Braccio Fortebracci marcia su Perugia 1416| A giugno la rievocazione - Tuttoggi

Braccio Fortebracci marcia su Perugia 1416| A giugno la rievocazione

Alessia Chiriatti

Braccio Fortebracci marcia su Perugia 1416| A giugno la rievocazione

L'evento per il seicentesimo anniversario della battaglia di Sant'Egidio | Il progetto di un laboratorio nazionale sul Medioevo
Dom, 22/11/2015 - 16:00

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C’è la data e anche la presentazione ufficiale: il corteo storico “Perugia 1416”, di cui tanto si è discusso anche per l’assegnazione dei fondi del milione di euro di Perugia capitale della cultura italiana per il 2015, vedrà la luce nel fine settimana tra l’11 e il 12 giugno 2016. Lo stesso assessore alla cultura e al turismo del comune di Perugia, Maria Teresa Severini, presenterà l’evento alla cittadinanza questo pomeriggio, in Sala dei Notari, con la “precisa volontà dell’amministrazione di non far calare dall’alto l’appuntamento, quanto, piuttosto, di volerlo condividere fin dall’inizio e di rendere partecipe la cittadinanza tutta“.

Una manifestazione fortemente voluta dall’amministrazione di Palazzo dei Priori, e in primis proprio da Severini: esperti, storici e associazioni locali sono accorsi alla corte di Palazzo della Penna per eseguire al meglio l’ideazione della rivisitazione. I cinque Rioni del capoluogo umbro, nei quali era ed è tuttora articolata la città, ossia Porta Eburnea, Porta San Pietro, Porta Sant’Angelo, Porta Santa Susanna e Porta Sole, avranno un ruolo di primi piano nel programma della manifestazione, nell’ottica della riqualificazione artistica, economica e urbana. Al Community Drama, nella forma di sfilata-palio vanno 70mila euro, per realizzare una festa popolare in cui la comunità locale rievocherà modi di vita, usi e costumi dell’identità regionale

Braccio, che per tutto ancora, con maraviglia e con terror si noma“, diceva Alessandro Manzoni nel suo “Conte di Carmagnola”. La manifestazione infatti sarà l’occasione per ricordare come, nel 1416, in quell’epoca di passaggio tra Medioevo e Rinascimento, a seguito dell’avvento di Braccio Fortebracci, Perugia abbia conosciuto un periodo di riforme e benessere uscendo dai debiti, dall’insicurezza e dal malgoverno. Una signoria di fatto, quella di Braccio, che ha segnato la memoria e il patrimonio culturale di Perugia.

La storia della città e del suo territorio – spiegano da Palazzo dei Priori – è un patrimonio unico, a cui attingere per rafforzarne l’identità. Suscitare la memoria del proprio passato consente di confrontarsi con tutte le risorse umane e spirituali, che nel tempo hanno contribuito a definire in modo compiuto la storia locale. Rammentare il passato, riviverlo, studiarlo nelle sue forme rappresentative e artistiche, nei suoi colori e nelle sue armonie comporta un recupero delle energie che nei secoli hanno permesso di sviluppare progresso materiale, cultura, creatività, socialità e sono state creatrici dell’identità di cui si è portatori. Far rivivere, quindi, un’epoca così complessa e affascinante come quella che Perugia ha vissuto tra Medioevo e Rinascimento, che ha influito fortemente sull’identità cittadina, attraverso una rievocazione colta e attenta ai dati della storia, ma anche godibile negli aspetti spettacolari, di intrattenimento e di esaltazione dello spirito del tempo antico, è l’obiettivo primario di Perugia 1416“.

Ma il progetto sembra non si esaurrà qui: c’è infatti l’intento di costruire un progetto di studi a livello nazionale che approfondisca le pagine di storia medievali di Perugia, per poi diffondere e divulgare i risultati di questi studi per far conoscere Perugia ai perugini, a partire dalle scuole, ma anche fuori, a livello nazionale e internazionale, attraverso incontri e promozione turistica. L’assessorato guarda all’evento anche come possibilità di offrire nuove e diverse opportunità di occupazione temporanea che potranno, nel tempo, innescare la nascita di iniziative innovative di impresa artigianale, ristorativa e turistica, in particolare tra i giovani. “L’evento – spiegano spempre dal Comune – sarà certamente anche un modo per contrastare il degrado urbano favorendo l’animazione, il ripopolamento e il rilancio del Centro Storico, attraverso la riqualificazioni di fondachi, cantine e luoghi dimenticati, da riconvertire in botteghe e taverne, in un rinnovato collegamento con periferie e sobborghi; così come per rafforzare l’identità cittadina”.

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