Caos tra i commercianti a Tuoro / Fino a 20 mila euro di Tares / Sindaco, "Ci siamo sbagliati, li aiuteremo a pagare" - Tuttoggi

Caos tra i commercianti a Tuoro / Fino a 20 mila euro di Tares / Sindaco, “Ci siamo sbagliati, li aiuteremo a pagare”

Redazione

Caos tra i commercianti a Tuoro / Fino a 20 mila euro di Tares / Sindaco, “Ci siamo sbagliati, li aiuteremo a pagare”

Gio, 19/12/2013 - 09:10

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Una tassa della discordia è proprio il caso di dirlo. Almeno a Tuoro. Dove da giorni cittadini infuriati si recano in Comune sventolando le cartelle Tares. Si perchè a causa di un errore, come gli stessi amministratori lo hanno definito, alcune attività si sono viste arrivare bollettini esorbitanti. Attività artigianali con conti da 20 mila euro. Un negozio di fiori si è visto chiedere 4 mila euro e i bar in media 3 mila e 500.

Tariffe esorbitanti. Così osservando dal sito del Comune le tabelle si nota che le categorie più colpite dalla tassa su raccolta e smaltimento rifiuti sono tre: Ristoranti (pizzerie, osterie e pub), bar (caffè e pasticcerie), ortofrutta (pescherie e fiorai). Rispettivamente con quote fisse che superano i 17, 13 e 22 euro e quote variabili da più di 4, 3 e 6 euro. Facendo rapidi calcoli sui metri quadri di un'attività media e raffrontandoli con quelli degli altri Comuni emerge che i ristoranti a Tuoro sono arrivati a pagare 23 euro al mq mentre a Panicale 7 e a Castiglione del Lago 11. I bar pagano 17 euro al mq e a Castiglione del Lago 10. I negozi di fiori a Tuoro pagano 29 euro al mq e a Castiglione del Lago 11.

Qualcosa non va. Il panico tra cittadini ed amministratori è scattato immediatamente e la furia si è manifestata proprio durante una riunione della giunta che si è vista interrompere dai commercianti infuriati. E' bastato poco per capire che qualcosa effettivamente non andava. Il Comune di Tuoro è stato tra i primi ad approvare il bilancio di previsione. Tuoro lo ha votato nel mese di settembre, fissando per la Tares le tariffe minime che in quel momento erano in vigore. Le cose poi però sono cambiate. Gli altri Comuni che non avevano ancora approvato il bilancio hanno così potuto applicare tariffe diverse, più basse per le tre categorie di riferimento. Tuoro invece si è trovato incastrato senza poter più rimettere mano al bilancio. Il mistero è legato anche alla circolare sulla possibilità di modifica delle tariffe che non sarebbe mai arrivata sul tavolo degli amministratori. Qundi si c'è stato un errore, ma non di quelli che si possono cancellare, al massimo rimediare. Cioè le cartelle non verranno annullate, quelle sono e quelle restano, soltanto che il Comune cercherà di mettere una “toppa”.

Chi pagherà? Qualcuno pagherà sicuramente. Prima di tutto i cittadini ma “si deve mantenere la calma” fanno sapere dal Comune perchè c'è tutta la volontà di risolvere la questione. Si procederà già il 27 gennaio con un consiglio comunale sul tema durante il quale si voterà per reperire da altre voci di bilancio una cifra (che potrebbe aggirarsi sui 40 mila euro) da utilizzare per abbassare le tariffe spropositate delle categorie colpite. Eppure qualcuno ha sbagliato questo è certo e potrebbe essere già in partenza qualche provvedimento disciplinare. Ma su questo nessuno vuole dare conferma.

L'assemblea. Intanto questa sera alle 21 a Tuoro si terrà un'assemblea pubblica organizzata dalla minoranza alla quale però hanno già assicurato la presenza gli amministratori per spiegare quello che è accaduto. Parteciperanno anche associazioni di categoria.

Più virtuosi. “Quanto accaduto – spiega il sindaco Mario Bocerani – merita delle spiegazioni. Siamo al servizio dei cittadini e la nostra funzione è fare i loro interessi. Capisco che non sarà facile spiegare la buona fede con cui è avvenuto l'errore ma siamo pronti a fare il possibile per riparare. Siamo già al lavoro. Se verrà riconosciuta una responsabilità questa non verrà sottaciuta o ignorata. Per prima cosa però dobbiamo rimediare”. E pensare che proprio a Tuoro era recentemente andata la medaglia di Comune più riciclone, per non parlare delle tariffe per uso domestico. Tra le più basse dell'Umbria.

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