Buco di bilancio a Spoleto, Benedetti "Non lascio, per la città sarebbe il caos" - Tuttoggi

Buco di bilancio a Spoleto, Benedetti “Non lascio, per la città sarebbe il caos”

Redazione

Buco di bilancio a Spoleto, Benedetti “Non lascio, per la città sarebbe il caos”

Mer, 02/10/2013 - 19:50

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Carlo Vantaggioli – Jacopo Brugalossi

Per la vicenda del buco di bilancio, o disavanzo che dir si voglia, l'ora è grave e le circostanze impongono un tono ed un atteggiamento consono. E così il sindaco Daniele Benedetti si presenta alla stampa nel “ridotto” del suo ufficio a palazzo comunale. Una enclave di sicurezza nella quale dire con la giusta impostazione quello che è accaduto da qualche mese a questa parte, scardinando ogni certezza della gestione amministrativa della sua Giunta proprio nell'attimo finale della legislatura, quando ogni azione risente della necessità di far vedere risultati prima della prossima campagna elettorale.

Abbandonato il maglioncino alla Marchionne dei primi tempi, quando tutto era sotto la luce potente del “sol dell'avvenire”, si è optato per una voce gregoriana dal registro basso, eloquio salmodiante e scandito, occhio semilucido, camicia e cravatta PD-Style, come quando i giaguari di bersaniana memoria giravano sul tetto, circondato dal rassicurante affetto dei fedelissimi Juri Cerasini, Battistina Vargiu, Margherita Lezi, e il vice Stefano Lisci. Con loro anche il segretario comunale Rggeri, e i dirigenti Stefania Nichinonni, Giuliano Maria Mastroforti e Vincenzo Russo.

Il succo della faccenda è chiaro: se il banco saltasse oggi con le sue dimissioni e con il commissariamento del Comune, le conseguenze per Spoleto e gli spoletini sarebbero disastrose. Sintetizza Benedetti, “aliquote massime per almeno 5 anni (Imu inclusa ovviamente), i costi di gestione delle palestre che il comune copre all' 87% finirebbero garantite solo al 64% e gli asili nido coperti per il 50% finirebbero al 30, ovvero in soldoni da 440 euro a più di 600″, tanto per citare qualche voce di quelle che contano in una famiglia media.

Le scaramucce stellate – Come detto il sindaco ha ricevuto la stampa nel suo ufficio, lasciando a bocca asciutta i consiglieri di minoranza e i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle che si erano presentati nella Sala dello Spagna con tanto di magliette con la scritta “Tutti a casa” (nelle foto). Non c'era migliore occasione per dare visibilità ad una protesta, vista la presenza di tutta la stampa. Ma il primo cittadino evidentemente voleva fare un discorso filato e senza incidenti di percorso, come interruzioni, cori o attacchi fuori tema. L'argomento in verità necessitava di “ragionieristica” puntualità. E così è stato. Ma i Grillini e l'opposizione se la sono presa a male e i cori si sono scatenati lo stesso. Qualcuno di loro, per la verità non proprio di primo pelo politico, ma simpaticamente per carità, incitava i giornalisti a non andare alla conferenza, aggiungendo anche che gli stessi avrebbero dovuto pretendere che il sindaco venisse coram populo. Ma come è noto, quello del giornalista non è proprio il tipo di mestiere che fa sognare il Movimento 5Stelle. Ora poiché qualcuno dovrà pur raccontarle le cose, è finita con qualche schiamazzo in più e con la conferenza iniziata leggermente in ritardo alla presenza di 2-3 Vigili Urbani e un paio di Agenti di Polizia alla porta, tanto per la cronaca.

Il “Tutti a casa” è un messaggio che evidentemente il primo cittadino non ha recepito, vista la ferma e dichiarata intenzione di continuare a lavorare “per il bene della città”. Perché, questo Benedetti lo ha sottolineato a più riprese, “la gestione allegra delle finanze e il disavanzo che questa ha generato non sono imputabili a questo corso politico, semmai a quelli precedenti”. Chiaro il riferimento al suo predecessore, e forse qualcuno in più, sullo scranno di sindaco, anche se il nome del “convitato di pietra” non è mai stato proferito. “I maggiori scostamenti si sarebbero verificati nei primi anni 2000, ben prima che questa giunta si insediasse”, ha sentenziato Benedetti.

“Dai dati del consuntivo 2009 – prosegue il sindaco – si evince chiaramente che è impossibile che il buco di 9,7 milioni sia stato creato esclusivamente o principalmente da questa amministrazione per un motivo: i minori trasferimenti totali sono di 6 milioni che si dividono in tagli dal 2009 al 2013. Per intenderci più di un milione all'anno che in un posto come Spoleto fanno una certa differenza. A novembre scorso dopo una verifica sui primi dati dell'IMU il Ministero dell'Economia comunica anche di dover tagliare per ulteriori 700mila euro, cifra che si è dovuta trovare in meno di due mesi. Inoltre il materiale contabile oggetto dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Spoleto è quello relativo al 2008-2012, motivo per cui nei giorni scorsi ci sono state interlocuzioni in merito con la stessa.”

E così la ricetta da mettere in campo, e di cui si vociferava da giorni è questa, “un piano di rientro triennale per appianare il disavanzo che, ricade per il 50% sulla spesa corrente e per l’altro 50 in conto capitale. Un piano che ha già ottenuto la benedizione del Direttore Generale del Ministero degli Enti Locali e della Finanza Pubblica (che sindaco, segretario generale e dirigente Rifco hanno incontrato venerdì scorso ndr.), e che dovrebbe necessariamente produrre una riduzione della spesa corrente”.

A strettissimo giro il sindaco predisporrà con i suoi più stretti collaboratori una Road Map fatta di incontri con cittadini, associazioni di categoria, forze politiche di maggioranza e opposizione e persino con gli assessori dimissionari, chiedendo loro una presa di responsabilità. Il problema è che gli spazi di manovra appaiono strettissimi, considerato che sul sindaco pesa la mozione di sfiducia firmata da tutti i consiglieri di opposizione a cui ieri pomeriggio si è associato Marco De Angelis (Spoleto Città Unita per Daniele Benedetti, ops!). Considerando che il consiglio comunale dovrebbe essere convocato entro 20 giorni dalla presentazione della mozione – per discutere della stessa – ecco che Benedetti avrebbe a disposizione meno di due settimane per mettere in atto quanto annunciato. In consiglio poi, con la defezione di De Angelis, il rischio di sfiducia appare aritmeticamente certo.

Eppure il sindaco non molla, deciso a scongiurare la venuta del commissario straordinario. Non mancano parole affezionate anche per i dipendenti comunali che, “non sono ladri”. Aggiunge poi “Non accetto che si sia fatto di tutta l'erba un fascio sui dipendenti, non si può pensare di mettere sulla graticola il singolo impiegato che tutti i giorni viene a lavorare per la città e non si sente affatto ladro”.

Benedetti non vuole fuggire dalle responsabilità, ma con stile “scudocrociato” spiega “Abbiamo la responsabilità di esserci fidati di atti firmati da tecnici correndo dietro a quotidianità dei tagli senza porci il problema se quei residui potevano essere minori rispetto a quelli poi venuti fuori nel riaccertamento. Su questa scorta vengono chieste le dimissioni del sindaco, ma io non mi sento uno che fugge di fronte a responsabilità. E non ritengo che chi è andato via invece l'abbia fatto. Quelli che sono qui si prendono responsabilità per un piano di rientro. Tutto si può pensare meno che Spoleto sia soggetta a commissariamento senza almeno aver cercato prima un piano di rientro”. Insomma la morale sembra essere “se non ci si può fidare nemmeno dei dipendenti più stretti…”.

Anime “diversamente” ostili – Benedetti dovrà fronteggiare anche le anime ostili interne al PD che ieri sera alla direzione comunale si sono fatte sentire in una riunione durata fino alle 1.30 di notte, durante la quale non sono mancati momenti di forte tensione. Da una parte restano quelli che vorrebbero il commissariamento (per scrollarsi di dosso la prossima questua ai cittadini?), dall'altra quelli che ritengono giusto metterci la faccia e non abbandonare il campo in virtù anche di una situazione generalizzata dei disavanzi presso gli enti locali. Se è vero infatti che Spoleto vanta un disavanzo procapite di circa 256 euro a cittadino (neonati e ottuagenari inclusi), non sta meglio Roma, solo per fare un esempio, con ben 321 euro procapite di debito. E così Torino, Napoli etc etc.

Quello che Benedetti non ha detto e che invece andrebbe spiegato alla cittadinanza è a che punto sono i procedimenti per l'accertamento delle responsabilità per avviare le azioni risarcitorie. Perchè il rischio grosso è che i cittadini pagheranno la mala gestio e chissà quando invece lo faranno gli eventuali responsabili, i cui soldi non verranno certo restituiti al semprefesso contribuente.

Benedetti ora ha pochi giorni per chiuidere la partita e convincere il Consiglio comunale ad approvare i prossimi provvedimenti finanziari: il tutto prima del 14 di ottobre giorno ultimo in cui si dovrà votare l'eventuale sfiducia alla giunta. Certo è che se Benedetti volesse guadagnare più tempo, potrebbe presentare prima di questa data le proprie dimissioni che gli darebbero altri 20 giorni di respiro prima della fine, arrivando così, ora più ora meno, al 2 novembre. Amen!

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