Capitali italiane cultura, è ufficiale c’è anche Orvieto-Todi/”Febbre” da candidatura

Capitali italiane cultura, è ufficiale c’è anche Orvieto-Todi/”Febbre” da candidatura

Rossini "Territori aperti per spiazzare i campanili"/Germani "Coerenti con la Regione"/Cardarelli"Spoleto crocevia culturale"/Mismetti "Buona ricognizione"

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E così, a fine corsa, Orvieto e Todi si candidano insieme a Capitali Italiane della Cultura per il 2016 e il 2017. Le due città, attraverso un progetto congiunto, hanno presentato ufficialmente la manifestazione di interesse per partecipare alla fase di selezione dell’apposito bando lanciato lo scorso 12 febbraio dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Ne avevamo parlato qualche giorno fa, da queste colonne, come di una eventualità. Ed invece oggi scopriamo che il progetto era in costruzione da alcune settimane ed ha visto una strettissima collaborazione tra gruppi di lavoro delle due città.
Contenuti e finalità dell’idea progettuale, denominata “Orvieto e Todi. Tra antichi campanili e nuovi ponti culturali”, sono stati illustrati dal Sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e dal Sindaco di Todi Carlo Rossini nella conferenza stampa svoltasi questa mattina nella Sala della Giunta comunale di Todi. Presenti all’incontro anche Vincenzina Anna Maria Martino, Assessore alla Cultura del Comune di Orvieto, Andrea Caprini, Assessore alla Cultura del Comune di Todi, ed il gruppo di lavoro che collaborato alla stesura del progetto.
“Obiettivo del progetto – si legge in una successiva nota stampa dei due Sindaci – è avviare un percorso di progettazione condivisa e di promozione integrata per accrescere le potenzialità delle due città in termini culturali, promozionali e turistici. Con questa iniziativa, uniamo le nostre forze per raggiungere un traguardo comune costruendo ponti culturali tra le due città. Si tratta di un’occasione importante che Orvieto e Todi, forti della tradizione comune, provano a cogliere insieme”
Ed in effetti un primo passo che potremmo definire “off” è sicuramente quello di due realtà territoriali che si uniscono in un progetto comune, in una regione sostanzialmente divisa su molti temi generali, senza contare poi quelli particolari o di dettaglio, nei quali si sfiora “La solitudine dei numeri primi” parafrasando il titolo del fortunato libro dello scrittore Paolo Giordano.
Aldilà delle intenzioni generali e generiche il sindaco Rossini per primo tenta di dare muscolatura ad una scelta che da ultima spiazza ancor di più una regione come l’Umbria che, dall’apertura del bando è riuscita a piazzare 4 candidature (ci sono anche ricordiamo Foligno e Spoleto). “Apriamo il fronte culturale per spiazzare i campanili”, soffia Rossini quasi sornione riferendosi, chissà, a lotte precedenti tra Orazi e Curiazi tuderti e orvietani. Se voleva poi fare un discorso a “suocera perchè nuora intenda”, certamente i campanili hanno già la febbre alta sia a Foligno che a Spoleto.
“Ci siamo convinti di questa scelta- aggiunge ancora Rossini- comparando anche gli ultimi 5 anni di presenze turistiche sia di Todi (160mila ca.) che di Orvieto (220mila ca.) e pensando che tutto questo potesse coniugarsi con l’approssimarsi del Giubileo proclamato da Papa Francesco”.
In verità a Todi recentemente sulle cifre delle presenze turistiche si era messo in moto un balletto polemico a causa di 17mila turisti cinesi (circa) che sono contabilizzati, ma dormono una sola notte nel territorio e poi fuggono senza nemmeno accennare la salita. Un economia “fuggi e fuggi”.
Ma qualcosa di positivo c’è e lo ribadiscono sia il sindaco Germani che Rossini e l’assessore Martino, “Male che vada, rimarrà una progettualità importante che servirà in futuro”.
Almeno questa volta lo si sente dire in anticipo e non alla fine, come è successo a Perugia sconfitta da Matera. Li, oltretutto, c’erano da giustificare qualche centinaio di migliaia di euro tra compensi in progettazione e personale impiegato nella gioiosa macchina da guerra messa in moto. A Todi e Orvieto si lavorerebbe volontariamente. E tra i progettisti spunta anche l’Accademico dei Lincei, Prof. Enrico Menestò, che pur legato a due territori coinvolti nella gara, Spoleto (con il Cisam) e Todi per via del Centro Studi sul Basso Medioevo, mette comunque a disposizione la sua riconosciuta capacità progettuale.
Domandiamo ai sindaci se l’essere in 4 a concorrere non sembra loro una cosa “strana”, tanto più che l’esordio della conferenza stampa era stato proprio sulla volontà di non alimentare i campanili. Ci risponde il primo cittadino di Orvieto, Germani, sostenendo che il progetto Todi-Orvieto ha le sue peculiarità ed apre ad un nuovo modello di collaborazione, oltretutto coerente con il piano di promozione integrata della Regione. Come a dire che “Come potete giudicar…chi vi credete che noi siam…”.
E sia ! Intanto dalle altre città concorrenti arrivano echi di fermento progettuale in corso.

A Spoleto, ad esempio, a breve ci sarà un incontro pubblico dove si potrà apprezzare il progetto frutto del concorso di oltre 100 “idee” inviate all’amministrazione dalla società civile dopo l’appello del sindaco Cardarelli. Sindaco che proprio oggi, in una nota stampa anticipa il titolo “Spoleto porta delle culture. Città modello di pace e civiltà”.
E lo stesso aggiunge, “Come amministrazione crediamo che non esistono politiche culturali se non mediante il coinvolgimento e la considerazione di ogni disciplina e di tutti i cittadini. Il programma presentato esibisce una Spoleto ideale, città d’arte e cultura, dove migliaia di anni di storia si sono stratificati in ‘segni’ di fortissimo pregio artistico, architettonico, paesaggistico e dove la cultura e l’arte sono risorse centrali n ogni scelta. Gian Carlo Menotti, 58 anni fa, creò il Festival dei 2 Mondi, confronto pacifico delle culture del mondo, facendo divenire Spoleto la linea franca tra est e ovest. Oggi i mondi si sono moltiplicati e Spoleto si ripropone come crocevia, come mediatore, come porta di pace per ogni popolo, cultura, tradizione, religione; una Spoleto, oggi iscritta all’Unesco, certificata Emas,  modello di civiltà e aperta al dialogo. Il progetto è rappresentato dal Teodelapio di Alexander Calder (i lavori di restauro della scultura iniziano proprio in questi giorni ndr.), un segno importante della nostra modernità capace di mediare tra il presente, il passato e il futuro”.
 “Vorremmo vincere la sfida– conclude Cardarelli- convinti che svilupperebbe il settore delle industrie della cultura ed il turismo con una prevedibile crescita sociale ed economica. La costruzione del progetto ha ottenuto un grande risultato: è stata occasione di confronto tra istituzioni e cittadini, il prodotto presentato è una sintesi di creatività ed impegno collettivo. Sono orgoglioso, come sindaco, di aver avuto tante adesioni di sostegno alla candidatura, ringrazio la struttura comunale, in particolare la coordinatrice e redattrice del progetto Antonella Quondam Girolamo e soprattutto il mio grazie va a quanti hanno lavorato con tenacia ed impegno al programma presentato al MiBACT: cittadini, associazioni, enti che hanno inviato progetti e contributi”.
Ha lavorato sodo anche la candidata Foligno, seppure è stato chiaro sin dalla presentazione ufficiale del progetto, da parte del sindaco Mismetti e del vicesindaco Rita Barbetti, che lo scopo principale di Foligno Capitale Italiana della Cultura era quello di lavorare alla ricognizione progettuale del patrimonio culturale del territorio, operazione mai effettuata con criterio organico prima d’ora. Una sorta di mappa del tesoro. Più che una proposta, un report (in questo link il Dossier della candidatura) partendo da Gentile da Fabriano e l’influenza del gotico a Palazzo Trinci, tanto per dare un tocco di internazionale, passando dalla stampa della prima copia della Divina Commedia di Dante, puntando forte sul sistema museale folignate che conta almeno 10 esposizioni (una per tutti, la fantastica Calamita Cosmica di Gino De Dominicis all’ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata ndr.), solo considerando quelle gestite dal Comune. Il tutto condito dalle tante manifestazioni che durante l’anno tengono vivo il tessuto sociale cittadino e richiamano attenzione da ‘fuori confine’, dalla Quintana a scendere. Un buon resoconto che, comunque vadano le cose, sarà messo a disposizione di cittadini e turisti – e che “è importante perché ci dà la consapevolezza del grande risultato svolto in questo settore” ha detto il sindaco Mismetti.
Sulla qualità dei progetti c’è ancora tempo per discutere. Su una cosa però era meglio avere le idee chiare sin dall’apertura del bando nel febbraio scorso, ovvero un migliore coordinamento politico delle candidature che avesse spinto i singoli amministratori a mettere sul piatto il loro territorio per formare un progetto unico molto forte, aldilà di chi fosse il capofila.

E ora rimaniamo in attesa di vedere che fine farà la Banda dei Quattro. 

Il progetto Todi-Orvieto in sintesi
Partendo dalla riqualificazione, con risorse già disponibili, di spazi storici per l’informazione turistica, e dalla valorizzazione di luoghi simbolo delle due città, il progetto intende condividere linee strategiche di promozione dei territori, valorizzando il patrimonio storico-artistico presente anche attraverso iniziative culturali che verranno proposte e condivise nelle due città.
Il paesaggio e l’enogastronomia contribuiranno allo sviluppo di percorsi di visita e soggiorno integrati.
Il progetto intende esaltare anche la vocazione spirituale dei due centri, attraverso i luoghi simbolo del miracolo eucaristico ad Orvieto e la presenza a Todi del Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, che ha da poco celebrato la Beatificazione di Madre Speranza di Gesù.
Obiettivi generali del progetto
– Avvio di una progettazione integrata e di una pianificazione strategica condivisa sul versante culturale tra le Amministrazioni di Orvieto e Todi
– Condivisione di percorsi culturali, spirituali e di valorizzazione del territorio, ad integrazione ed incremento dei percorsi turistici già in essere
– Individuazione e sviluppo di azioni di promozioni comuni
– Rafforzamento delle capacità di accoglienza e di informazione turistica, anche attraverso processi di rigenerazione e riqualificazione urbana
– Incremento dei flussi turistici
– Sviluppo e valorizzazione delle industrie culturali e creative
Obiettivi specifici del progetto
Valorizzazione dei punti di accoglienza e informazione turistica (I.A.T.)
Lo I.A.T. sarà oggetto di una totale riconversione secondo le linee guida della Regione Umbria, quindi un ufficio non più statico ma proiettato all’estero, per offrire un servizio di accoglienza dinamico, veloce ed esaustivo.
In quest’ottica è prevista la realizzazione di nuovi punti di informazione turistica ad Orvieto (presso la Chiesa di San Giacomo e l’Area del Pozzo di San Patrizio) ed a Todi (nell’area dei Portici e dei Voltoni dei Palazzi Comunali).
Riqualificazione urbana dei centri storici
Il progetto prevede il recupero e la valorizzazione dei Palazzi Simoncelli, del Popolo e dei Sette ad Orvieto, e della Porta della Valle (nota come Porta Orvietana) e del Complesso delle Lucrezie a Todi.
Territorio e paesaggio: valorizzazione dei percorsi tematici
– “Il Fiume Tevere antica terra di confine, oggi di unione”
– “Orvieto – Todi: la strada della montagna, tra castelli, torri e forre”
– “Parco Botanico Montecristo”
– “I Circuiti del paesaggio”
– “Via Amerina”
Valorizzazione dei percorsi enogastronomici
Percorsi enogastronomici tra cantine, frantoi, agriturismi e ristoranti
Offerta culturale e turistica (eventi e manifestazioni, mostre, convegni)
Accanto al programma delle manifestazioni ed eventi annuali a Todi ed Orvieto, si aggiungeranno iniziative culturali specifiche che facciano da collante tra le due città con mostre dedicate a temi e personaggi protagonisti di storie e vicende comuni ad entrambe i centri (“Il Marte e il fulmine sepolto”; “Orvieto-Todi: le vie d’acqua tra Etruschi e Romani”; “Ferraù Faenzone e la maniera romana”; “1617-2017. Per i 400 ani dalla morte di Ippolito Scalza”) e convegni su Niccolò Cusano, Il Concilio Lateranense IV, Salimbene De Adam e La medicina nel basso Medioevo.
Spiritualità: percorsi di arte e fede
Con la valorizzazione del percorso di fede Bolsena-Orvieto-Todi, le due città si propongono come centri pilgrim friendly per ospitare il moderno pellegrino sulle antiche vie della spiritualità umbra, legandole a nuovi percorsi di arte e fede quali la valorizzazione del percorso di fede Bolsena-Orvieto-Todi-Collevalenza.

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Foto: Tuttoggi.info
 

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