‘Case operaie’ di Viale Ancona, c’è chi vorrebbe lasciarle in bella vista

‘Case operaie’ di Viale Ancona, c’è chi vorrebbe lasciarle in bella vista

Dopo le polemiche per l’abbattimento delle alberature, si pensa ora alla valorizzazione storico artistica del maxi edificio

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Dalle polemiche, spesso sterili a volte futili riversate sui social, al dibattito culturale serio e ponderato. Ha decisamente fatto un ‘salto di qualità’ la vicenda che riguarda l’abbattimento delle alberature di viale Ancona.

Da qualche giorno infatti, tutta la fascia di pini marittimi che costeggiava il muro di recinzione delle cosiddette ‘case operie’ è stato abbattuto: c’è chi grida allo scandalo, chi allo scempio ambientale e persino al deturpamento del paesaggio. Una crociata contro questo ‘abbattimento selvaggio’ che trova però pronta a scattare un’altra crociata, quella storico – culturale che vorrebbe lasciare le cose come sono ora.

Le ‘case operaie’ sono infatti considerate a tutte gli effetti una sorta di patrimonio urbanistico edilizio della Foligno del ‘900: una stecca di fabbricati popolari destinati originariamente proprio ai lavoratori delle mitiche Officine Grandi Riparazioni di Foligno. Un ‘condominio mondo’, quasi un quartiere a se stante tra il centro storico della città antica ed il nuovo quartiere periferico di Sportella Marini. Un’opera che segna un’epoca, in una città come Foligno caratterizzata dai piccoli borghi montani, dai paesini di campagna, e da villette signorili cosparse nell’immediata periferia con un tessuto urbanistico rimasto intatto sino alla prima metà dell’ottocento.

Ora, indiscutibilmente il fabbricato – o meglio ‘caseggiato’ – delle ‘case operaie’ è perfettamente leggibile nel suo stile, grazie alle opere di riqualificazione post terremoto ha assunto, in qualche modo riscattato, una certa linearità ed eleganza. Più che una lunga stecca di case e casette appare come una reggia e si staglia con tutta la sua imponenza su viale Ancona. Ricoprirlo con altre alberature significherebbe occultarlo di nuovo, retrocederlo nuovamente all’anonimato, quasi di dovesse nascondere invece che valorizzare. La questione potrebbe persino approdare in Consiglio comunale, chiamando così in causa l’amministrazione comunale e, non si esclude, la Sovrintendenza dell’Umbria. Da questione ‘ambientale’ quindi, a questione storico artistica.

Intanto i condomini fanno sapere che tutte le operazioni di abbattimento sono state esgeuite di tasca loro in quanto gli alberi stavano diventando un problema per la sicurezza. Le radici avevano ormai compromesso il piano stradale e nonostante ciò erano a richio caduta. Anche le nuove alberature, salvo nuove decisioni a questo punto, saranno ricollocate a carico del maxi condiminio.

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