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Boccali l'83° Sindaco più amato d'Italia: la risposta del Consigliere Regionale Monni

Redazione

Boccali l'83° Sindaco più amato d'Italia: la risposta del Consigliere Regionale Monni

Mar, 17/01/2012 - 17:04

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Boccali l'83° Sindaco più amato d'Italia: la risposta del Consigliere Regionale Monni

“Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, risulta essere posizionato tra gli ultimi venti amministratori, e quartultimo tra quelli di centrosinistra, apprezzati dalla popolazione. Il suo gradimento è sceso infatti di ben 3 punti percentuali rispetto all'anno scorso”. Lo sottolinea il consigliere regionale Massimo Monni (Pdl) riferendosi alla
rivelazione Ipr Marketing per il Sole 24 ore, pubblicata dal quotidiano economico, secondo la quale il perugino sarebbe l'83° Sindaco più amato d'Italia, a pari merito con i primi cittadini di Padova, Flavio Zanonato, e di Verbania, Marco Zacchera. Per Monni si tratta di “una discesa a picco del primo cittadino, un crollo drastico che mette in assoluta evidenza come la fine del periodo delle vacche grasse, mette anche fine ad un potere finora palesemente rappresentato dalla conduzione mal gestita di finanziamenti a pioggia. Chiusi i rubinetti, la decadenza di chi amministra il capoluogo umbro è inevitabile, quando soprattutto alla base della gestione non ci sono presupposti e concrete prospettive e possibilità di sviluppo per la città di Perugia. Al di là delle sparate pubblicitarie e delle sponsorizzazioni che sono servite soprattutto a celare le gravi lacune di amministratore, il sindaco Boccali è rimasto intrappolato nella grave crisi che attanaglia il centrosinistra perugino ed umbro”. L'esponente dell'opposizione a Palazzo Cesaroni valuta anche che “senza prospettive e piani di recupero per una città ormai in mano alla delinquenza e alla droga, con gravi problemi a carattere economico e lavorativo, di viabilità e sopravvivenza, il potere politico di una maggioranza di centrosinistra, sembra ormai essere giunto ad un decadimento senza precedenti. Il netto calo dei consensi dei cittadini nei confronti del sindaco è la prova indiscutibile ed inconfutabile – conclude Monni – che le carenze nella capacità di gestione della città sono vagliate attentamente dai perugini e l'operato bocciato su tutti i fronti. Un mea culpa da chi amministra questa città sarebbe il minimo sindacale per ripensare ad un passo indietro necessario per far rifiorire Perugia ed una classe dirigente all'altezza del compito”.


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