Duro colpo allo spaccio di droga in città. Nella notte appena passata i carabinieri della compagnia di Spoleto hanno fatto scattare un bliz che ha portato all’arresto di 2 spoletini e un marocchino, tutti fra i 25 e i 30 anni (altri 2 spoletini risultano denunciati a piede libero), autori da tempo di una attività di spaccio lungo tutto il comprensorio.Per paura di esser intercettati usavano un linguaggio in codice. “Tartufo bianco” e “tartufo nero”, ad esempio, indicavano la disponibilità di cocaina e marjuana. Uno stratagemma che non è servito a molto, visto che da mesi erano intercettati e che la metafora gastronomica era facilmente interpretabile. Poco fa, negli uffici della Compagnia, si è tenuta la conferenza stampa del capitano Fabio Rufino e del tenente Giancarlo Caporaso che hanno illustrato i dettagli dell’inchiesta.
Una indagine laboriosa, per certi versi difficile, scattata nel dicembre dello scorso anno quando, in seguito ad un controllo un giovane fu trovato in possesso di 12 grammi di hashish. Nella notte di capodanno poi un altro giovane fu arrestato perché trovato in possesso di 5 grammi di cocaina.
Rufino ha spiegato che le indagini hanno interessato il reparto operativo della Compagnia su più fronti: dalle intercettazioni ambientali e telefoniche alla osservazione del territorio pur di smascherare la rete di spacciatori. Si arriva così a marzo 2010 quando i militari recuperano 2 grammi di cocaina, 100 grammi di marjuana mettendo in manette altri due giovani.
Difficile stimare con precisione il volume di affari della banda. Certo le quantità di droga che potevano immettere sul mercato locale potevano essere anche consistenti: come nel caso della Notte Bianca quando, stando alle indagini, i pusher al telefono si dicevano in grado di smerciare anche 50 grammi di polvere bianca.
L’attività dei 3 arrestati era a dir poco collaudata: telefonate velocissime con i clienti e luoghi sempre diversi in cui incontrarsi per la cessione delle sostanze stupefacenti. Dalle vie del centro storico a quelle delle frazioni, fino anche alle strade di lunga percorrenza pur di cercare di ridurre al minimo il rischio di esser pedinati.
Intanto le prove a carico dei 3 aumentano di settimana in settimana. Fino a convincere il pm, la dottoressa Mara Pucci, a richiedere un provvedimento di custodia cautelare in carcere (firmato dal gip Augusto Fornaci). Stanotte l’operazione dei militari.
Il marocchino e uno spoletino, entrambi incensurati, vengono tratti in arresto nelle loro abitazioni, il terzo riceve l’ordinanza in carcere, dove si trova da qualche tempo per altri reati.
Tutti gli arrestati hanno un regolare lavoro: chi come operaio, chi, come il marocchino, venditore ambulante. Proprio quest’ultimo, come ha avuto modo di spiegare il tenente Caporaso, ricopriva un ruolo ‘superiore’ all’interno della rete di spaccio. Nel corso delle perquisizioni sono state rinvenute somme di danaro frutto dell’attività di spaccio. La conferenza stampa ha permesso di tracciare un quadro aggiornato sulla situazione dell’uso di droghe a Spoleto. Una situazione allarmante che vede sempre più spesso giovani spoletini passare dal ruolo di assuntori a quello di spacciatori per pagarsi i propri consumi e guadagnare illecitamente di più.
(modificato alle 18.18)