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Atto di sfiducia delle opposizioni contro Devid Maggiora

Redazione

Atto di sfiducia delle opposizioni contro Devid Maggiora

Mar, 12/10/2021 - 16:13

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Atto di sfiducia contro il vicepresidente del consiglio comunale Devid Maggiora da parte di Movimento Cinque Stelle, di Senso Civico e Pd

Una mozione di sfiducia nei confronti del vicepresidente comunale Devid Maggiora è stata presentata dai gruppi di minoranza del Comune di Terni: “Sfiducia nei confronti del vicepresidente del consiglio comunale Devid Maggiora”, chiedono i gruppi consigliari del Movimento Cinque Stelle, di Senso Civico, del Pd. 

Leso prestigio dell’istituzione democratica

 “Ha gravemente leso – proseguono le minoranze –  il prestigio dell’istituzione democratica e agito ripetutamente in modo grave nei confronti del consesso cittadino. Non è imparziale, non è equilibrato e non può gestire i lavori della massima assemblea cittadina, né rappresentarla”. 

“La richiesta – specificano – sarà sottoscritta anche dal consigliere Emanuele Fiorini, ed è aperta a tutte le consigliere e tutti i consiglieri di ogni schieramento e forza democratica. Per questo motivo sarà trasmessa ai capigruppo nelle prossime ore”.

Votazione a scrutinio segreto per sfiducia

Il testo è aperto a modifiche ma la richiesta sarà comunque avanzata e sarà messo a votazione in aula.

“Invocheremo l’art. 24, comma 2 del medesimo regolamento, che prevede la facoltà di destituire il vicepresidente a maggioranza  dei consiglieri e a scrutinio segreto, non solo quando abbia violato la legge, lo Statuto e il regolamento ma anche quando ricorrano gravi motivi.  Riteniamo – seguitano le minoranze – che comunque siano giudicati i suoi comportamenti, che potrebbero costituire anche violazioni del regolamento. Quanto posto in essere è comunque di una gravità tale da legittimare il voto favorevole alla decadenza. Il consigliere ha infatti inaugurato il suo mandato sminuendo i comportamenti omofobi che invece feriscono  e umiliano tantissime persone”.

Ironia di basso livello

“Per questa sua ironia di basso livello non ha mai inteso chiedere scusa. Da allora, altri episodi ne hanno caratterizzato il mandato e reso ormai intollerabile la permanenza ai vertici delle istituzioni democratiche cittadine. Il rifiuto ripetuto di appellare al femminile le consigliere che lo chiedevano durante la seduta, può sembrare di per sé poca cosa, ma lede effettivamente il decoro e la dignità delle elette e soprattutto è contrario all’uso corretto della lingua italiana. Non solo il consigliere ha fatto post che hanno destato sconcerto nella città, come il paragone dei nostri centri sociali e giovanili a luoghi violenti”.

Episodi contestati

Addirittura mentre partecipava ai lavori della terza commissione, come consigliere con diritto di voto e con diritto al gettone pieno di circa 90 euro, il vicepresidente ha condiviso nello stesso momento un selfie con il suo segretario nazionale che era in visita in un’altra città dell’Umbria, facendo così sorgere il dubbio che non stesse effettivamente seguendo i lavori della commissione. Ancora, in una recente nota stampa ha usato parole di disprezzo verso le forze di opposizione che dovrebbe tutelare quando presiede, parlando di schifo della città verso le stesse. Queste parole gratuitamente offensive verso una parte dell’emiciclo colpiscono tutte le istituzioni e confermano che il vicepresidente non è idoneo all’incarico ricevuto, come conferma il caos che si genera ad ogni seduta nella quale gli è affidata la conduzione dei lavori”.

Perché la sfiducia

“Non ultimo registriamo l’intervento di ieri in seconda commissione, parole che vanno a colpire la sensibilità di tutti coloro che si riconoscono in una fede religiosa che annovera miliardi di persone, delle quali la stragrande maggioranza si riconosce nella pace, nella tolleranza, nella convivenza.  
Tutti questi e molti altri motivi –
concludono le minoranze – fanno ritenere necessario, a tutela del Consiglio comunale, che sia pronunciata la decadenza e la revoca dall’incarico di vicepresidente del consigliere Devid Maggiora, in quanto inadeguato, ed inidoneo di rappresentare l’assise consiliare”.

(modificato alle 11 del 13 ottobre)

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