Cascata delle Marmore, Tomio “Ecco la soluzione per accontentare tutti” - Tuttoggi

Cascata delle Marmore, Tomio “Ecco la soluzione per accontentare tutti”

Sara Fratepietro

Cascata delle Marmore, Tomio “Ecco la soluzione per accontentare tutti”

Intervista al professore che ha legato Terni a Leonardo Da Vinci | Grande evento a Scheggino a maggio
Dom, 26/02/2017 - 11:28

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Valorizzazione della Cascata delle Marmore, polemiche politiche e salvaguardia delle esigenze dell’impianto idroelettrico di Villa Valle: a proporre la soluzione per mettere d’accordo tutti è il professor Luca Tomio, lo storico d’arte milanese (ma che da anni vive nella città dell’acciaio) che con i suoi studi ha legato il nome di Terni a Leonardo Da Vinci.

“Cascata delle Marmore sempre aperta”

cascata_delle_marmore1.jpgTomio replica al capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati, ed ai consiglieri comunali di Terni pentastellati che nei giorni scorsi hanno puntato il dito sullo ‘sfruttamento’ economico (e non turistico) della Cascata delle Marmore e più in generale delle acque in Umbria. E se da Liberati è arrivato l’appello a riaprire il ‘salto’ delle Marmore, proprio mentre la Giunta comunale di Terni ha approvato l’atto che dà il via libera ai matrimoni nell’area della Cascata, lo storico d’arte rilancia: “C’è una soluzione per accontentare tutti, è quella di riaprirla con il flusso minimo sempre. Anche perché Leonardo con il suo disegno non rappresenta la portata massima”.  “Sono comunque contento  – aggiunge Tomio – che la politica ternana inizi a farsi viva sulla valorizzazione della Cascata delle Marmore. Secondo me una soluzione c’è e potrebbe essere risolutiva anche del contrasto che c’è tra i cittadini e il ‘gestore’ della cascata, che ha soppiantato lo scontro che c’era secoli fa tra reatini e ternani. Garantire il flusso minimo vitale potrebbe risolvere tutti i problemi, salvaguardando l’ecosistema ma anche gli interessi della Erg. E sarebbe compatibile con il disegno di Leonardo da Vinci”.

Scheggino fa da trait d’union per la promozione della Valnerina

valcasanaIl dibattito arriva all’indomani della nuova manifestazione del Coordinamento no acquedotto contro l’impianto in via di realizzazione da Pentima a Scheggino. E proprio per promuovere tutta la Valle del Nera, da Terni fino a Norcia, Luca Tomio, insieme al sindaco di Scheggino Paola Agabiti, sta organizzando proprio nel piccolo borgo al confine tra le due province un evento dal titolo “La Valnerina. Da Leonardo da Vinci a San Benedetto”. In programma anche una mostra che verrà inaugurata il 27 maggio. Scheggino, quindi, si appresta a fare da trait d’union del territorio, così ricco di storia, arte e natura. E tra gli elementi più identificativi del territorio, Tomio ricorda l’abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo, che sarà riaperta il 18 marzo. “All’interno c’è il ciclo pittorico più importante dell’Umbria dopo quello di Assisi” spiega lo storico d’arte. Una miniera da valorizzare ancora di più, la Valnerina.

La scoperta casuale e gli elementi  che la confermano

Ma forse è meglio fare un passo indietro. Dalla scoperta che ha destato curiosità e che, se confermata, è destinata anche a cambiare una parte di storia dell’arte. La scoperta che la Regione dell’Umbria ha voluto valorizzare con uno spot andato in onda durante il Festival di Sanremo, rappresentando la Cascata delle Marmore al ‘contrario’, proprio come l’avrebbe raffigurata Leonardo da Vinci nel suo “Paesaggio con fiume” (senza però spiegare ai comuni mortali scelte e motivazioni).

paesaggio-con-fiume-cascata-marmore“Il Paesaggio con fiume (Paesaggio del Valdarno) è un disegno (19 x 28,5 cm) di Leonardo da Vinci, datato 1473 e conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi a Firenze. La data riportata in lato a sinistra (5 agosto 1473) ne fa la prima opera sicuramente datata di Leonardo” si legge su Wikipedia. E appunto fino a qualche mese fa si riteneva che quel disegno rappresentasse un paesaggio della Valdarno. Fino a quando appunto il professor Tomio, dopo studi approfonditi, ha invece individuato in quel paesaggio – il primo disegno che rappresenta scorci di natura senza figure umane – la Cascata delle Marmore. La sua scoperta è stata acquisita e protocollata al ministero dei Beni culturali, con la supervisione prima di Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle arti e del disegno di Firenze, una delle massime istituzioni di storia dell’arte italiane, e poi di Francesco Scoppola, direttore generale dell’educazione e della ricerca del Mibact (già direttore regionale dell’Umbria).

La scintilla iniziale della scoperta – racconta Luca Tomio – la devo a mio figlio di 13 anni. Mentre stavo organizzando a Firenze una mostra su Alighiero Boetti, sono stato invitato a una visita ufficiale agli Uffizi e sono andato con la mia famiglia. Mio figlio più grande, alla libreria degli Uffizi, sfogliando un catalogo su Leonardo, molto candidamente, mentre gli spiegavo che si tratta del primo paesaggio di Leonardo, mi dice: ‘Ma questa non può essere la Cascata delle Marmore?’ E lui aveva identificato lo scasso artificiale, che è appunto uno degli elementi stringenti dell’identificazione. Quando lui mi disse così, io guardai il paesaggio a fianco, e conoscendolo ormai anche io bene questo paesaggio, capii che non si trattava del paesaggio reale, ma che è quello che si trova alle spalle, cioè la valle di Terni, con Papigno. Da lì – prosegue lo storico – sono scattati 6 mesi di ricerche per confermare questa ipotesi iniziale. Sono state fatte ricerche molto complesse sul territorio, tra l’altro ormai molto industrializzato nel corso del tempo. Ma quando alla fine siamo scesi nel cuore della cascata ed abbiamo trovato due dettagli, cioè uno sperone roccioso e un arco calcareo, tuttora presenti, lì c’è stata la conferma”.

Spiega Tomio che “tra l’altro Leonardo rappresenta la reatina aperta e la curiana chiusa, le due cave che sono state sempre contese tra Rieti e Terni (il Cavo Curiano è il canale costruito nel 271 a.C. per far confluire le acque del Velino nel Nera attraverso il salto delle Marmore, il cavo Reatino è invece il nuovo canale realizzato nel 1422, ndr). E lui fotografa quindi la cascata. Stiamo completando i rilievi su Papigno e così come Leonardo lo disegna è compatibile con quello che è rimasto di medievale, nonostante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale”.

Seguiti criteri rigorosi, ora inizia il dibattito scientifico

cascata-delle-marmore-sgarbi-tomio-1“Questa ricerca è stata svolta secondo i più rigidi protocolli scientifici” spiega Tomio. La cui scoperta, o meglio i primi due capitoli della sua ricerca, verrà ora pubblicata sul Bollettino d’arte. Da qui in avanti ci saranno tutta una serie di incontri di studio, alla presenza anche del critico Vittorio Sgarbi (che a dicembre, ad Amelia, ha messo il suo ‘sigillo’ alla scoperta), di Francesco Scoppola, della professoressa Acidini, “che serviranno a fare in modo che la comunità scientifica crei un accordo. Sarà molto difficile smontare la mia ipotesi, quello che ho costruito, come ha anche detto Scoppola, – evidenzia Luca Tomio – ma se arriva qualcun altro che, con gli stessi strumenti miei,  mi viene a dire che sbaglio, vorrà dire che ho sbagliato. Sarà molto difficile, perché le prove a sostegno di questa ipotesi sono particolarmente stringenti, ineccepibili. Ci sono delle prove regine: Leonardo ha fotografato la cascata in maniera incredibile. Non si tratta di una scoperta fatta con dati indiziari, ma ci sono dei dati stringenti molto forti. Ecco quindi il Ministero che interviene, nonostante il dibattito scientifico che si porterà avanti”. Il ricercatore spiega che “il lavoro di ricerca è stato fatto, e continuerà ad essere fatto, secondo criteri molto rigorosi”.

Convegno a Terni il 14 marzo insieme al Mibact

Il primo appuntamento importante per dibattere sulla scoperta e le ultime novità sarà il 14 marzo a Terni, all’Archivio di Stato, alle 15,30. L’incontro, dal titolo “I dintorni di Terni nel paesaggio di Leonardo Da Vinci“, promosso in occasione della Giornata nazionale del paesaggio, vedrà la presentazione – come si legge nel sito del Mibact – dell’immagine ad alta risoluzione del disegno 8p di Leonardo da Vinci, concessa dalla Galleria degli Uffizi – Gabinetto disegni e stampe, al pubblico umbro e ternano in particolare, nel quale è stata riconosciuta dal dottor Luca Tomio la Cascata delle Marmore e la valle di Terni. Parteciperanno all’incontro di studio: l’architetto Francesco Scoppola, direttore generale Educazione e Ricerca Mibact, la dottoressa Luisa Montevecchi, direttore del Segretariato regionale dell’Umbria, la dottoressa Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, il dottor Roberto Lorenzetti, direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, il professor Vittorio Sgarbi e il dottor Luca Tomio.

Leonardo nell’Umbria meridionale, altre opere a sostegno della presenza

Leonardo, però, non avrebbe lasciato le sue tracce del suo passaggio in Umbria soltanto in quel disegno, ma anche in altre sue opere secondo Tomio. Per il quale “adesso non è tanto importante quello che sappiamo, cioè che Leonardo ha disegnato la Cascata delle Marmore, Papigno e la valle di Terni, ma quello che ancora non conosciamo. Per me in questa fase – spiega – è molto più importante quello che non so. Perché Leonardo ha fatto quel disegno? Perché ha accostato la cascata con la valle di Terni? Perché è venuto a Terni a fare quel disegno? Da dove è venuto? Questi sono gli argomenti che a me maggiormente stimolano e sono quelli che, sempre insieme a Scoppola e al ministero, porteremo avanti come linee di ricerca”.

Proprio la supervisione dell’ex direttore regionale dei beni culturali dell’Umbria è stata fondamentale nell’attività di ricerca, grazie alla sua esperienza ed alla conoscenza del paesaggio umbro. “Mi sta dando tutta una serie di indicazioni che poi trovano rispondenza e stiamo trovando altri paesaggi” rivela lo storico d’arte. “A seguito di queste aree di non conoscenza – sostiene – ci sono riscontri che confermano la scoperta. Ad esempio il paesaggio nel Battesimo di Cristo, conservato agli Uffizi, è tutto un paesaggio dell’Umbria meridionale, dove compaiono la guglia di Cesi, lo sperone ancora della Cascata e il lago di Piediluco”. Secondo Luca Tomio Leonardo avrebbe visitato l’Umbria meridionale ed il reatino accompagnato da altri artisti, come il Perugino e Piermatteo d’Amelia. E nella Madonna dei fusi conservata ad Edimburgo ci sarebbe il ponte della Para di Amelia.

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