Capanne, detenuto si uccide | Scoppia la rivolta, bruciati materassi

Capanne, detenuto si uccide | Scoppia la rivolta, bruciati materassi

Ancora episodi di violenza all’interno del penitenziario perugino denunciati dai sindacati della polizia penitenziaria | Aggiornamenti


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Ancora episodi di violenza nel carcere di Capanne. Questa mattina una detenuto tunisino di 30 anni si è tolto la vita nel reparto di isolamento. A dare la notizia Angelo Romagnoli, vicesegretario regionale del sindacato della polizia penitenziaria Osapp. Che racconta anche di ulteriori episodi di violenza subiti dalla polizia penitenziaria, dopo il grave episodio di alcuni giorni fa, quando un agente è stato tenuto sequestrato per mezz’ora da tre detenuti che lo minacciavano con una lametta.

Questa volta a subire la violenza è stata un’assistente di polizia penitenziaria, spintonata e schiaffeggiata da una detenuta che si era fatta aprire la cella con il pretesto di dover fare una telefonata alla propria famiglia.

Nessuno è rimasto invece ferito per la furia di un detenuto appena giunto a Perugia da Roma, che ha sfasciato la sua cella, rompendo il wc e minacciando gli agenti con i pezzi di ceramica. L’uomo è stato prontamente fermato. Situazioni che dimostrano come sia ormai insostenibile la situazione all’interno del carcere di Capanne, dove i sindacati di polizia penitenziaria da tempo lamentano la carenza di organico.

Nella giornata di venerdì, però, la situazione nel penitenziario si è fatta più complicata, con i detenuti che hanno iniziato ad incendiare materassi in segno di rivolta. Secondo quanto ricostruito da Francesco Bonino del Sappe, all’interno del carcere si sarebbe diffusa la falsa notizia che il detenuto tunisino morto in mattinata fosse stato ucciso. Da qui la rivolta, con la situazione che nel giro di poche ore è tornata alla normalità. “Direttore e comandante del carcere – spiega Bonino – hanno disposto per il personale di polizia penitenziaria in servizio di disporsi in assetto anti-sommossa, ma per fortuna non è stato necessario intervenire. Certo, avere propalato una notizia falsa è stato assurdo e folle, ma la polizia penitenziaria ha saputo fronteggiare anche questi drammatici eventi”.

La Uil Pa Umbria, invece, spiega come “i detenuti hanno bruciato materassi, lenzuola e coperte, hanno lanciato oggetti ed hanno rumoreggiato sbattendo oggetti contro le sbarre”. Una rivolta che ha interessato due sezioni del carcere.

E intanto il segretario generale del Sappe, Donato Capece, preannuncia una assemblea pubblica del sindacato ed una conferenza stampa fuori del carcere di Capanne la settimana prossima.

(aggiornato alle ore 21.30)

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