Caos Poste, sede via Gramsci chiude 7 giorni ma ufficio via Togliatti resta aperto a singhiozzo - Tuttoggi

Caos Poste, sede via Gramsci chiude 7 giorni ma ufficio via Togliatti resta aperto a singhiozzo

Davide Baccarini

Caos Poste, sede via Gramsci chiude 7 giorni ma ufficio via Togliatti resta aperto a singhiozzo

Mar, 24/05/2022 - 11:21

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Ancora disservizi negli uffici di Città di Castello, la sede principale resterà chiusa per lavori fino al 29 maggio ma quella in via Togliatti non cambia ancora orari (aperta solo 3 mattine a settimana da 2 anni), Secondi scrive a Poste Italiane "Serve aumentare ore in questo ufficio"

“Ufficio postale chiuso per lavori fino al 29 maggio”. Da ieri (lunedì 23 maggio) è spuntato questo cartello all’ingresso della sede principale di Poste Italiane in via Gramsci, a Città di Castello.

Sicuramente non una buona notizia per tutti gli utenti tifernati, che oggi stesso ad esempio – data la chiusura del martedì dell’altro ufficio di via Togliatti (al centro commerciale Belvedere) – dovranno recarsi in altre sedi (magari Cerbara o Lerchi) per effettuare le varie operazioni. Non certo una comodità, specie per i clienti più anziani.

Una situazione che permarrà almeno fino a lunedì 30 maggio, quando la sede di via Gramsci riaprirà. Sì perché con questo disservizio torna prepotentemente a galla proprio il problema dell’altro ufficio postale di via Togliatti, aperto ormai da due anni solo per tre mattine a settimana (“orari anti Covid”): nello specifico il lunedì, mercoledì e venerdì (dalle 8.20 alle 13.35).

Proprio per questo, ieri mattina, le sollecitazioni dei cittadini hanno spinto il sindaco Luca Secondi a scrivere (nuovamente) ai responsabili territoriali di Poste Italiane, tornando a chiedere proprio di aumentare le ore di apertura della sede dell’ufficio al centro commerciale Belvedereal fine di evitare disagi all’utenza del capoluogo e stante sopratutto la chiusura dell’ufficio di Via Gramsci“.

Il caso della sede di via Togliatti era stato già affrontato in Consiglio comunale lo scorso aprile, con il consigliere Minciotti che aveva chiesto l’immediato ripristino degli orari pre-Covid, ormai in vigore dal 25 maggio 2020 nonostante l’emergenza sia finita da due mesi.

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