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Capitale della Cultura Europea / Le reazioni

Redazione

Capitale della Cultura Europea / Le reazioni

Romizi deluso / Marini "progetti a cui non rinunceremo"
Sab, 18/10/2014 - 10:41

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Arrivano alla spicciolata le reazioni del mondo della politica dopo la nomina di Matera a Capitale della Cultura Europea per il 2019. La Marini commenta con un leggero ritardo, quasi due ore dopo l’annuncio, impegnata a Perugia con Orfini. “Il lavoro svolto per la candidatura di Perugia a capitale europea della cultura resta un lavoro prezioso e rappresenta un patrimonio di idee, studi e progetti cui non rinunceremo”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, commentando la decisione della commissione di valutazione che ha scelto Matera, tra le sei città italiane candidate, quale Capitale europea della cultura per il 2019.
“Si tratta di un grande lavoro che non può certamente andare disperso, ha affermato la presidente. Esso costituisce un prezioso patrimonio di programmazione che sarà molto utile per le politiche regionali di sviluppo”.
“Vorrei per questo rivolgere un ringraziamento sincero a tutti quanti hanno creduto e lavorato per questo progetto, a cominciare dal presidente della fondazione Perugia-Assisi, Bruno Bracalente, e tutti i collaboratori della stessa fondazione che hanno con grande generosità, competenza e serietà speso le loro migliori energie al servizio della candidatura”.
“Così come rivolgo un augurio sincero alla città di Matera, vincitrice della candidatura a capitale europea della cultura, che, nel 2019, rappresenterà l’Italia”.

Romizi cerca di riprendersi dalla delusione, per un progetto che in fondo non è stato partorito dalla sua maggioranza, e che lui ha di fatto solo ereditato. “La delusione deve cedere il posto alla convinzione, all’ energia, all’ ottimismo con cui vogliamo affrontare il futuro della città. Facciamo i complimenti a Matera, ma pensiamo di non avere nulla di meno da offrire all’ Europa rispetto a chi ha vinto. In ogni caso, ci siamo giocati questa partita bene e fino in fondo.
La candidatura ha rimesso in gioco tutta la città, con Assisi ed il resto della regione. Ha creato entusiasmi e voglia di essere parte di un progetto affascinante, ha sprigionato creatività. Ha prodotto idee sulle quali ora sta a noi lavorare.
Grazie a tutti coloro che vi hanno lavorato. Grazie a quelli che ci hanno creduto. Se conserviamo lo stesso spirito, possiamo fare ugualmente di Perugia una capitale culturale di questo Paese”.

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