Cento giorni di carcere per la più infamante delle accuse: quella di aver mosso violenza sessuale contro le proprio figlie. Ora il padre 50enne di Citerna, in carcere da giugno (in esecuzione delle misure cautelari richieste dal pm Mara Pucci e poi confermate dal Gip Valerio D’Andria e ancora una volta dal tribunale del Riesame), ha ottenuto il trasferimento agi arresti domiciliari, in attesa della conclusione delle indagini e della eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Da ieri pomeriggio (lunedì 12 settembre) l’uomo, dopo tre mesi trascorsi dietro le sbarre (di cui 43 giorni in isolamento), si trova nell’abitazione di un parente fuori regione, dove attenderà l’esito giudiziario. I suoi legali Benedetta Barberi Nucci e Gioia Cecchini, dopo che il Tribunale della Libertà aveva bocciato l’istanza di una misura meno afflittiva, hanno insistito sui termini ottenendo i domiciliari.
L’arresto dell’uomo risale al 7 giugno scorso, quando gli agenti di Polizia lo avevano prelevato direttamente dal luogo di lavoro nell’aretino. A raccontare alle forze dell’ordine quello che avveniva nella loro casa, è stata per prima la figlia più grande (ora maggiorenne) che ha riferito di presunte attenzioni sessuali, poi delle violenze del padre iniziate da quando era bambina. La ragazza si era confidata con un’amica, poi all’ennesimo tentativo di violenza del genitore, si è fatta forza e, con la sorella minore – poco più che adolescente – ha denunciato gli abusi.
Le successive perquisizioni hanno anche permesso il rinvenimento, nella casa dell’uomo, di svariato materiale pornografico sequestrato dagli investigatori, guidati dal vicequestore aggiunto Marco Tangorra. Anche la figlia più piccola ha sporto denuncia alla presenza della madre. Altre persone sono state sentite dalla polizia: due nipotine, un’amica della figlia e il fidanzato di quest’ultima, che avrebbero aggiunto ulteriori particolari ad una vicenda che ha sconvolto tutto il territorio.
Gli inquirenti, intanto, sono ancora in attesa di vagliare il materiale informatico sequestrato nell’abitazione del 50enne. I legali della controparte avevano chiesto di poterli esaminare con la formula dell’incidente probatorio, ma da quanto emerge tale richiesta sarebbe stata momentaneamente rigettata.