Ast, Mise apre tavolo di confronto con Thyssen | Le richieste dei sindacati

Ast, Mise apre tavolo di confronto con Thyssen | Le richieste dei sindacati

Redazione

Ast, Mise apre tavolo di confronto con Thyssen | Le richieste dei sindacati

Il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca annuncia l'apertura di un tavolo tecnico
Mer, 20/05/2020 - 12:16

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Ast, Mise apre tavolo di confronto con Thyssen | Le richieste dei sindacati

Prima risposte dal Governo – ed in particolare dal Mise – in merito alla delicata situazione di Ast. Il futuro delle acciaierie di Terni, infatti, nei giorni scorsi, è di nuovo tornato un tema centrale nell’ambito della politica nazionale per la volontà espressa da ThyssenKrupp di rivedere la posizione delle acciaierie ternane nella strategia industriale della multinazionale tedesca.

Tavolo al Mise

“Il Ministero dello sviluppo economico si appresta ad aprire un tavolo di confronto sulla questione AST”. E’ quanto dichiarato dal presidente del gruppo regionale del M5S Thomas De Luca.

“Stamani – annuncia il consigliere regionale – mi sono confrontato con il Sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico Alessandra Todde, ricevendo l’ennesima conferma di come l’attenzione del Governo Conte sia massima rispetto agli sviluppi che riguardano il futuro del polo siderurgico di Terni. L’apertura di un tavolo di confronto – specifica De Luca – è il primo passo per conoscere le reali intenzioni di Thyssenkrupp ed avere conferme ufficiali rispetto ad eventuali trattative con soggetti interessati all’acquisizione del polo produttivo ternano, considerando che le priorità rimangono quelle del mantenimento dei livelli occupazionali e le prospettive legate all’articolata questione ambientale.

Una situazione che in queste ore sta destando preoccupazione per migliaia di famiglie e su un’intera comunità e per la quale unitariamente Comune di Terni, Regione Umbria e Governo nazionale sono chiamati a fare la propria parte”.

Le richieste dei sindacati “Impegni concreti per il futuro del sito”

Intanto i sindacati di categoria e le Rsu intervengono di nuovo sul tema dopo una riunione congiunta e sollecitano la convocazione al più presto del tavolo al Mise. Le segreterie territoriali di FIM – FIOM – UILM – FISMIC – UGL – USB e le RSU TK – AST – si legge in una nota – esprimono profonda preoccupazione per il disimpegno dichiarato dalla multinazionale ThyssenKrupp nei confronti del sito di Terni.

Le dichiarazioni contraddittorie degli ultimi anni sulla strategicità del sito e da ultimo le prospettive più volte annunciate dal management, in ordine al rilancio, dopo la vendita del settore elevator, vengono spazzate via dalle esternazioni del consiglio di supervisione del 18 maggio 2020.

Le organizzazioni sindacali hanno sempre espresso perplessità e non hanno mai creduto agli annunci del management ai vari livelli, continuando, invece, a considerare probabile la cessione del sito.

Le previsioni sull’andamento dell’economia mondiale dell’acciaio, dentro la pandemia, prevedono un -5,9% negli Stati Uniti, un -7,5% nella zona euro e un -9,1% in Italia. In questo quadro il disimpegno potrebbe rendere più difficile qualunque soluzione”. 

La fermata fino al 3 giugno

Una prima conferma – ricordano i sindacati – viene dal fatto che dal prossimo 23 maggio e fino al 3 giugno si fermeranno tutte le produzioni, con una prospettiva nebulosa e comunque non rosea per i mesi a venire.

Le segreterie territoriali di FIM – FIOM – UILM – FISMIC – UGL – USB e le RSU Thyssenkrupp – AST ribadiscono la strategicità e l’essenzialità delle produzioni (come sottoscritto al MISE nel settembre 2019) delle Acciaierie di Terni, che rappresentano il 61% del PIL comunale, il 37% di quello provinciale e il 15% di quello regionale, ed essendo la prima azienda per fatturato e numero addetti nel territorio con 2350 diretti, 150 somministrati e oltre 1500 lavoratori dell’indotto. Un altro colpo a questo tessuto avrà evidenti ricadute su tutto il contesto economico cittadino e regionale, con i ripercussioni sui mercati nazionali ed europei”.

Le richieste

In questo contesto di riorganizzazioni delle produzione europee – proseguono – è vitale evitare la deindustrializzazione dell’Italia auspicando un’immediata ripresa del tavolo nazionale dove si dovrà registrare anche l’impegno concreto delle Istituzioni locali, per essere in grado di trovare tutte le soluzioni possibili, garantendo il futuro del sito e scongiurando un pericoloso indebolimento.

Per tanto occorre:

  • Una salvaguardia del sito integrato, delle produzioni, dell’assetto impiantistico e dei livelli occupazionali e salariali anche dell’indotto.
  • Individuazione di un player o di un partener di livello europeo o mondiale con, vocazione industriale e che abbia volontà e capacità a produrre e sviluppare il sito di Terni;
  • Nell’immediato, la vigilanza sulla sostenibilità economica e finanziaria con il mantenimento delle quote di mercato;
  • Conferma degli investimenti programmati -a partire da quelli ambientali- e nuovi investimenti da destinare alla ricerca e all’innovazione per essere competitivi nei mercati globali.

I lavoratori e le lavoratrici di Acciai Speciali Terni da troppo tempo stanno compiendo enormi sacrifici, aggravati dall’emergenza sanitaria in atto, per questo meritano considerazione e rispetto.

Per quanto ci riguarda, nonostante le enormi difficoltà metteremo in campo tutte le iniziative necessaria per tutelare i lavoratori e le lavoratici e l’intera comunità”.

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