“I pendolari non sono più disposti a tollerare quanto accaduto sabato 11 aprile. Non è la prima volta che, quella che doveva essere una gestione straordinaria di una manutenzione programmata, si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di inefficienza, disorganizzazione e totale mancanza di rispetto verso i cittadini, fino al punto di mettere a rischio la loro sicurezza e incolumità fisica e psicologica” è quanto scrive il Comitato Spontaneo “Vita da pendolari in Umbria”. Nonostante le soppressioni di treni con servizi sostitutivi, causa manutenzioni programmate, quello che si è verificato nel weekend è stato un blocco totale del servizio pubblico ferroviario con ritardi spaventosi, il ritorno a casa dei pendolari a notte fonda che si sono dovuti pagare anche il biglietto dell’autobus.
Persone abbandonate per ore ed esasperate
Come riporta il Comitato le scene che si sono presentate sono state caotiche e difficili. A partire dalla stazione di Roma Termini con “persone rimaste abbandonate per ore, alcune fin dalla tarda mattinata, senza informazioni chiare né assistenza. L’unica alternativa per molti è stata un autobus previsto alle 23:00, partito in ritardo e gestito in modo approssimativo, oltre a non aver garantito il servizio a tutti gli utenti bisognosi. La situazione è degenerata ulteriormente a Roma Tiburtina, dove si sono verificati momenti di tensione tra passeggeri esasperati e personale che non ha saputo o non è stato messo in condizione di gestire professionalmente la situazione di caos che ovviamente si è creata. Pendolari diretti a Orte si sono visti negare il diritto di rientrare a casa, invitati addirittura a scendere dai mezzi sostitutivi perché la loro destinazione “non era prevista”. Solo dopo proteste e l’intervento delle forze dell’ordine (addirittura chiamati dai conducenti degli autobus, quindi oltre il danno anche la be a), e dopo oltre un’ora di attesa, è stata concessa una soluzione improvvisata.
Gestione fuori controllo
Ancora più grave è quanto riferito da diversi utenti, ovvero l’invito, presso i punti informativi, ad acquistare un nuovo biglietto per poter salire sugli autobus, nonostante il possesso di un abbonamento regolare. “Un comportamento inaccettabile, che rasenta l’abuso e dimostra una gestione completamente fuori controllo. Lavoratori – tra cui personale sanitario in servizioanche nei weekend – sono stati costretti a rientrare a casa a notte fonda, anche oltre l’1:40, dopo ore di attesa, stress e totale assenza di supporto. Tante altre persone si sono organizzate con Taxi dividendo le spese, tanti sono stati costretti a pernottare a Roma“. “Questa non è un’emergenza: è un sistema che non funziona. I pendolari denunciano con forza l’assenza totale di organizzazione nei servizi sostitutivi, la mancanza di comunicazioni veritiere e tempestive e il trattamento irrispettoso e in alcuni casi inaccettabile verso utenti paganti. Si chiede con urgenza: spiegazioni pubbliche e trasparenti su quanto accaduto, l’assunzione di responsabilità da parte dei vertici competenti e un piano serio e credibile per garantire servizi sostitutivi dignitosi in caso di emergenza. Se non arriveranno risposte concrete, i pendolari sono pronti a far sentire la propria voce con ogni mezzo legittimo, e ci aspettiamo, le stesse pretese da parte delle Regioni (che si stanno dimostrando attente alle problematiche dei pendolari) Vs Trenitalia. Il diritto alla mobilità non è un favore. È un servizio che deve essere garantito“.