BRUSHWOOD: IL ‘GIALLO’ DELLE SOFFIATE. LA REAZIONE DI TRUPIANO. FABIANI “C’E’ CHI GIOCA SULLA PELLE DEI NOSTRI FIGLI” - Tuttoggi.info

BRUSHWOOD: IL ‘GIALLO’ DELLE SOFFIATE. LA REAZIONE DI TRUPIANO. FABIANI “C’E’ CHI GIOCA SULLA PELLE DEI NOSTRI FIGLI”

Redazione

BRUSHWOOD: IL ‘GIALLO’ DELLE SOFFIATE. LA REAZIONE DI TRUPIANO. FABIANI “C’E’ CHI GIOCA SULLA PELLE DEI NOSTRI FIGLI”

Gio, 01/11/2007 - 15:49

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Se già all’indomani dell’arresto dei cinque spoletini nell’ambito dell’operazione Brushwood era calato l’interesse della stampa nazionale, quella locale continua, ovviamente, ad interessarsi al ‘caso’ che ha scosso l’intera opinione pubblica della città del festival e, più in generale, dell’Umbria. Una situazione che ha visto arrivare nelle redazioni, come al carcere di Capanne, decine e decine di lettere di solidarietà ai cinque ragazzi che, al netto delle responsabilità che saranno loro addebitate, furono arrestati al termine di un blitz degno delle migliori operazioni antimafia. Di ieri l’unica dichiarazione dell’avvocato Parente che sosteneva come nel corso degli interrogatori i suoi assistiti (Michele Fabiani e Fabrizio Reali) avessero “dimostrato la totale estraneità al fatto più inquietante a loro addebitato: la lettera minatoria, con tanto di due proiettili calibro 38, inviata alla governatrice Lorenzetti”. Di più l’avvocato non ha detto facendo intuire di voler abbassare quei toni che l’evento mediatico aveva fin qui reso accesi.

Ma a gettare benzina sul braciere sono stati un paio di articoli pubblicati dal Messaggero che hanno sollevato le critiche sia dell’avvocato Trupiano (codifensore di Parente), sia l'ira del papà di Fabiani, Aurelio, consigliere comunale nelle file di Casa Rossa. Secondo il quotidiano romano, infatti, alcuni degli arrestati “avrebbero litigato fra loro” e “fatto le prime ammissioni”. “Non confermo e non smentisco – dice Trupiano – al riguardo non dico assolutamente nulla perchè “dovrebbe” vigere il segreto istruttorio. Come difensore non posso fare altro che chiedermi, e questo lo posso fare, cosa ci faccia ancora in carcere almeno Reali Roscini. Mi scuso con gli organi d'informazione, ma non rilascierò ulteriori dichiarazioni. Ripeto, questo è un procedimento molto 'particolare'. E' giusto che l'opinione pubblica sappia, ma non devo essere io la fonte, ripeto, la fonte deve essere istituzionale”. Trupiano annuncia poi di volersi rivolgere al più presto a quell’area cultural-politica a cui appartiene anche la Lorenzetti affinchè si possa “procedere in termini brevi ad una interrogazione parlamentare sui fatti oggetto di questo procedimento”. Chi invece non ci sta è il papà di Michele Fabiani che, lette le cronache di ieri dallo stesso giornale di Caltagirone, commenta che “c’è chi sta giocando pesante sulal pelle dei nostri ragazzi”. “L’enorme solidarietà espressa dalla città di Spoleto, centinaia e centinaia di mail, sms, lettere, telefonate; attestati di solidarietà continui, senza tregua, ha reso palese che il teorema terroristico cucito addosso ai nostri 5 ragazzi non si regge in piedi. Ma questo a qualcuno non piace, perché sa che il senso comune della gente è il giudice più temuto di tutti”. Poi l’articolo sul quale è stato già dato mandato agli avvocati di valutare la presentazione di una specifica querela. “Già il titolo li criminalizza in modo inaccettabile, l’articolo poi è condito di falsità. è falso, arrestati perché è falso, e di voler progettare e di mettere a segno la lotta armata in nome dell’unione internazionale (??????) anarchico-insurrezionalista”. “I due giornalisti poi con una interpretazione originale della professione – continua Fabiani copiano letteralmente le ultime 11 righe dell’articolo pubblicato sullo stesso giornale, nell’edizione del 27 ottobre a pag 54 : . Chiunque dotato di un minimo di cultura sa bene che in Italia c’è la libertà di professare le proprie idee, mentre è vietato organizzare associazioni clandestine, tanto più se ‘armate’. L’Anarchia è un’idea, la COOP-FAI è una sigla che indica qualcuno che si è organizzato per fare delle azioni clandestine. Ignoranza o malafede? Il fatto che tre giornalisti cadano nello stesso errore lascia pochi dubbi sulla risposta”.

Intanto anche la politica segue di ora in ora la vicenda. Di poco fa l’intervento dei rappresentanti locali di Sinistra Democratica “Come già espresso dal nostro Senatore Paolo Brutti, anche Sinistra Democratica, ritiene che occorra fare chiarezza al più presto sulla vicenda dei 5 giovani arrestati spoletini perché ciò ha scosso molto la città, la quale ha profonde e solide tradizioni democratiche. I cittadini hanno il diritto di sapere puntualmente circa le accuse mosse ed i riscontri effettivamente verificati. Il dispiegamento operato di mezzi e uomini, per non essere definito esagerato e sproporzionato, ha bisogno di essere supportato da reali riscontri, che fino ad oggi l’opinione pubblica non ha potuto conoscere. L’auspicio è che la magistratura definisca la situazione in maniera assai rapida, precisa e senza lasciare margini di dubbio e ricordando che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva”.

Ma c’è un nuovo documento ‘politico’, finora blindatissimo, che sta suscitando un vespaio di polemiche e che riguarderebbe la recente presa di posizione del Consiglio Comunale di Spoleto. Un documento che TO® sta cercando di rintracciare a Perugia, da dove è partito e che speriamo di poter pubblicare nell’edizione di domani mattina


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