La casa di moda Brunello Cucinelli chiude il 2025 con un fatturato di 1.407,7 milioni di euro, che segna il nuovo massimo per l’azienda di Solomeo, grazie a una crescita a cambi costanti pari al +11,5%,
superiore alle attese formulate a inizio anno, e un incremento a cambi correnti pari al +10,1%.
I dati preliminari di ricavi e indebitamento finanziario al 31 dicembre 2025 sono stati esaminati dal Consiglio di amministrazione, in attesa del Cda convocato per il 12 marzo in cui ci sarà l’approvazione dei risultati annuali completi e definitivi.
Cucinelli: “Anno storico”
“Si è chiuso un anno – commenta Brunello Cucinelli – che abbiamo definito da record, sia in termini di fatturato che di immagine, e considerata la qualità delle vendite, ci aspettiamo un sano, sostenibile ed equilibrato profitto per il 2025. Sotto il profilo dell’immagine, dello stile e del lifestyle riconosciamo nella nostra Casa di Moda italiana un’identità armoniosa, costruita nel tempo con senso della misura, coerente ed equilibrata. Dopo due anni – prosegue il re del cashmere – abbiamo concluso con un anticipo di circa sei mesi i grandi investimenti nel raddoppio della fabbrica in Solomeo e nella realizzazione delle fabbriche di produzione artigianale made in Italy, che ci possono garantire produzione e qualità per i prossimi dieci, quindici anni. Abbiamo ritenuto opportuno anticipare le tempistiche per essere ancora più efficienti e rapidi, rispettando quei canoni di sostenibilità in cui da sempre crediamo”.
Per il 2026 attesi ricavi al +10%
Quanto all’anno in corso, Cucinelli spiega: “Alla luce dell’ottimo andamento delle vendite invernali, della positiva partenza della collezione Primavera/Estate 2026 e degli eccellenti riscontri sulle pre-collezioni Autunno/Inverno 2026 siamo fiduciosi per i mesi a venire. Inoltre, tenuto conto del rafforzamento dell’immagine di lusso assoluto che definiamo ‘lusso gentile’, espressione di esclusività, di qualità, di artigianalità e Made in Italy, valori che si respirano nelle nostre boutique e nei bellissimi multibrand nel mondo i quali si riflettono nel rapporto con i clienti finali — guardiamo a questo anno con grande positività e ci attendiamo pertanto una sana crescita dei ricavi intorno al 10%”.
I dati 2025
Quanto al 2025, molto positivo il trend di crescita nel quarto trimestre, con i ricavi che raggiungono 388,6 milioni di euro, evidenziando un incremento a cambi costanti pari a +11,9% (+8,4% a cambi correnti),
sostanzialmente in linea con la crescita del trimestre precedente, pur in presenza di una base di
confronto più impegnativa.
Il 2025 si conferma un anno importantissimo per il canale Retail, che nel quarto trimestre realizza una
crescita dei ricavi a cambi costanti del +14,5%, con crescita a doppia cifra (+10,5%) anche a cambi
correnti. Su base annua, il canale Retail registra un incremento a cambi costanti del +12,9% (+11,3%
corrente).
Alla crescita hanno contribuito sia l’andamento a parità di perimetro sia i nuovi spazi, con tre importanti ampliamenti realizzati a Londra, Parigi e Los Angeles e le aperture di Carmel (Los Angeles), Macao e Shanghai Pudong, tutti realizzati nel corso dell’ultima parte del 2025.
Nel mondo, Brunello Cucinelli ha 136 boutique, a cui si affiancano spazi gestiti direttamente all’interno dei più importanti Department Store del lusso (57 hard shop al 31 dicembre 2025).
Definito “positivo e ben bilanciato” il contributo del canale Wholesale, in crescita del +8,5% a cambi costanti (+7,8% a cambi correnti), con un aumento del +6,3% a cambi costanti nel secondo semestre.
Investimenti e indebitamento netto caratteristico
Nel 2025 sono stati investiti circa 145 milioni di euro per il completamento con sei mesi di anticipo del
piano triennale 2024-2026 dedicato alla produzione artigianale Made in Italy. L’incidenza degli
investimenti sui ricavi ha raggiunto eccezionalmente il 10,5% circa, “preparando l’impresa – è la previsione – per le esigenze produttive dei prossimi dieci/quindici anni”.
Il fulcro di questo progetto è stato il raddoppio della sede della fabbrica di Solomeo, investimento “che ci consentirà di lavorare con serenità fino a circa il 2035, garantendo spazi adeguati alla crescita delle nostre maestranze”.
A questo si affianca il completamento delle due nuove fabbriche dedicate al capospalla, situate a
Penne e a Gubbio, che rafforzano ulteriormente la capacità della Casa di Moda di presidiare
internamente le lavorazioni di questa specifica categoria merceologica.
“Nel loro insieme – spiega la casa di moda – questi investimenti ci permettono di affrontare con serenità i prossimi 10-15 anni, con una struttura produttiva robusta e coerente, in grado di accompagnare con fiducia e continuità lo sviluppo futuro del brand”.
L’importante piano di investimenti e il pagamento di dividendi per complessivi 69 milioni di euro, con
un pay-out del 50%, hanno concorso a determinare un Indebitamento Netto caratteristico pari a circa
200 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
Aspettative future
L’importante raccolta ordini per la Primavera/Estate 2026 e la pre-collezione Autunno/Inverno 2026
rafforzano la visione” di una crescita equilibrata del fatturato”, intorno al 10% per l’anno 2026. In questo
contesto, il favore che il brand sta ricevendo, il posizionamento esclusivo e le significative
opportunità di crescita presenti in tutte le aree geografiche e nei diversi canali distributivi “consentono
di guardare al futuro con grande fiducia” si legge nella nota diramata alla chiusura della Borsa.
Tali elementi sostengono il progetto di sviluppo di medio-lungo periodo che, nel quinquennio 2024-
2028, “esprime la nostra volontà di governare la crescita con equilibrio e di raggiungere un fatturato
nell’intorno 1,8 miliardi di euro, preservando nel tempo qualità, artigianalità, manualità, esclusività,
made in Italy, posizionamento e unicità del marchio”.
Il titolo in Borsa
A Piazza Affari, alla ripresa settimanale delle contrattazioni e prima della nota ai mercati, il titolo Brunello Cucinelli ha perso il 2%, chiudendo a quota 97,40 euro. Negli ultimi cinque giorni il segno è positivo del 2,23%. Negli ultimi sei mesi la flessione ha sfiorato il 10%. Dal maggio 2012, da quando cioè la casa di moda si è quota in Borsa, il titolo ha guadagnato il 739,66%.