Nessuno slogan e nessuna sparata per la Lega Nord di Terni dopo gli arresti per spaccio di droga di tre richiedenti asilo. Tramite il suo referente territoriale, Federico Cini, la Lega esprime la sua preoccupazione per un fenomeno ormai diffuso e che appare lontano da una soluzione.
“L’arresto dell’ennesima banda di cittadini africani – spiega Cini – che in barba all’ospitalità loro offerta si dedicavano a diverse attività criminali, non può che farci chiedere con sempre maggior vigore l’adozione da parte di tutti i soggetti preposti di una linea durissima nei confronti di questi fenomeni di criminalità che stanno sempre più assumendo le dimensioni di un dilagante problema sociale. Non è in alcun modo tollerabile che un “richiedente asilo”, ospitato a spese dello Stato in una struttura appositamente fornita da associazioni umanitarie, sia lasciato libero di delinquere indisturbato nelle nostre strade, spacciando droga anche davanti a scuole e altri luoghi di ritrovo dei ragazzi. Uno degli arrestati è già addirittura in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, fatto che conferma la nostra preoccupazione espressa più volte riguardo i criteri di assegnazione di tali permessi, che evidentemente non bastano per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini oppure non sono correttamente seguiti. Due di loro erano inoltre già stati arrestati con imputazioni simili e nonostante questo erano ancora ospitati, sempre a spese dello stato, nelle suddette strutture. Chiediamo pertanto – prosegue il referente della Lega Nord – che le istituzioni e le altre associazioni coinvolte facciano il prima possibile luce su quanto accaduto e soprattutto spieghino perché questi due soggetti si trovavano ancora liberi nel nostro territorio. Il permesso di soggiorno già concesso a uno di loro e tutte le altre richieste avanzate da questi soggetti nei confronti dello stato devono essere immediatamente invalidati, i cittadini ternani devono immediatamente tornare ad essere la prima preoccupazione delle istituzioni. Non possiamo inoltre non chiedere nuovamente un aumento delle risorse disponibili nell’attività di contrasto a questi fenomeni, che sarebbero reperibili ad esempio dimezzando i tempi burocratici per la valutazione delle richieste d’asilo e che permetterebbero alle forze dell’ordine (cui va il nostro plauso per l’operazione condotta) di svolgere il proprio lavoro con una sicurezza e un’efficacia maggiore”.