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Sanità Umbria senza pace, Barberini contro elezione presidente Prosperius

Redazione

Sanità Umbria senza pace, Barberini contro elezione presidente Prosperius

Nuova polemica tutta interna al Pd | Comune di Umbertide risponde all'ex-assessore | La nota "fantasma" di Gambuli
Dom, 24/04/2016 - 16:01

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Sanità Umbria senza pace, Barberini contro elezione presidente Prosperius

Manca poco e lo scontro,  tutto interno al Partito Democratico in Umbria, nato dopo le dimissioni del consigliere regionale Luca Barberini da assessore alla Sanità, rischia di diventare uno psicodramma collettivo di una forza politica dove nemmeno un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) potrà lenire il caos comportamentale ormai sotto gli occhi di tutti. Continui agguati con il coltello tra i denti tra fazioni opposte e sui temi più disparati, una guerra per bande che lascia attoniti gli osservatori e vede protagonisti a giorni alterni pezzi dei vertici regionali del partito e i vari governi locali o enti interessati. Un’area particolarmente sensibile dello scontro è ormai diventata quella dell’alto Tevere dove per ultima arriva la nuova grana sanità. Ad Umbertide non era bastata la polemica sulla costruenda Moschea, scatenata dall’autorevole esponente Marco Vinicio Guasticchi (CLICCA QUI), che subito si è aperta una nuova ferita, quella delle nuove nomine alla Prosperius.

“Paradossale e anacronistico scegliere un 80enne alla guida di una struttura come la Prosperius, che opera in un settore delicato come la sanità, dove ricambio e innovazione vengono chiesti a gran voce da authority e cittadini”.

Queste le parole del consigliere regionale del Partito democratico Luca Barberini che, annunciando un’interrogazione sull’argomento a Palazzo Donini, chiede chiarimenti sulla nomina di Domenico De Salvo, ex direttore regionale alla sanità in pensione, a presidente dell’istituto di riabilitazione a capitale pubblico-privato di Umbertide, sottolineando di non avere nulla contro la professionalità e competenza di quest’ultimo, né tantomeno sulla sua persona.

Il 21 aprile scorso, – ricorda Barberini – l’assemblea dei soci ha confermato De Salvo in questa carica per altri 3 anni, in rappresentanza dei soci pubblici come Asl 1 e Comune di Umbertide, che detengono rispettivamente l’11 e 38% del capitale della società, mentre il privato ha il restante 51% e il fatturato della stessa, che è di oltre 11 milioni di euro con circa 110 dipendenti, deriva quasi esclusivamente da risorse del fondo sanitario regionale”. “Il presidente di questo istituto – continua il consigliere regionale Pd – ha per fini statutari il controllo dell’attività gestionale affidata al privato, proprio per garantire il controllo, la partecipazione e l’uso corretto delle risorse. Sono pochi 15 anni ininterrotti in questo ruolo? È giusto che a svolgerlo sia un manager che al termine del mandato avrà oltre 80 anni? E prima ancora è corretto che in questi ruoli vengano nominati ex direttori regionali? Lo sbandierato rinnovamento, il ricambio e l’innovazione, necessari soprattutto in sanità e richiesti dalla collettività, vengono ancora una volta calpestati da una politica sorda e arroccata su se stessa”.

Il consigliere del Pd ha proposto anche l’adozione di un “Codice etico” per le nomine in determinati ruoli di vertice, che ponga dei limiti al numero di mandati e all’età, “vietando presenze ventennali nello stesso posto e certi incarichi a chi non ha avuto soddisfazioni elettorali, auspicando piuttosto l’applicazione di valori come rinnovamento, merito, competenza, idee e risorse giovani”.

La risposta del comune di Umbertide- Dopo le dichiarazioni di Barberini, sull’argomento è intervenuta l’Amministrazione comunale e, su tutti, il sindaco di Umbertide Marco Locchi: “Crediamo che prima di lanciarsi in crociate contro la recente conferma del Dott. De Salvo alla presidenza della Prosperius, semplicemente per il fatto che lo stesso si avvicina agli 80 anni, Barberini dovrebbe approfondire anche altri aspetti, che poi sono quelli che hanno determinato tale scelta da parte dei soci pubblici (ASL 1 e Comune)Noi riteniamo che il primo elemento che debba essere valutato, indipendentemente dall’età, sia il merito, misurato in termini di risultati fortunatamente oggettivi e verificabili

I risultati che hanno convinto la parte pubblica alla conferma del Dott. De Salvo, “presidente dal 2007 e quindi da 9 anni e non 15” precisa l’Amministrazione, sono in effetti più che positivi: “Il fatturato dichiara il Comune nel corso degli ultimi anni si è triplicato superando i 10 milioni di euro con un utile superiore al milione di euro, che ha permesso un aumento dei dividendi sia per la Asl che per il Comune. La società, dal 2006, ha attrezzato un reparto di riabilitazione robotica (unicum in Umbria), sostenendo interamente i costi (oltre 600.000 euro) per la sua realizzazione. In questi anni il personale è cresciuto arrivando a 110 unità. Nel 2016 sono state eliminate le partite IVA trasformandole in contratti a tempo indeterminato. Il fatturato dell’azienda non nasce tutto dal fondo sanitario regionale, anzi per essere precisi nel 2016 solo il 35% di esso è regionale mentre il restante 65% proviene da fuori Regione. Non sono poche, inoltre, le attività di ricerca scientifica che hanno portato alla realizzazione di pubblicazioni e partecipazioni a convegni internazionali; anche in questo caso tutte spese sostenute dalla società senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario nazionale. In poche parole un’azienda fortemente innovativa e proiettata nel futuro della riabilitazione che grazie anche al supporto del Presidente, uomo di grande esperienza nel settore e profondo conoscitore della realtà regionale, è riuscita a raggiungere obiettivi significativi candidandosi a crescere ancora, anche per avere un ruolo di primo piano per la Regione intera.”

Queste – concludono sindaco e Amministrazione – sono le ragioni oggettive della scelta; non basta dire rinnovamento a tutti i costi, soprattutto quando si tratta di competenze tecniche. Anzi si invita nuovamente il consigliere Barberini a visitare l’Istituto Prosperius, per verificare direttamente l’alto livello tecnologico e di innovazione che non ha pari in nessun’altra struttura riabilitativa della Regione”.

Il botta e risposta sarebbe dunque un nuovo, significativo, capitolo dello scontro nel Pd su cui ognuno dei lettori può farsi una sua opinione anche aldilà della semplice convinzione politica. E la cosa poteva chiudersi qui, se invece a corroborare simpaticamente il clima di confusione non fosse giunta nella giornata di ieri una nota del portavoce della segreteria regionale del Pd, Marco Gambuli, che rapito da qualche spirito inquieto partorisce un testo sull’argomento che ha le sembianze di un fantasma. Di quelli dei fumetti, però, con un lenzuolo bianco e due buchi a posto degli occhi, a sottolineare l’inconsistenza materiale del corpo sottostante.

Sostiene Gambuli, “Sarebbe bello se, nella sana e leale contrapposizione delle idee, persone che condividono gli stessi ideali politici si sfidassero con temi e proposte tesi al miglioramento delle nostre comunità.  Molto diverso è il caso in cui l’invocazione di cambiamento diventa pretesto per critiche seriali, tese, più che al miglioramento, a dare spallate al vicino di banco.”

E uno che passa distrattamente da li, dopo 4 righe di spiegone,  potrebbe dire, “ce l’avrà con il vicino di banco delle elementari?”. 

Prosegue imperterrito Gambuli sotto il lenzuolo, “Purtroppo le critiche che oggi arrivano alla segreteria regionale, in quanto ritenuta colpevolmente silenziosa su una nomina alla presidenza di una Spa a maggioranza privata, hanno tutto il sapore del pretesto e tolgono credibilità all’azione politica di tutti, prima di tutto di chi quelle critiche le muove, su un campo – quello dell’innovazione – dove sarebbe quantomai opportuno marciare uniti per scalfire incrostazioni e assetti di potere consolidati da decenni”.

Più che con il vicino di banco Gambuli forse ce l’ha con qualche altro fantasma di cui ovviamente nel testo non compare mai il  nome, l’oggetto del contendere e manco una freccia su un cartello che possa almeno indicare da che parte girare in caso di nebbia. Un caso emblematico della condizione di “fluttuazione” in cui attualmente nel Pd regionale si muovono alcuni dei maggiorenti del partito. Con o senza lenzuolo.

Riproduzione riservata

(hanno collaborato: Davide Baccarini e Carlo Vantaggioli)

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