Bar e Ristoranti, ci sono nuovi fondi regionali per la riqualificazione

Bar e Ristoranti, ci sono nuovi fondi regionali per la riqualificazione

l’Assessore Paparelli, “la Giunta regionale dell’Umbria, ha assegnato 458 mila 500 euro di risorse aggiuntive”

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Continua l’impegno della Regione Umbria per favorire l’innalzamento della qualità dei servizi offerti nell’ambito della somministrazione di bevande e alimenti: su proposta del vicepresidente della Giunta regionale  e assessore  al Commercio, Fabio Paparelli, la Giunta regionale dell’Umbria, ha assegnato 458 mila 500 euro di risorse aggiuntive per lo scorrimento della graduatoria approvata nell’ambito del bando per la concessione di contributi per la riqualificazione delle imprese commerciali dell’Umbria che esercitano attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

“Ci siamo impegnati a mettere a disposizione ulteriori risorse finalizzate a sostenere l’innalzamento degli standard qualitativi in ambito ristorativo e commerciale – ha commentato il vicepresidente con delega al Commercio, Fabio Paparelli –  andando così a completare un ciclo di interventi che, nell’ultimo triennio, hanno permesso di finanziare circa 70 aziende umbre con un contributo pubblico di 2 milioni e 300 mila euro. Un impegno – ha aggiunto – che nel corso della legislatura si è concretizzato in 10 milioni di euro di investimenti per il sostegno di oltre 250 imprese operanti del settore commerciale della nostra regione”.

“La riqualificazione di un numero così rilevante di bar e ristoranti – ha proseguito – è complementare alla qualificazione dell’offerta turistica e degli esercizi di vicinato, fondamentali per rendere attrattivi i nostri borghi e i nostri centri”.

“Questa azione si inserisce in un pacchetto di misure per il sostegno alle piccole attività commerciali che – ha reso noto Paparelli – metteremo in campo dal mese di aprile: dalle misure economiche per il ‘cratere’ del sisma, a quelle relative alle edicole digitali, alla creazione di nuove imprese e al sostegno al commercio cittadino delle città come Terni inclusa nell’area di crisi complessa”.

Foto repertorio TO

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