Ast, in consiglio regionale si alzano i toni

Ast, in consiglio regionale si alzano i toni

In discussione l’interrogazione di Nevi sulle intenzioni della Thyssenkrupp | Scontro verbale con l’assessore Paparelli

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Discussione accesa questa mattina durante la riunione del consiglio regionale dell’Umbria sui temi dell’Ast, l’acciaieria di Terni. A far alzare i toni è stata l’interrogazione presentata dal consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Nevi, in cui si chiedeva alla Giunta regionale “se intenda chiedere la convocazione del tavolo nazionale su Ast per verificare con i vertici di ThyssenKrupp le voci di vendita e soprattutto il rispetto degli accordi del dicembre 2014 relativamente alle società controllate e allo sviluppo del settore commerciale“.

Un botta e risposta con l’assessore regionale Fabio Paparelli che è culminato con una discussione accesa che ha portato poi il vicepresidente della Giunta regionale ad interrompere la replica di Nevi.

A stigmatizzare l’accaduto è stato lo stesso esponente di minoranza. “Poco fa in Assemblea legislativa dell’Umbria durante il Question Time  – ha spiegato – si è discussa la mia interrogazione relativa alla situazione dell’Ast e delle intenzioni della Thyssenkrupp. Il Vice presidente Paparelli in risposta ha dichiarato che tutto procede per il meglio e che conseguentemente il tavolo ministeriale è chiuso. Nello spazio consentitomi per la replica mi sono dichiarato totalmente insoddisfatto della risposta fornitami dalla Giunta regionale ed ho ricordato degli impegni scritti (accordo di Dicembre 2014) e non mantenuti da ThyssenKrupp su Aspasiel, Sdf, Titania e sulla chiusura della Terninox di Ancona e ho voluto sottolineare che a pensarla cosi non sono solamente io, ma anche i sindacati con la Cgil in primis. Non appena pronunciate queste parole lo stesso Vice presidente ha iniziato ad alzare i toni della discussione ed è finita con l’intervento della Presidente che ha impedito al sottoscritto di concludere l’intervento di replica”.

Venendo ai dettagli della discussione relativa all’Ast, invece, Nevi ha spiegato che “l’obiettivo del pareggio di bilancio è stato conseguito ma la  Thyssenkrupp intende chiudere, entro questo mese, la Terninox di Ancona, con la conseguente perdita di posti di lavoro e il trasferimento del personale nella sede di Milano e non a Terni. Questa scelta è stata operata senza coinvolgere i sindacati mentre si susseguono le voci su una possibile cessione, da parte di Thyssen, delle strutture di  produzione dell’acciaio, mantenendo invece commercializzazione e servizi. Andrebbe inoltre verificato il rispetto degli impegni assunti da Thyssen con il protocollo del dicembre 2014 (dato che l’accordo prevedeva il monitoraggio anche da parte della Regione) che prevedeva il potenziamento di Aspasiel, Società delle fucine, Titania e Tubificio”.

L’assessore Fabio Paparelli ha risposto spiegando che “quando è stato stipulato l’accordo del 2014 sono stati assunti precisi accordi in sede nazionale: a fronte di 305 mobilità volontarie incentivate è stata mantenuta una struttura basata su due forni un minimo di 1 milione di tonnellate fuse, 130milioni di investimenti, parte dei quali destinati alla realizzazione di una nuova linea di laminato a freddo. Quell’accordo prevedeva una costante azione di monitoraggio con incontri con cadenza semestrale, che ci sono stati. Ad oggi, visti i risultati conseguiti dall’Ast che ha raggiunto gli obbiettivi fissati ed è tornata in utile, il ministero dello Sviluppo economico ha dichiarato che l’azienda è uscita dall’elenco delle società seguite dallo stesso ministero. La Regione Umbria ha mantenuto e continua a mantenere aperto il rapporto con Ast e ci risulta che, visti i  livelli di redditività e produttività a cui sono risalite, le acciaierie di Terni non verranno cedute. In uno degli ultimi incontri dello scorso anno la Thyssen ha riferito che gli obiettivi previsti dall’accordo del 2014 rispetto alle vendite di ‘caldo’, ‘freddo’, forgiati e tubi sono stai raggiunti. Sugli investimenti, nel periodo 2015/2018 sono previsti 172milioni di euro per  la ‘linea 6 Torino’, il tubificio, il recupero e il trattamento delle scorie. Per quanto riguarda la redditività, attualmente in Ast non ci sono produzioni in perdita e si è provveduto a una nuova organizzazione commerciale, tutte le consociate sono state fuse in Ast e l’obiettivo è portare le acciaierie verso la tecnologia industria 4. 0”.

Nella replica, Nevi si è detto “completamente insoddisfatto, dato che l’assessore ha letto una nota dell’azienda, che riporta solo gli aspetti positivi. Però l’interrogazione riguardava impegni precisi, in particolare su Titania, Aspasiel, Società delle fucine e l’organizzazione del settore commerciale. Se viene meno la forza, l’autorevolezza, l’autonomia del settore commerciale l’azienda è semplicemente un sito produttivo, cosa che era vista come il male assoluto nell’accordo del dicembre 2014. Non vorrei che nel silenzio più totale si andasse nella direzione che era già prevista dal famoso piano di ristrutturazione pesantemente avversato dall’allora Governo nazionale e che prevedeva appunto che Terni diventasse semplicemente un sito di produzione, e non più un’azienda a tutti gli effetti”.

(aggiornato alle 14)

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