BAGARRE ASCOM: PARLA L’IMPIEGATA LICENZIATA “DA FILIPPI SOLO PAROLE. DA 10 GG. SONO A SPASSO” (Guarda il testo del licenziamento) - Tuttoggi

BAGARRE ASCOM: PARLA L’IMPIEGATA LICENZIATA “DA FILIPPI SOLO PAROLE. DA 10 GG. SONO A SPASSO” (Guarda il testo del licenziamento)

Redazione

BAGARRE ASCOM: PARLA L’IMPIEGATA LICENZIATA “DA FILIPPI SOLO PAROLE. DA 10 GG. SONO A SPASSO” (Guarda il testo del licenziamento)

lunedì, 12/05/2008 - 23:09

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Sulla vicenda del licenziamento della segretaria dell’Ascom Alessia Brandimarte, che ha registrato la spaccatura dell’associazione del presidente Francesco Filippi, ci si sono buttati tutti con dichiarazioni, comunicati e smentite. Mancava di sentire solo una voce, la più autorevole, quella della diretta interessata dal licenziamento. “Volevo dire anche io la mia. Posso?”, dice la ventiquattrene al telefono che, come si ricorderà, vide recapitarsi la maledetta lettera alla vigilia della festa del 1° maggio. “Per me è stata la festa dei disoccupati” commenta sarcastica la giovane, un diploma di ragioniera in tasca e con il sogno della laurea in economia aziendale riposto in un cassetto (le mancano più sei esami).

“Il presidente Filippi continua a dire a destra e manca che mi reintegrerà al lavoro – dice seria l’ex segretaria – ma di fatto sono 10 giorni che sono a spasso per Norcia”.

Aveva avuto sentore di essere licenziata? “Assolutamente no, mi aveva parlato di una riduzione dell’orario di servizio. Poi lunedì 28 aprile è venuto in ufficio e mi ha detto che avrei dovuto accettare la riduzione, che dovevo firmare questa proposta. Ma…..”

Ma? “Non aveva nulla da farmi firmare, se anche avessi voluto accettare non avrei potuto farlo. Però la cosa è finita lì. Lui è uscito dall’Ascom e io ho terminato il mio lavoro”.

Tutto tranquillo dunque? “Solo apparentemente. Il giorno successivo mi sono presentata in ufficio, come tutti i giorni (da tre anni ha un contratto a tempo indeterminato per 35 ore settimanali, n.d.r.), ed ho espletato le mie mansioni. Ma quando son tornata a casa ho trovato l’inaspettato telegramma di licenziamento. Mi son sentita presa in giro”.

Ha più visto Filippi? “No – risponde Alessia – l’ho solo sentito al telefono, due volte, il 7 e il 9 maggio scorso. Ma non comprendo cosa vuole da me, perchè continua a chiedermi se ho voglia di lavorare o se sto giocando con questa storia. Dice che vuole capire. Non capisco cosa ci sia da capire”.

Cosa le ha detto il suo avvocato? “che quel licenziamento è illegittimo e che lo impugneremo dinnanzi al tribunale di Spoleto. Credo che già in settimana saranno pronti gli atti. Mi spiace molto…” Alessia si chiude in un breve silenzio.

Cosa le spiace? “In caso di vittoria sarà il consiglio direttivo a dover pagare i danni e il reintegro – prosegue Alessia – e questo non mi fa star bene perchè fra i consiglieri, fra quelli in carica e quelli dimissionari, ci sono anche persone che mi vogliono bene. Mi dispiace crear loro un danno economico”.

Ed ora cosa farà? “attendo gli eventi – conclude la 24enne che pare dimostrare più saggezza e sensibilità di certi adulti -, nel frattempo credo che riprenderò in mano i libri per concludere la laurea. Vorrà dire che anticiperò la tesi. Ma io di quel lavoro avevo bisogno”.

Resta da capire i motivi della scarsa liquidità che avrebbero portato al licenziamento in tronco della Brandimarte (senza neanche il preavviso e con effetto più che immediato, se si pensa che lo stesso 29 aprile avrebbe dovuto riconsegnare le chiavi dell'ufficio). Forse un calo fra gli iscritti con relativa contrazione delle quote associative o magari alcune scelte sbagliate. Difficile dirlo, anche perchè Filippi, nel suo ultimo, lunghissimo comunicato stampa, ha sorvolato sulle cause delle attuali difficoltà economiche in cui versa la sua associazione. Sarà il giudice del lavoro di Spoleto comunque a stabilire se quel licenziamento poteva esser fatto.

(Ca. Cer.)

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