AST Terni, gli operai e i cittadini contro il piano ThyssenKrupp e Governo - Tuttoggi

AST Terni, gli operai e i cittadini contro il piano ThyssenKrupp e Governo

Federica Pucino

AST Terni, gli operai e i cittadini contro il piano ThyssenKrupp e Governo

Indetta una seduta straordinaria per domani 4 Novembre alle 16:30
Lun, 03/11/2014 - 21:06

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“Il ferro va battuto finché è caldo”. Questo il concetto su cui si è basata l’Assemblea di oggi 3 Novembre, dalle ore 16:30 alle 19, indetta dal Collettivo Lavoratori AST aperta a tutti i cittadini, presso in Centro Siviera.

Circa una cinquantina di persone, dagli operai ai commercianti, dai disoccupati agli studenti. Hanno presieduto la seduta due operai, Angeletti Alessandro e Proietti Alessandro.

Ormai è chiaro a tutti cosa è successo in questi giorni. Ricapitolando, la violenza della polizia nei confronti degli operai dell’AST per ‘proteggere l’Ambasciata tedesca’ a Roma, ha costretto il Presidente del Consiglio Renzi a convocare di fretta e furia il vertice di giovedì. Purtroppo Renzi ha difeso la proposta di accordo presentata dalla Guidi che si possono elencare in quattro punti:

1- 290 licenziamenti sui 536 richiesti;

2- Un forno a corrente alternata;

3- Incentivazione all’esodo volontario;

4- Semaforo verde alla ThyssenKrupp sull’integrativo.

Dai dati emersi in questo periodo, vediamo come dal 2015 l’AST, grazie all’IRAP, risparmierà 7 milioni di euro. Circa 536 dipendenti costano all’azienda 13,37 milioni l’anno. Quindi 13,37 meno 7 fanno 6,37 milioni, guarda caso una cifra che corrisponde ai 290 esuberi della Guidi. Dato che 140 dipendenti hanno accettato la “Buonuscita” dal costo annuo di 3,74 milioni, restano 150 operai da licenziare.

Non facciamoci illusioni! La Thyssen vuole chiudere il prima possibile e concentrare la produzione di Inox in Germania. Difronte a questo disegno i cittadini ternani oggi hanno riproposto di Nazionalizzare. L’Acciaio di Terni è di assoluta rilevanza strategica per il Paese, dunque spetta al Governo italiano di intervenire immediatamente. Secondo i presenti, Nazionalizzando gli impianti della città si salveranno, assieme ai posti di lavoro ed ai volumi produttivi, condizioni in fabbrica e ambientali favorevoli, la città di Terni e il tessuto industriale del nostro paese.

La passività del Governo e delle Istituzioni Regionali sta cancellando 130 di storia dell’Acciaieria, il Comitato Operai & Cittadini per l’AST si è posto l’obiettivo di impedire il disegno della ThyssenKrupp tedesca e dal disegno Guidi. “Non si tocchi né un posto di lavoro, né un bullone!”: questo il motto degli operai, cittadini stessi.

“Siamo sotto gli occhi dell’Italia intera – dice Proietti Alessandro, operaioanche a Milano hanno scritto ‘siamo tutti ternani’, ci tengo  a ringraziare tutti i cittadini italiani che dimostrano un briciolo di solidarietà nei nostri confronti. Ci tengo a precisare che prima di scendere alla violenza e a bloccare il traffico della città, manifesteremo pacificamente, come è giusto che sia. L’idea è quella di montare delle tende in Piazza Europa per resistere e dimostrare che non ci stiamo alle proposte che ci sono state presentate fino ad oggi, inoltre abbiamo scelto Piazza ‘Europa’ perché ha un significato simbolico, come a dire: noi occuperemo l’Europa e non ci arrenderemo“.

Proietti lascia la parola ai cittadini presenti, liberi di esprimere la propria opinione riguardante la situazione AST. “L’unico modo per farci notare ed andare sui giornali è stato bloccare l’E45”, “Si parla di noi solamente per i manganelli”, “Si certo, ci sono state date manganellate, ma ricordate con non tutto il male viene per nuocere – aggiunge una signora presente in sala – almeno oggi possiamo accendere la tv e vedere che nei TG parlano di noi!” , “I Mass-Media vogliono farci passare per quelli che non siamo, ovvero dei manifestanti violenti”, e ancora ” Vi siete domandati perché lo stato non interviene? Hanno già deciso e firmato tutto in segreto, semplice! Ormai non possono più intervenire”, “L’idea è quella di combattere per un obiettivo comune – dice Francesco, studente universitario – ci stanno dirottando verso una politica di privatizzazione e questo non lo accettiamo. La verità è che manca una rappresentanza di sinistra vera a Terni e in Italia. Dobbiamo battere il ferro finché è caldo, come dice il volantino, io credo che qualcosa ancora possa cambiare”, “Io sono per l’occupazione della fabbrica – aggiunge un altro studente, Nicolò – per farci notare da Renzi dobbiamo fare qualcosa di eclatante, questa deve essere una lotta unitaria tra lavoratori e studenti”, “Ci stanno controllando – conclude un cittadino ternano disoccupato – proviamo a percorrere strade differenti da quelle che vogliono loro e finisce che ci prendono a manganellate, svegliamoci”.

Dopo vari dibattiti, è stata convocata una seduta speciale per domani, martedì 4 Novembre alle 16:30, sempre presso la Siviera situata via Carrara 2, per fare il punto della situazione e decidere sulle varie manifestazione che si terranno in futuro.

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