso i riflettori sul futuro stesso del nosocomio. Durissimo l’intervento del consigliere pd Vincenza Campagnani che, senza mezzi termini, ha dichiarato di “non voler essere connivente di questa situazione”. Ad ognuno dei consiglieri, ma non alla Campagnani, ha risposto il sindaco che ha annunciato di incontrare questa mattina, in due appuntamenti separati, il dottor Enrico e la dottoressa Rosignoli. L’obiettivo, a quanto lascia intendere il capogruppo Grifoni che aveva per primo sollevato il caso, sarebbe quello di ‘congelare’ le dimissioni di Enrico per riammetterlo in servizio. Solo nelle prossime ore comunque si saprà l’esito degli incontri e la decisione adottata. Anche perchè la partita sarebbe più complessa di quello che può sembrare e la stessa d.g. male avrebbe digerito le uscite della politica e dello stesso medico (tanto che c’è chi parla che stia valutando anche una azione penale).

Nuova Panetto e Petrelli – il Consiglio ha poi approvato all’unanimità una mozione sulla industria tipografica spoletina, finita nel vortice del fallimento che ha interessato la capogruppo e che, a quanto può anticipare Tuttoggi.info, andrà all’asta il prossimo 31 marzo davanti al giudice fallimentare di Latina. Sul tavolo ci sarebbe l’interessamento di due cordate: una romana, una spoletina. E lo spettro che dietro alla vendita si possa nascondere l’intenzione di una imponente speculazione ediliza sull’area di quella che è fra le più antiche realtà industriali della città. Nelle ultime settimane l’azienda è stata interessata da un via vai di tecnici e progettisti che fanno capo alle due cordate, accompagnati, a quanto sembra, anche da vecchi personaggi di quella Prima Repubblica che indubbiamente è più dura a morire di quanto sembra. Benedetti su questo però era stato già chiaro: “sbaglia chi pensa di speculare su quell’area, a ridosso delle mura urbiche”, aveva detto il primo cittadino qualche mese fa. A rinforzare oggi quella posizione sono scesi compatti i consiglieri comunali che hanno messo un altro paletto. Senza Piano Industriale, ha detto a chiare lettere il parlamento cittadino, non si darà corso al Piano Attuativo di trasformazione della zona.

Ecco il testo. “Premesso che: 1) in data 8 ottobre 2003 è pervenuta presso gli uffici comunali l’Osservazione al PRG parte strutturale con la richiesta di trasformazione dell’area della Panetto e Petrelli da zona D3 (zona di consolidamento prevalentemente produttivo) in zona MCP (prevalentemente residenziale) con il mantenimento delle volumetrie esistenti; 2) gli uffici hanno ritenuto accettabile tale osservazione; 3) tale osservazione è stata accolta dopo ampio dibattito con una votazione a maggioranza con l’astensione di 6 consiglieri e con il voto contrario di 1 consigliere; 4) il dibattito si sviluppo intorno ad un precedente odg, che di fatto impegnava l’amministrazione a modificare la destinazione d’uso di quei terreni solo dopo che l’azienda avesse mantenuto gli stessi livelli occupazionali ed avesse prima delocalizzato la stessa; Considerato che 1) la richiesta di osservazione al Prg conteneva solo la ‘volontà’ da parte della proprietà di delocalizzare; l’area dell’osservazione è vincolata ad un Piano Attuativo e, nel dibattito si dava mandato al Sindaco Brunini di rendere edotto il Consiglio rispetto al ‘Piano di sviluppo aziendale’ insieme al ‘Piano attuativo’; Tutto ciò premesso i Consiglieri impegnano il sindaco ad avviare le iniziative necessarie affinche al Piano Attuativo venga presentato anche il Piano di sviluppo aziendale e a mettere in campo tutte le azioni politiche affinchè vengano garantiti tutti i livelli occupazionali, auspicando che l’azienda prima delocalizzi la produzione e successivamente metta in campo la legittima realizzazione edilizia”. Intanto dalla Corte di Appello di Roma si apprende che il ricorso presentato dalla capogruppo alla sentenza di fallimento potrebbe essere dibattuto il prossimo mese di luglio.

(Carlo Ceraso)

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