Ast, Zaffini preoccupato “Cosa stanno facendo Governo e Regione?”

Ast, Zaffini preoccupato “Cosa stanno facendo Governo e Regione?”

Il senatore di Fratelli d’Italia interviene sull’annuncio dell’Ast di Terni di mettere in cassa integrazione 1200 lavoratori

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“Desta grande preoccupazione l’annuncio della cassa integrazione per 1200 lavoratori dell’Ast di Terni, praticamente la metà dei dipendenti dell’intero stabilimento ternano”. Ad intervenire in merito alla situazione è il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini.

L’azienda parla “di una temporanea contrazione del mercato di riferimento che ha determinato il conseguente calo delle commesse di lavoro, registratosi ormai da qualche tempo e proveniente soprattutto da parte della committenza abituale”.

“Le problematiche di mercato – ricorda Zaffini – sono dovute all’introduzione dei dazi sull’acciaio da parte degli Stati Uniti, dazi che hanno provocato un’eccedenza di prodotto proveniente dall’Asia e reso il portafoglio ordini dell’Ast instabile. Non è un caso, infatti, che in questi ultimi mesi a Terni sia stato lavorato l’acciaio arrivato dall’Indonesia, con costi molto più bassi rispetto a quello prodotto in loco, lo stesso Paese che è il più grande produttore di nichel, materiale necessario alla produzione dell’acciaio inox, il cui costo è salito a circa 18.000 dollari la tonnellata. Vale la pena ricordare che la ThyssenKrupp a Terni produce il 0,2% del Pil nazionale. Lo scorso anno la fabbrica ha prodotto un utile di circa 90 milioni, ma l’esercizio di quest’anno non sarà all’altezza del precedente”.

“L’azienda – denuncia il parlamentare umbro – non rispetta gli impegni assunti appena tre mesi fa con l’Accordo sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico e anche questa volta sono i lavoratori – e le loro famiglie – a scontare errori che non sono i propri. Ma in tutto questo le istituzioni che fanno? Né la Regione Umbria, né il Governo italiano, né l’Europa si sono adoperati per tutelare i mercati di riferimento, per difendere l’industria europea. Solo ora, stando a quanto riportano alcuni organi di informazione, sembra che Bruxelles abbia deciso di includere, a partire dal 1 ottobre, anche l’Indonesia tra i Paesi soggetti alle misure di salvaguardia a tutela della produzione europea di alcuni prodotti siderurgici come fogli e nastri di acciaio inossidabile laminati a caldo e a freddo. C’era bisogno di aspettare così tanto? Non si poteva agire prima per mettere in piedi una seria politica industriale? È necessario avviare la stagione delle riforme, è ora di risposte certe ed immediate”.

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