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Bosco abbattuto per realizzare strada: la scoperta della Forestale

Redazione

Bosco abbattuto per realizzare strada: la scoperta della Forestale

Bosco di roverelle abbattuto per costruire una strada all'interno di un'area vincolata nel Ternano scoperto dalla Forestale: denunciati i responsabili
Ven, 31/07/2020 - 11:33

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Bosco abbattuto per realizzare strada: la scoperta della Forestale

Una parte di bosco abbattuto per realizzare una strada. Circa 200 piante abbattute, ceppaie estirpate e 700 metri cubi di terreno movimentato in un terreno vincolato e ritenuto di notevole interesse pubblico. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del nucleo Forestale di Avigliano Umbro, che per questo hanno segnalato all’autorità giudiziaria i presunti responsabili dell’opera.

Bosco di roverelle abbattuto per creare nuova strada

I militari hanno appurato infatti, in località “Il Torrione” dello stesso comune in provincia di Terni, la realizzazione di un tracciato stradale ex novo, lungo circa 150 metri e largo 5 metri. Il tutto all’interno di un bosco, in parte abbattuto.

bosco abbattuto forestale

La forestale ha infatti riscontrato l’abbattimento di circa 200 piante di roverella, di un diametro medio tra i 10 cm e 30 cm, l’estirpazione di ceppaie e la movimentazione di oltre 700 mc di terreno. L’intervento illecito è stato realizzato in una zona dichiarata, con atto della Regione Umbria, di notevole interesse pubblico, con lo scopo di assicurare e conservare gli aspetti e caratteri peculiari del territorio considerato e dunque tutelata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Nessuna autorizzazione in area vincolata

La trasformazione del territorio è stata svolta in assenza dei titoli autorizzativi necessari alla realizzazione dell’opera effettuata, che prevedono la presentazione di un progetto al Comune competente, il cui rilascio è comunque vincolato al parere della Soprintendenza ai beni culturali per l’autorizzazione paesaggistica trattandosi appunto di zona vincolata.

I responsabili dell’illecito sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria, per i reati previsti e sanzionati dal Testo unico in materia di edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.L.gs. 42/2004). Rischiano l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 euro a 51.645 euro, oltre al pagamento delle sanzioni amministrative previste per la movimentazione di terreno in circa 11.000 euro.