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AREE COLPITE DAL SISMA, DISPONIBILI 96 ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE

Redazione

AREE COLPITE DAL SISMA, DISPONIBILI 96 ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE

Mer, 10/10/2007 - 07:48

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In totale 96 alloggi di edilizia residenziale a Spello, Sellano, Nocera, Gualdo Tadino, Foligno e Assisi saranno presto assegnati, dopo l'approvazione delle linee guida sulla loro destinazione da parte del consiglio regionale, per favorire il ripopolamento delle zone colpite dal terremoto del 1997.Le modalità di assegnazione, per gli alloggi attualmente liberi (96) saranno legate alle graduatorie ordinarie di edilizia residenziale pubblica che prevede, per una quota non superiore al 50 per cento di quelli disponibili, una riserva a favore dei nuclei familiari che risiedono, da almeno 3 anni nel comune in cui l'alloggio è situato, ovvero che vi risiedevano al momento degli eventi sismici; a favore di soggetti che abbiano la sede di lavoro o frequentino strutture scolastiche nelle località in cui è situato l'alloggio. E' anche prevista la destinazione a favore di particolari categorie sociali e locazione a canone concordato. Saranno i Comuni, in questo caso, ad emanare i bandi, sulla base di schemi specifici ed a predisporre le graduatorie per l'assegnazione degli alloggi. Gli enti proprietari degli alloggi in questione, potranno anche attivare le procedure di vendita degli stessi predisponendo appositi bandi sulla base dello schema tipo approvato dalla Giunta regionale al fine di assicurare l'uniformità nell'ambito del territorio regionale. La vendita degli alloggi avviene al prezzo di mercato ridotto del 30 per cento. A seguito del sisma del 26 settembre 1997, il Consiglio regionale approvò, a ridosso dell'evento, un “Programma straordinario di interventi di edilizia residenziale pubblica” finalizzato al superamento dell'emergenza abitativa nelle aree maggiormente colpite in attesa della ricostruzione delle abitazioni danneggiate. Il Programma straordinario è stato finanziato con 120.334.457 euro stanziati dal Cipe ed 16.784.849 euro messi a disposizione dal C.e.r. Queste risorse sono state ripartite tra le seguenti tipologie di intervento: riparazione, con adeguamento o miglioramento sismico, del patrimonio di edilizia residenziale pubblica danneggiato; riqualificazione dei centri storici e delle periferie urbane attraverso lo strumento dei programmi di recupero urbano; acquisizione e recupero con adeguamento o miglioramento sismico di edifici ricadenti nei centri storici e nei centri rurali danneggiati, da dare in locazione prioritariamente ai nuclei familiari alloggiati nei moduli abitativi mobili o in autonoma sistemazione; costruzione da parte dello I.e.r.p. di alloggi da dare in locazione alle famiglie sgomberate; recupero e costruzione di alloggi, da parte di cooperative o di imprese di costruzione, da destinare alla locazione. La Giunta regionale, inoltre, nel 2000 ha previsto di creare nuovi soluzioni abitative alla popolazione che era ancora sistemata nei container relativamente ai Comuni maggiormente colpiti dal sisma con un finanziamento complessivo di 17.559.534 euro. Nei Comuni in fascia ‘A' (Assisi, Foligno, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Preci, Sellano, Spello, Valtopina) sono stati realizzati 1.014 alloggi.

L'atto della giunta regionale, approvato all'unanimità dall'assemblea di Palazzo Cesaroni, è stato illustrato in aula dal relatore di maggioranza LUIGI MASCI (Margherita) – “UN ATTO IMPORTANTE PER CONTRASTARE LO SPOPOLAMENTO DEI TERRITORI MARGINALI – Si tratta di un atto di confine tra le politiche di edilizia residenziale pubblica e la gestione dell'emergenza sismica. L'obiettivo è quello di gestire la significativa disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica utilizzabili a seguito del superamento dell'emergenza sismica. Il problema abitativo è ormai del tutto superato ed è quindi necessario stabilire la destinazione degli alloggi acquistati, costruiti o recuperati ed utilizzati come soluzioni alloggiative temporanee a favore delle popolazioni evacuate dopo il terremoto. Il quadro normativo, all'interno del quale la Regione ha operato per la definizione di questo atto, è la legge regionale 23/2003 inerente la riforma dell'edilizia residenziale pubblica nella quale è stata inserita, nel titolo V, la parte relativa all'utilizzo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica realizzati, appunto, per le finalità conosciute. Ora, con questo atto, siamo chiamati a stabilire le linee guida per la destinazione di questi alloggi. Assume grande importanza la promozione, in coerenza con le finalità generali della legge, di politiche di reinsediamento abitativo nelle aree maggiormente colpite dagli eventi sismici con particolare riferimento a quelle soggette a calo demografico e ad invecchiamento della popolazione. Importante è anche la realizzazione di interventi a favore di particolari categorie sociali; promuovere la locazione a canone concordato ed attivare processi dismissione. Per rendere disponibili ed utilizzabili questi alloggi, il Consiglio è chiamato ad approvare le linee guida per la destinazione degli stessi determinandone l'entità massima da utilizzare per ciascuna delle finalità dette. Nel procedere alla destinazione definitiva della quota disponibile, che al momento risulta essere di 96 alloggi, sarebbe auspicabile e opportuno che, ferma restando l'autonomia discrezionale dei Comuni nella loro gestione, si faccia ricorso anche alle altre tipologie di intervento a favore di particolari categorie sociali e locazione a canone concordato, nonché alla vendita. Oltre, infatti, a dedicare la dovuta attenzione alla consistenza dei nuclei familiari, al reddito bassissimo delle famiglie che rappresentano i parametri prevalenti di valutazione per l'assegnazione di carattere ordinario, vanno considerate anche quelle categorie di nuclei familiari monoreddito che rischiano di non potervi mai accedere. Mi riferisco alle giovani coppie di nuova formazione e agli anziani. Questo, facendo ricorso a bandi specifici, è necessario per contrastare la criticità dei territori marginali e del loro spopolamento dovuto alla crisi sismica”.

Per il relatore di minoranza MASSIMO MANTOVANI (Forza Italia) alcune modifiche avrebbero consentito di “ACCENTUARE LA CAPACITÀ DEI COMUNI DI UTILIZZARE QUESTI APPARTAMENTI. C'è una sostanziale condivisone dell'atto, anche se avremmo voluto rinviarne la votazione per raccogliere le valutazioni dei Comuni, a cui viene lasciata libertà di scelta per raggiungere gli obiettivi indicati nel documento. Proponiamo di accentuare la capacità dei Comuni di utilizzare questi appartamenti portando al 40 per cento le percentuali massime da destinare alla locazione a canone concordato e alla vendita (ora rispettivamente fissate al al 30 e al 20 per cento). Le casette di legno devono essere usate per sostenere l'offerta per il turismo ambientale e giovanile favorendo il reinsediamento e il rafforzamento del tessuto sociale ed economico: già 10 anni fa sostenni l'importanza di usare le casette di legno al posto dei container, dato che una buona ricostruzione avrebbe avuto tempi lunghi. Gli alloggi devono essere assegnati prioritariamente a giovani coppie: serve un bando specifico che favorisca questa categoria per far rivivere le ex zone terremotate”.

VINCENZO RIOMMI (Assessore) “UN PATRIMONIO DA UTILIZZARE PER FAVORIRE IL REINSEDIAMENTO ABITATIVO – Gli alloggi di edilizia popolare sono stati finanziati con vari fondi, per questo serve un atto specifico per stabilirne la destinazione. Questo patrimonio dovrà essere usato per favorire il reinsediamento abitativo nelle zone terremotate. L'atto di indirizzo del Consiglio regionale deve indicare ai Comuni quali sono le percentuali massime di utilizzazione degli alloggi tra: utilizzo delle graduatorie Ierp, affitto a particolari categorie sociali, locazioni a canone concordato e vendita. Accogliamo la proposta di aumentare al 40 per cento le quote massime da destinare alla locazione concordata e alla vendita. Dal 2001 al 2006 la popolazione della stragrande maggioranza dei Comuni di fascia A è crescita in maniera superiore alla media regionale, mentre Preci, Sellano e le frazioni montane di Foligno continuano a perdere abitanti”.


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