Non ci fu truffa. E’ questa la decisione a cui è arrivato il tribunale di Spoleto al termine del processo che vedeva quali imputati il presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovanni Antonini, il rappresentante legale della Iama di Milano (la società incariata di espletare la selezione per assumere nuovi impiegati da inserire nell’organigramma dell’istituto di credito) e un suo dipendente. Dunque per il giudice Alberto Avenoso il fatto non sussiste. Il ‘concorso’ risale al 2003: per l’accusa la Bps avrebbe falsato le graduatorie così da favorire alcuni candidati. Una situazione che portò anche 14 giovani a costituirsi parte civile nel processo. Il pm Roberta Maio, al termine dl process, aveva chiesto 8 mesi di condanna ciascuno e una multa di 300 euro. La difesa, invece, affidata agli avvocati Duccio Caparvi (per Antonini) e Paolo Feliziani (per la Iama), ha sempre respinto le tesi dell’accusa sostenendo che si trattava di una sleezione di un istituto privato e non di un concorso pubblico. Non solo, le modifiche alle graduatorie si erano rese neessarie perchè ogni sede della Bps aveva esigenze diverse nel numero di dipendenti da assumere. Alle 18 in punto, dopo la Camera di consiglio, il giudice ha sciolto la riserva mandando assolti i 3 imputati (una quarta persona è nel frattempo deceduta) perchè il fatto non sussiste.
ASSUNZIONI BANCA POPOLARE SPOLETO, ASSOLTO PRESIDENTE ANTONINI. NON CI FU TRUFFA
Mar, 30/03/2010 - 20:16